Sergio, la prima repubblica e Belgrado

scritto da GUIDO MOLTEDO
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Su Formiche, intervistato da Edoardo Petti, Paolo Cirino Pomicino propone un punto di vista e svela un aspetto dimenticato a proposito di Sergio Mattarella che meritano di essere presi in considerazione.
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Il punto di vista: “Sono felice – dice l’ex dirigente di fede andreottiana – per due elementi che spazzano via tanti luoghi comuni. Tutti i candidati veri al Colle sono personalità della prima Repubblica, mentre la seconda non è stata capace di proporne uno credibile. E due dei tre contendenti – Pierferdinando Casini e Sergio Mattarella – sono democratici cristiani autentici”.

Un aspetto dimenticato: “Nella veste di responsabile della difesa e vice-premier nel governo guidato da Massimo D’Alema tra il 1999 e il 2000 mise a disposizione della Nato le basi militari di Vicenza per favorire il decollo degli aerei che andavano a bombardare Belgrado”.

L’elezione di Mattarella sancirebbe l’inesistenza di candidati presidenziabili sia dell’attiuale classe politica sia di quella della seconda repubblica. E non va dimenticato la guerra del Kosovo.
È interessante notare che gli esponenti dell’attuale classe politica non sono (almeno finora) entrati nella rosa dei presidenziabili, ma non solo loro: neppure esponenti della seconda repubblica.
E ha perfettamente ragione Pomicino a gioire per il suo collega e antagonista d’un tempo. Una conferma ulteriore della stagnazione politica italiana, di uno status quo rimasto ancorato nel regime e nel sistema politico (apparentemente) spazzato via da Mani pulite. Dopo Napolitano, dunque, un altro politico della “guerra fredda”. E ancora secondo la logica dell’alternanza dicci-laico di quei tempi. Con la differenza che a palazzo Chigi c’è oggi un altro diccì, mentre “ai bei tempi” i democristiani non si prendevano tutti i posti, ma solo quasi tutti i posti.

Riguardo al Kosovo, è giusto non dimenticare quelle pagine non lontane, sia per rimarcare come anche la sinistra della Dc, pur diverse dalle altre correnti, era fortemente e decisamente atlantica e filoamericana, quando si andava al dunque. Sia per ricordare ancora una volta la forte intesa tra Mattarella e D’Alema.

La fase craxiano berlusconiana (e dunque il no di Mattarella alla legge Mammì) non dovrebbe occupare tutta la memoria storia e tutto l’immaginario politico della sinistra.

Mattarella è un buon candidato al Quirinale, ma va raccontato tutto.
(g, m.)

Sergio, la prima repubblica e Belgrado ultima modifica: 2015-01-30T01:29:36+01:00 da GUIDO MOLTEDO

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