UN ANNO DI YTALI

ytali. era solo un’idea, un anno fa, di questi tempi. Poi all’inizio di febbraio abbiamo cominciato a girare in rete, con un progetto molto elementare e semplice, ma chiaro e, a detta di molti, elegante e ben fruibile nella sua architettura.

Presto faremo quanto sarà necessario perché questa rivista sia meglio strutturata, da ogni punto di vista. Importante è che i contenuti già ci sono e sono buoni, e soprattutto si tengono bene insieme grazie a una chimica in grado di impastare generi diversi, anche di scrittura, e orientamenti politici e culturali sovente molto distanti tra loro. Si può dire che ci sia un amalgama riuscito.

Aggiungo subito, e non solo per abbassare la cresta dopo averla tirata su, ma molto, molto di più andrà fatto sul fronte dei contenuti, perché qualsiasi pubblicazione, specie se on line, deve ogni giorno, perfino ogni ora, mettere in campo il meglio che può. Accontentarsi e fermarsi è preparare la propria fine.

Un amalgama riuscito conferisce un carattere distintivo a una pubblicazione. In rete, anche in italiano, ci sono ottime riviste¸ siti molto eleganti e ben fatti, ricchi di articoli bene scritti e originali. Eppure spesso si ha l’impressione di pubblicazioni senza un’anima, senza un’identità che rimanga nella mente del lettore, ma, nel migliore dei casi, solo una somma di pezzi di qualità, senza una chiara direzione di marcia e un’intenzionalità di fondo distinguibile nell’oceano internettiano.

Certo, l’identità può essere anche data da una collocazione politica molto netta, molto partigiana e aprioristica. La rete pullula di siti “identitari” . Può anche essere data dall’essersi ricavati uno spicchio iperspecialistico dentro una nicchia. Anche questo è frequente in internet.

Noi abbiamo scelto un’altra strada. Una strada che – col metro dei tempi moderni – potrebbe somigliare alle vecchie consolari romane in confronto con le autostrade di oggi.

Partiamo dall’assunto che, poiché oggi internet è tutto, e quel che resta della carta stampata è ormai una nicchia che si restringe sempre più, contiene dentro di sé anche forme di comunicazione che solo qualche anno fa sarebbero state considerate irrimediabilmente inconciliabili con le regole della rete. Oggi c’è un fiorire e pullulare di riviste di qualità, con articoli lunghi, curati, con  un grande lavoro di scrittura, proprio come avveniva con i magazine in carta patinata dei tempi pre-internet.

ytali. è dunque una rivista vecchio stile. Non per questo “pesante” come sarebbe lecito insinuare. È plurale, e tiene il punto su questo, perché chi fa cultura e politica oggi deve necessariamente promuovere il confronto delle idee, sulla base di posizioni molto ben argomentate e, anche per questo, idonee a suscitare dibattito e alimentare nuove idee, di cui c’è drammatico bisogno.

Informazione è narrazione è lo slogan della rivista. Ha un che di programmatico nel senso che l’idea è di lavorare molto sui ritratti, sulle persone come perno di fatti e di eventi, ma anche di intrecciare il più possibile le analisi con episodi, circostanze fattuali secondo uno stile, appunto, “narrativo”.

Il nome ytali.? C’è chi ironizza sull’assonanza con Eataly. Se c’è un’affinità, è nell’attenzione che vorremmo rivolgere anche noi al made in Italy, formula abusata eppure ancora valida, se si riesce a far emergere e valorizzare davvero la produzione e la creatività che ancora distinguono il nostro paese dagli altri.

ytali. vuole indicare una visione alla rovescia – non convenzionale – dell’Italia, con la sottolineatura dell’esigenza di una maggiore internazionalizzazione del nostro paese, altrimenti condannato all’autoreferenzialità e a una pericolosa autosufficienza.

La rivista è basata a Venezia. Ed è qui l’ancoraggio che consente a ytali. di essere non una rivista tra le tante, ma un magazine con un suo carattere preciso e distinguibile.

Mi rifaccio alla tradizione dei quotidiani di carta, che erano e sono ancora tutti cittadini. I grandi giornali sono diventati perfino globali, si pensi al NYT, ma hanno mantenuto il loro insediamento territoriale su cui banano il grosso della loro readership.

La base locale consente infatti di costruire una zoccolo duro, concentrando una parte dell’attenzione, dello spazio, delle risorse a temi facilmente condivisibili in una comunità.

Al tempo stesso Venezia ha i caratteri e le caratteristiche della città del mondo: quel che accade a Venezia, non la cronaca cittadina minore, interessa anche molti non veneziani. I lettori locali, a loro volta, accedono a un prodotto che non è l’ennesimo blog locale, ma una pubblicazione più articolata e aperta alle cose che contano nel paese e nel mondo, dentro cui c’è appunto anche la loro città.

Quindi non solo articoli, appunto, di politica e cultura italiana e internazionale, ma anche articoli veneziani, numerosi, sempre però rivolti soprattutto a un pubblico più largo. La rivista deve dare ai veneziani stessi il senso di essere, di tornare a essere, un punto nevralgico nel mondo, non rafforzare la tendenza autoreferenziale di molti suoi intellettuali e politici.

Internet, ovviamente, è formidabile per far questa operazione local/global, una risorsa incredibilmente aperta e versatile, secondo me ancora scarsamente sfruttata da questo  punto di vista. Il “pluralismo” che abbiamo prima sottolineato è anche intimamente legato al nostro essere una rivista internettiana.

Da qualche tempo abbiamo iniziato a tradurre in inglese alcuni degli articoli del sito che possono essere interessanti anche per un pubblico più vasto e internazionale.

ytali. – ed è qui un’altra delle ragioni di questo nome – ha l’ambizione di diventare un giorno una rivista ampiamente bilingue e dunque internazionale. Essere basati a Venezia ci autorizza a pensare globale, come si è detto. E d’altra parte internet stesso implica una crescente tendenza all’internazionalizzazione. Molti siti italiani hanno
testate dai nomi creativi, ma del tutto inadatti a conquistare una platea che vada oltre il perimetro .it. Stranamente in un mondo senza confini, com’è la rete, molti siti italiani si pongono da sé dei propri confini ristretti.

ytali. vanta già un considerevole numero di firme di qualità. Ringraziamo tutti coloro che partecipano a questa impresa, non solo per l’apporto d’incredibile qualità che danno alla rivista ma anche perché il loro coinvolgimento conferma che ci stiamo muovendo nella giusta direzione.

Ancor di più ringraziamo i lettori, specie i più affezionati, che non solo ci leggono ma che partecipano attivamente.

Ringraziamo inoltre gli amici spagnoli di CTXT, una rivista molto bella, che invidiamo per la sua qualità e per l’evidente maturità raggiunta. Con CTXT abbiamo il privilegio di una partnership già fruttuosa, un primo passo nella direzione del coinvolgimento di altre testate, un network europeo e anche più. Il bello di internet è anche in  questa possibilità di condividere e di allargare senza limiti la platea.

Infine desideriamo annunciare con orgoglio che a www.ytali.com è stato attribuito, per la settima edizione del Premio Amerigo 2015 per il migliore sito web.

Il direttore di ytali. Guido Moltedo

UN ANNO DI YTALI ultima modifica: 2015-12-04T16:36:16+00:00 da GUIDO MOLTEDO