Gli acquisti online volano, ma non in Italia. Eppure per il Made in Italy il futuro è l’eCommerce

scritto da GUIDO MOLTEDO

In America i numeri dell’eCommerce sono “big”. Anche in Europa. In Italia si comincia a considerare le grandi potenzialità del commercio in Rete. Un interessante e puntuale rapporto di Netcomm.
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Negli Stati Uniti, secondo le proiezioni nei prossimi cinque anni effettuate da Forrester Research, azienda indipendente che studia l’impatto esistente e potenziale delle tecnologie digitali sul mercato, gli attuali 294 miliardi di dollari spesi nel 2014 dagli americani per acquisti via internet (riguardanti trenta categorie di consumo) diventeranno 414 miliardi alla fine del 2018.

La Rete continuerà a fare sempre meglio quel che sa fare meglio: proporre un immenso assortimento di prodotti, mettendone in rilievo e confrontando caratteristiche, prezzi e condizioni d’acquisto, ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana, da ogni luogo. Il tutto reso più facile dalla diffusione e dal costante miglioramento di strumenti facili e portatili come gli smartphone.

E l’Europa? Secondo il blogger Giovanni Cappellotto, http://www.giovannicappellotto.it/, “sebbene le notizie che riguardano l’economia in Europa non siano per nulla positive, c’è un settore che appare in forte espansione ed è l’eCommerce. Internet Retailer ha appena pubblicato Top 400 Europe con i profili ed i dati delle prime 400 imprese dedicate al commercio elettronico in Europa, da cui si vede come la vendita online sia in forte espansione. Il mercato in Europa vale 259,5 miliardi di dollari ed è cresciuto del 18,2 per cento”

Ma sono “gli eCommerce americani in Europa [che]crescono più velocemente degli eCommerce europei. Gran parte della crescita dell’eCommerce in Europa è guidata dalla crescita di Amazon, che è di gran lunga il più grande e-retailer europeo. Lo scorso anno Amazon ha realizzato vendite per 16,7 miliardi di dollari, mentre il secondo gruppo europeo è il tedesco Otto con 6,2 miliardi di dollari di vendite online. I gruppi americani in Europa sono cresciuti del 27 per cento anno su anno”.

Osservando lo scenario italiano, la situazione appare promettente ma molto problematica.
“In Italia siamo in ritardo sia per la percentuale di vendite online sia per le imprese che sono sul web”. A dirlo è Roberto Liscia, presidente Netcomm, diffondendo i dati del Consorzio secondo i quali “il fatturato delle vendite online italiane è di 14 miliardi di euro, siamo dietro alla Spagna dove si raggiungono i 17 miliardi”, ha aggiunto.

“L’eCommerce è sempre più un canale necessario e cruciale per le imprese che vogliano fare business sia nel nostro paese sia su scala globale – ha detto ancora Roberto Liscia, presentando in un incontro alla camera dei deputati il primo documento sull’eCommerce, dal titolo “eCommerce: scenario di riferimento e quadro normativo:proposte, indicazioni e uno sviluppo sostenibile”

Le imprese italiane che vendono online sono oggi solo il quattro per cento del totale, l’accesso alla banda larga rimane carente e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari sono ancora un interrogativo non risolto.

“L’Italia – ha detto ancora Liscia – è conosciuta nel mondo per i suoi prodotti di abbigliamento, calzature, accessori, moda, arredo, design, vino e prodotti alimentari-gastronomici di qualità. Tutte le piccole e medie imprese italiane che producono e/o commercializzano questo tipo di prodotti hanno degli spazi di mercato straordinari, tecnicamente stiamo parlando di una platea di oltre un miliardo ci consumatori che abitualmente compra online e di 2,6 miliardi di individui che sono su internet. Ma stiamo perdendo competitività a livello globale e non riusciamo a sfruttare il potenziale del Made in Italy che potrebbe trovare più facilmente sbocchi su questi mercati”.

Da anni Netcomm dà conto col Politecnico di Milano dei numeri che caratterizzano questo settore economico, il cui andamento in termini di fatturato complessivo cresce a doppia cifra (intorno al più venti per cento all’anno negli ultimi sei anni) ed è stimato oltre i tredici miliardi di euro per il 2014, in sintonia con l’impennata del numero di acquirenti online italiani che sono passati in tre anni da nove a sedici milioni.
Secondo Liscia, “stiamo, finalmente, assistendo a un forte interesse delle imprese, in particolare del Made in Italy e della grande distribuzione, che si sono rese conto delle grandi opportunità che il digitale può offrire in un momento in cui i fattori recessivi stanno mettendo in discussione i modelli di business e di vendita tradizionali. Il ritardo, malgrado i fattori positivi che stiamo osservando, però, rimane e l’Italia è ultima in quasi tutte le classifiche su tutti i fattori che condizionano lo sviluppo.”

Lo scorso novembre, citando i dati presenti nella terza rilevazione trimestrale di fine settembre dal titolo “Net Retail – Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da NetComm con il supporto di Human Highway e in partnership con Banzai, Postecom e QVC. facendo il punto sui dati del commercio elettronico in Italia e sulle abitudini di acquisto degli italiani attraverso la Rete,

Data Manager online, http://www.datamanager.it/2014/11/ecommerce-23-degli-italiani-compra-unapp/ faceva il punto sui dati dell’acquisto in Rete, il Net Retail, in Italia:
“Il Net Retail cresce del 24,2 per cento in Italia nell’ultimo anno, sono aumentati del 23,4 per cento gli acquirenti abituali e si colloca al 23 per cento la quota di chi negli ultimi sei mesi ha fatto acquisti via App su un dispositivo mobile. Gli e-shopper hanno un’età media di 40 anni e sono uomini per il 55,4 per cento.

“Gli italiani stanno passando a una nuova fase dell’e-commerce – commentava Edoardo Giorgetti, ad di Banzai Commerce. – hanno verificato che informarsi e comprare online conviene, quindi adesso esplorano nuove categorie e nuovi strumenti per farlo: mobile e Pick&Pay sono due trend molto evidenti. Un altro esempio sono i grandi elettrodomestici: non si compra solo il prodotto, ma un servizio completo che comprende trasporto, installazione e ritiro dell’usato. Gli e-retailer sono idealmente posizionati – per DNA, flessibilità operativa e assenza di conflitti di canale – a servire meglio e più efficacemente i nuovi Superconsumatori. Non a caso, crescono più rapidamente degli altri operatori.”

Il vero, grande salto del commercio online avverrà tuttavia quando il fenomeno, sul lato delle aziende, sarà di portata globale. Attualmente l’ottanta per cento delle aziende nel mondo non è pronto a entrare in questo business, secondo un’indagine condotta tra 204 dirigenti di aziende di diversi paesi da parte di Oban Digital, un’agenzia di ricerche di mercato online Chain Store Age.

http://www.chainstoreage.com/

Gli acquisti online volano, ma non in Italia. Eppure per il Made in Italy il futuro è l’eCommerce ultima modifica: 2015-02-19T22:20:15+02:00 da GUIDO MOLTEDO

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