“Violenza glamour”. Negli Usa le femministe boicottano 50 sfumature di grigio, i critici lo distruggono

scritto da GUIDO MOLTEDO
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Prima ancora che uscisse nelle sale, è partita la campagna di boicottaggio del film tratto dal romanzo di E. l. James. Per i critici la pellicola “fa ridere”
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L’idea di vedere in scena le descrizioni S&M, Sadism and Masochism, del romanzo di E.L. James, un libro da oltre cento milioni di copie vendute nel mondo: era evidente, era d’aspettarselo che il film suscitasse un’eccitante curiosità prima ancora che arrivasse nelle sale. Eppure non è che tutti in America siano ansiosi di vedere Fifty Shades of Grey, Cinquanta sfumature di grigio, il film diretto da Sam Taylor-Johnson e tratto dal libro di James, una pellicola di cui si è tanto già parlato prima ancora che uscisse. Non si sa se gli autori e i produttori del film s’aspettassero anche un’ondata addirittura preventiva di obiezioni, critiche e vere e proprie contestazioni fino al boicottaggio.

È quel che accade in America, in questi giorni. Il film, come il romanzo, è accusato, come scrive Time, di rappresentare una glamorization of violence, soprattutto violent sex.
Con gli hashtag #50DollarsNot50Shades e #50ShadesIsAbuse, alcuni contestatori e contestatrici invitano i potenziali spettatori a boicottare il film e donare i la cinquantina di dollari che spenderebbero per andarlo a vedere (biglietto, babysitter, bevande e popcorn). Donarli a favore delle vittime della violenza, scrive ancora Time.

Organizzata da www.stoppornculture.org, la pagina di Facebook di chi promuove la campagna suggerisce di devolvere i soldi della serata mancata per i centri di accoglienza delle donne che subiscono violenza, perché “Hollywood non ha bisogno dei vostri soldi, le donne che subiscono abusi sì”
“Ci rendiamo conto che è un film e ci rendiamo anche conto che è sostenuto da molte donne”, ha detto a Time Ruth Glenn, direttrice della National Coalition Against Domestic Violence. “La cosa che ci preoccupa di Cinquanta gradazioni di grigio è che chiunque e in qualunque momento agisca secondo quello stile di vita, lo faccia per scelta”.

Le promotrici del boicottaggio sanno che il film sarà comunque un successo di cassetta. Ma si aspettano almeno che ci sia una visione critica. “La violenza contro le donne è una cosa – dice ancora Glenn -, scegliere di agire secondo uno stile di vita alternativo dove ci siano parametri e sia per scelta è un’altra. Spero che, con le giovani che lo vedranno, ci sia chi ne discuta intorno a scelta contro coercizione”.

Se il messaggio del film è preso “politicamente” sul serio, dal punto di vista della critica suscita ilarità e scherno su gran parte della stampa americana.

Valga per tutti quanto scrive Claudia Puig su USAToday, il quotidiano con la maggiore diffusione negli Stati Uniti. Definisce il film “un melodramma sadomaso ampolloso e noioso”, “una tortura per lo spettatore”. E poi se ci vai “per vedere sesso caldo, vizioso ne sarai deluso. Meno di 15 dei 125 minuti della pellicola rappresentano sesso”. Il dialogo, poi, “fa ridere, il ritmo è fiacco e la recitazione è monotona. Forse peggio di tutto, è pari a zero la chimica tra Jamie Dorman nella parte del miliardario Christian Grey e Dakota Johnson in quella della curiosa studentessa Anastasia Steele”.

“Violenza glamour”. Negli Usa le femministe boicottano 50 sfumature di grigio, i critici lo distruggono ultima modifica: 2015-02-11T21:43:36+01:00 da GUIDO MOLTEDO

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