Un mare di cadaveri. Triton non funziona, va ripristinato Mare Nostrum

scritto da MARIO MARAZZITI

Cresce drammaticamente, col trascorrere delle ore, il bilancio dell’ultima tragedia del Canale di Sicilia: i migranti morti nel naufragio di gommoni avvenuto due giorni fa potrebbero essere oltre trecento. Cinque proposte per fermare la strage.

      


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Altri duecento morti [anche molti di più, secondo le ultime stime] che si aggiungono ai morti di freddo (quanto freddo ci vuole per morire di freddo dopo che si fugge dalla guerra e dalla Libia?), e che si aggiungono agli oltre venticinquemila morti di questi anni. Sono solo quelli dei corpi che si ritrovano, delle testimonianze dei sopravvissuti. È verosimile che il bilancio dei morti veri, spariti per sempre, anche dalla memoria, sia almeno il doppio. È un cimitero che non è compatibile con l’essere europei, che è diventato sempre più “trendy” dopo la chiusura ufficiale di “Mare Nostrum” e l’avvio di Triton.

La Guardia costiera e le autorità italiane stanno facendo un lavoro straordinario che riduce il numero delle vittime, ma occorre una svolta decisiva, anche dopo i fatti di Parigi.
Ogni arretramento di un miglio nel Mediterraneo delle navi europee dalla Riva Sud del Mediterraneo, come previsto nel programma Triton, che ha natura meramente “difensiva”, corrisponde a un numero difficile da calcolare di nuove vittime. Con l’operazione Mare Nostrum oltre 140 mila migranti sono stati salvati direttamente dalla Marina Militare Italiana o da imbarcazioni collegate alla più grande operazione umanitaria mai svolta nel Mare Mediterraneo, e nonostante questo sono state circa tremila le vittime che non si è potuto evitare. Il bilancio è sicuramente oggi più drammatico e si avvia ad esserlo in maniera esponenziale con la buona stagione che arriverà.

Chi si è opposto a Mare Nostrum ha una responsabilità gravissima. La politica “immigrati zero” della nuova star populista Salvini si traduce in morti in più: è inaccettabile. Che l’Europa e l’Italia non possano stanziare cento milioni per salvare centomila vite umane, mille euro a vita – tante sono quelle salite sulle navi militari italiane strappate al naufragio – è patetico e colpevole.

In più, l’assenza dei viaggi legali per i siriani perseguitati, per gli sfollati delle guerre del Medio Oriente e del Nordafrica, sta diventando una fonte di finanziamento importante per la criminalità organizzata e per il terrorismo mondiale, ISIS incluso.
Ho avviato incontri con i colleghi del Comitato Diritti Umani del Bundedstag e del Parlamento europeo, come Frank Schwabe e Gabriela Heinrich, per elaborare cinque proposte che vanno considerate e approvate al più presto:

1. Creazione di una Agenzia europea per l’immigrazione.

2. Accoglimento delle domande di protezione e asilo dei profughi nei consolati e ambasciate europei sull’altra riva del Mediterraneo e nei paesi di transito, dalla Giordania ad Addis Abeba e Khartoum, al Marocco e Tunisia: e creazione di una banca dati comune che permetta di conoscere le identità prima del viaggio della speranza in mano ai trafficanti, riducendo la possibilità – ancora molto marginale ma esistente – di infiltrazioni.

3. Creazione dei viaggi sicuri svuotando il traffico e i guadagni della criminalità organizzata e il finanziamento del terrorismo jihadista e del cosiddetto “stato islamico”.

4. Percorso privilegiato per i profughi siriani, per ridurre la compressione di Libano, Turchia e Iraq, portando ad almeno duecentomila i profughi siriani accolti in Europa, visto che raggiungono la cifra di oltre tre milioni fuori dai confini, e permettendo il transito ad altri con ricollocamento in America e altri paesi, esistendo una disponibilità non utilizzata finora ad accoglierli.

5. Creazione di un Centro di Accoglienza europeo in Sicilia, che permetta con facilità i ricongiungimenti familiari e la ricollocazione per quote nei Paesi dell’UE superando le ristrettezze della Convenzione di Dublino, e introducendo almeno, fin da ora, il principio della reciprocità per permettere mobilità bi-direzionale tra alcuni paesi europei.

Mario Marazziti è presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera dei Deputati, di Democrazia Solidale
http://www.santegidio.org/pageID/3/langID/it/itemID/10928/Sdegno_e_dolore_per_le_nuove_stragi_del_mare__inaccettabile_vedere_tanti_morire_di_speranza.html

Un mare di cadaveri. Triton non funziona, va ripristinato Mare Nostrum ultima modifica: 2015-02-11T16:13:11+02:00 da MARIO MARAZZITI

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