Rischio cileno per Atene. Lettera aperta a un amico greco

scritto da JOSEPH HALEVI


La Grecia entrerà in una situazione simile a quella di Allende. Syriza ha spiegato chiaramente al pubblico che anche nel migliore dei casi la strada sarà estremamente dura? Halevi [nella foto in basso], professore di economia presso l’Università di Sydney, è autore con Yanis Varoufakis, neo ministro delle finanze in Grecia , e con Nicholas Theocarakis di Modern Political Economy: Making Sense of the Post-2008 world (Routledge, 2011).

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La Grecia entrerà in una situazione simile a quella di Allende. Allende aveva un programma moderato ma fermo su alcune questioni: la necessità di nazionalizzare il settore minerario (la dimostrazione che fosse nel giusto è data dalla decisione di Pinochet di rinazionalizzare nel 1984 la stessa industria, dopo averla privatizzata nel 1974), cibo, programmi sociali ed educativi per i più poveri.

Il resto sarebbe rimasto al settore privato. Egli non aveva nemmeno un progetto di sviluppo in senso industriale. Ma nessun compromesso era possibile agli occhi delle classi benestanti e militari. Doveva essere cacciato. La debolezza fondamentale di Allende è che non ha avuto un movimento di massa abbastanza grande alle spalle. Essenzialmente la maggior parte di esso è stata fornita dal partito comunista del Cile mentre la posizione di estrema sinistra MIR era più complessa.

La Grecia dovrà affrontare una situazione simile e, surrettiziamente, un simile rischio e pericolo. Vale a dire che gli oppositori non vorrebbero (a) un compromesso e sentendosi molto più forti realmente, all’opposto di una vittoria elettorale, (b) prendere prigionieri.
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Davvero non riesco a vedere come la Grecia possa sfuggire una situazione di Allende.
La NATO e le istituzioni europee hanno dimostrato che non rispettano le regole democratiche. Creano scenari e situazioni di sovversione, che presentano quindi come un processo democratico. In tempi normali possono utilizzare un approccio soft. Questo è successo più di una volta con l’Irlanda ogni volta che ha rifiutato i trattati di Bruxelles. Bruxelles ha elevato tanto la pressione da costringere le autorità irlandesi a nuovi referendum fino a quando «l’Europa» è stato soddisfatta. Inoltre, in relazione all’Ucraina, la Nato e l’Unione Europea hanno mostrato che essi non hanno alcun problema a legittimare un movimento nazi-fascista, se si adatta alle loro esigenze.

Ricordate che la Grecia è veramente alla periferia dell’Europa, in modo non comparabile all’Irlanda, a causa del ruolo di Dublino come piattaforma verso il resto d’Europa per multinazionali operanti in elettronica, farmaceutica e altri avanzati rami dell’economia mondiale. Così l’asprezza dell’atteggiamento verso la Grecia dalle istituzioni europee sarà molto molto maggiore di quella verso l’Irlanda.

Infatti essi non si preoccupano della vita normale in Grecia. Può andare tutto alla malora. Da qui un colpo di stato ‘bianco’ è possibile indebolendo il governo eletto al punto di indurre una crisi costituzionale.
La Grecia sarà da sola. Non si deve aspettare nulla dall’Italia di Renzi. Il team di Renzi è tutta aria fritta. Le politiche economiche sono strettamente nelle mani di Padoan che è un uomo OECD-Troika. Egli crede nell’austerità su tutta la linea. E infatti, quando in Italia circoli ufficiali parlano contro l’austerità, lo fanno così in riferimento allo screditato governo Monti che ha promosso un arbitrario e grande aumento fiscale insieme a tutti i tipi di tagli.

Così quando i ministri del Governo italiano parlano contro l’austerità significa che essi sono contro l’esperienza Monti ma sono a favore di riduzioni fiscali, accompagnate da tagli di bilancio. Questo è niente altro che l’austerità espansiva spacciata per anni da Alesina e Giavazzi e intellettualmente così in fallimento che gli stessi autori si sono tirati indietro da essa. E ancora, via Padoan che è il custode dell’austerità, il governo italiano ancora sostiene questa posizione mentre Renzi continuerà a produrre aria fritta affermando che lui è contro l’austerità.

La Grecia non dovrebbe aspettarsi niente, assolutamente niente, dalla Francia. Non solo la Francia è il principale colpevole per quanto riguarda il pasticcio giuridico e politico dell’Unione europea sin dalla formazione dello SME nel 1979, ma ha aumentato la sua dose di austerità.
Essi non sosterranno la Grecia, al massimo la useranno per le loro esigenze che sono abbastanza semplici: dovranno chiedere misericordia a Bruxelles e Berlino, perché essi non raggiungono i loro obiettivi di crescita e bilancio. Mai credere ai sorrisi dei funzionari francesi: sono bravissimi a fingere (esempio: Jospin e il patto di stabilità di Dublino del 1996. Ha fatto una campagna contro di esso nel 1997 poi ha approvato il trattato di Amsterdam, che ha completamente incorporato il patto di Dublino, senza fare domande).

La Grecia non può fare affidamento sul movimento dei lavoratori in Europa: in Francia e in Italia è agonizzante, in Germania ha la stessa ideologia di quella dei conservatori riguardo la colpevolezza di chi ha contratto debiti.

Quindi la Grecia è completamente sola. Io non avrei una così negativa percezione della situazione se la dimensione elettorale di Syriza fosse sostenuta da un vero movimento di massa, un sindacato significativo e una cittadinanza organizzata. Non sarei allegro perché anche nel caso più favorevole la strada per uscire dalla presente situazione sarebbe estremamente difficile, ma almeno avrebbe un paio di possibilità.
Io non so se Syriza abbia spiegato chiaramente al pubblico che anche nel migliore dei casi la strada sarà estremamente dura. Serve una completa ristrutturazione economica mentre le persone saranno costrette a vivere sotto condizioni di emergenza sia politiche che economiche.

Da http://precariunited.blogspot.com/2015/01/lettera-aperta-ad-un-amico-greco-di.html

English original version

An open letter to a Greek Friend
Greece will enter an Allende situation. Allende had a moderate program but firm on certain issues: the need to nationalise the mining sector (the fact that he was right is proven by the Pinochet 1981 decision to renationalise the very same industry after he privatised it in 1974), food, social, and educational programs for the very poor. The rest would have remained in the private sector. He did not even have a project of development in an industrial sense. But no compromise was possible in the eyes of the wealthy classes and the military. He had to go. the crucial weakness of Allende is that he did not have a large enough mass movement behind. Essentially the bulk of it was provided by the Communist Party of Chile, the position of the extreme left MIR being more complex.
Greece will face a similar situation and, surreptitiously, a similar risk and danger. Namely that the opposite side would not want (a) to compromise, and by feeling much stronger and sensing real, as opposed to electoral, victory, (b) take any prisoner.
I truly cannot see how Greece can escape an Allende predicament.
Nato and the European institutions have proven that they do not respect democratic rules. They create scenarios and situations of subversion which they then present as a democratic process. In normal times they can use a soft handed approach. This has happened more than once with Ireland whenever it rejected Brussels’ treaties. Brussels put so much pressure to bear that Irish authorities would go for new referendums until “EUROPE” was satisfied. Furthermore, in relation to the Ukraine, Nato and the EU showed that they have no problem in legitimising a nazi-fascist movement if it suits them.
Remember that Greece is truly on the periphery of Europe in a way that Ireland is not because of Dublin’s role as a platform towards the rest of Europe for the multinationals operating in the electronic, pharmaceutical and other advanced branches of the world economy. Thus the harshness of the attitude towards Greece by European institutions will be far far greater than that toward Ireland. Indeed they do not care about normal life in Greece. It can burn and burn. Hence a ‘white’ coup is possible achieved by weakening the elected govt to the point of a constitutional crisis.
Greece will be alone. It should expect nothing from Renzi’s Italy. The Renzi team is all hot air. Economic policies are strictly in the hands of Padoan who is an OECD-Troika man. He believed in austerity all along. And indeed, when in Italy official circles speak against austerity they do so in reference to the discredited Monti govt who implemented big and arbitrary tax increases along with all sorts of cuts. Thus when Italian govt ministers talk against austerity they mean that they are against the Monti experience but are in favour of tax reductions accompanied by BUDGET CUTS. This is nothing but the expansionary austerity peddled for years by Alesina and Giavazzi and intellectually so bankrupt that the authors themselves pulled back from it. And yet, via Padoan who is the gate keeper of austerity, the Italian govt still sticks by it while Renzi blows hot air by claiming that he is against austerity.
Greece should expect nothing, absolutely nothing, from France. Not only France is the major culprit regarding the legal and political mess of the EU since the formation of the EMS in 1979, but France has increased its austerity bias. They will not support Greece, at the very most they will use it for their ends which are quite straightforward: they will have to ask for mercy from Brussels and Berlin because they will not achieve their budgetary and growth targets. Never believe the smiles of French officials: they are excellent in faking (example: Jospin and the Dublin Stability Pact of 1996. He campaigned against it in 1997 then he approved the Amsterdam treaty, which fully incorporated the Dublin pact, no questions asked).
Greece cannot rely on an active labour movement in Europe: in France and in Italy it is in its death throes, in Germany it has the same ideology as that of the conservatives regarding the culpability of debt.
Thus Greece is totally alone. I would not have such a negative perception of the situation if the electoral size of Syriza were sustained by a real mass movement, meaning trade unions and organised citizenry. I would not be cheerful because even in the best case scenario the road out of the present situation will be extremely difficult, but at least it would have a couple of chances.
I do not know whether Syriza has made clear to the public that even in the best case scenario the road will be extremely harsh. That a whole process of economic reconstruction would be necessary where people will have to live under emergency conditions both politically and economically.

Rischio cileno per Atene. Lettera aperta a un amico greco ultima modifica: 2015-02-12T18:39:17+01:00 da JOSEPH HALEVI

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