India e Pakistan, il Canal Grande li unisce con l’arte

scritto da ytali

Due artisti insieme. Un’indiana e un pachistano. Di due paesi vicini in bilico tra pace e guerra. La mostra a Venezia in primavera. Lunedì la presentazione a Milano.

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La pachistana Malala Yousafzai e l’indiano Kailash Satyarthi. Nobel per la pace nell’ottobre 2014. L’assegnazione del premio ai due attivisti per i diritti di due grandi paesi vicini e costantemente vicini alla conflagrazione di un conflitto conferma che è possibile superare i contrasti, e che nei due paesi e tra i due paesi può ancora prevalere il dialogo.

Un evento importante. Che non deve restare isolato e dimenticato. La cultura è il terreno ideale perché lo spirito del dialogo prevalga e continui.

Così è di particolare rilevanza, non solo per il valore in sé, ma anche per la sua portata “politica” la mostra che dal 5 maggio al 31 ottobre sarà ospitata a Palazzo Benzon, sul Canal Grande, nella cornice della cinquantaseiesima Esposizione Internazionale d’Arte – Biennale di Venezia e in concomitanza con l’Expo Internazionale di Milano.
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Le opere di un artista pachistano convivono con quelle di un’artista indiana. MY EAST IS YOUR WEST, Rashid Rana del Pakistan (una sua opera in alto) e Shiklpa Gupta dell’India (una sua opera in basso).
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Lunedì 9, ore 18, a Milano, al Palazzo Giureconsulti, Piazza dei Mercanti 2, Sala Colonne ci sarà una conferenza stampa LA CULTURA COME STRUMENTO DI PACE

L’anteprima milanese è promossa da quattro istituzioni che operano in ambiti diversi tra loro: Promos, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano per le Attività Internazionali, Osservatorio Asia, Gujral Foundation e Fondazione Antonio Mazzotta.

“Il tema trattato – si legge in una nota per la stampa – prende spunto da due riflessioni condivise: la globalizzazione può essere uno strumento di pace; la cultura, le arti, la formazione sono fattori complementari – non antagonisti – all’economia, come nell’esempio della creative industry.

Si possono, si devono così aprire nuove prospettive nelle relazioni bilaterali. Un retroterra sociale più aperto e costruttivo è la via migliore per la circolazione di prodotti, risorse, capitali. Se le tensioni sociali e politiche si allentano, se a emergere è la collaborazione, a prevalere saranno allora gli scambi di cultura e di merci, con benefici per le aziende italiane.

Il progetto della Gurjal Foundation, che vede l’artista indiana Shilpa Gupta dialogare a Palazzo Benzon con il pachistano Rashid Rana, si presenta come un’iniziativa inedita, lungimirante e carica di implicazioni che si spingono molto al di là del mero “evento” di arte contemporanea”.

Martina Mazzotta, con la Fondazione Antonio Mazzotta, fondazione-partner dell’iniziativa in Italia, condivide con Romeo Orlandi di Osservatorio Asia la curatela degli avvenimenti collaterali al progetto.

http://www.osservatorioasia.com/it/
http://www.mazzotta.it/

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http://www.promos-milano.it/

India e Pakistan, il Canal Grande li unisce con l’arte ultima modifica: 2015-02-06T16:20:15+00:00 da ytali

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