Candidare un programma. Venti progetti per il prossimo sindaco di Venezia

scritto da GUIDO MOLTEDO
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CLAUDIO MADRICARDO
Primarie veneziane in movimento. Un gruppo di cittadini aperto al confronto e al contributo di tutte le persone propone “20-20”: venti progetti per Venezia 2020. Un programma su cui si misureranno pubblicamente i candidati del centrosinistra.

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Venezia soffre. Oltre ai problemi da tanto tempo denunciati, sempre rimandati e mai risolti, alla monocultura turistica che la sta strangolando, alle Grandi Navi che solcano le acque della laguna e del canale della Giudecca, all’inarrestabile spopolamento del suo centro storico e alla conseguente sparizione delle attività economiche e commerciali tradizionali, la città appare colpita al cuore da quello che a tutti gli effetti potrebbe essere il virus più letale: il rispetto del patto di stabilità.

Un meccanismo che rischia di rendere impossibile la stesura di un qualsiasi bilancio da parte dell’amministrazione comunale che s’insedierà a Ca’ Farsetti dopo le elezioni del prossimo maggio. La quale si vedrebbe quindi presto costretta ad alzare nuovamente bandiera bianca, riconsegnando la città alle cure di un altro commissario governativo dopo l’esperienza dell’attuale commissario Vittorio Zappalorto.

Già a destra come a sinistra si sono recentemente alzate alcune voci che hanno evidenziato l’inutilità di andare a nuove elezioni, in virtù del fatto che una qualsiasi nuova esperienza amministrativa, se le condizioni in cui si troverà a operare non dovessero cambiare, avrebbe giocoforza vita breve.

Anche la recentissima decisione governativa di inserire qualche riga a favore di Venezia nel decreto Milleproroghe a mitigare gli effetti negativi dello sforamento del patto di stabilità appare come un provvedimento tampone e destinato a non dare soluzione definitiva alla specificità dei problemi della città. Che ha bisogno di ben altro che di provvedimenti estemporanei. E di veder finalmente riconosciute le proprie problematiche, come per altro era accaduto al tempo del varo della prima Legge Speciale.

Questo grossomodo lo sfondo, per nulla tranquillizzante, in cui la città si prepara al voto di maggio, e nel quale i candidati alle primarie per il centro sinistra hanno fatto per una volta tanto fronte comune nel richiedere al governo di promuovere il superamento di un patto di stabilità considerato iniquo e oltre modo penalizzante.

Se sul piano dei “massimi sistemi” pare che l’accordo e le richieste siano convergenti, è su quello delle proposte concrete per la città che le prime uscite dei quattro candidati alle primarie sembrano rimaner nel vago, preferendo invece la retorica sul buon governo, sull’onestà, sul cambio di passo, sulle buone intenzioni, sulla competitività, sui grandi destini della città e così via.

Proprio quando invece otto mesi di gestione commissariale e l’operato della precedente giunta Orsoni (da molti giudicata come la peggiore del dopo guerra) dovrebbero aver consolidato in città il bisogno di una politica finalmente impostata su una visione programmatica basata sulla concretezza, la misurabilità dei tempi e delle risorse necessarie per attuarla.

Così è nato “20-20”: venti progetti per Venezia 2020, elaborazione di un gruppo di cittadini che si definisce aperto al confronto e al contributo di tutte le persone che vorranno fornire suggerimenti. Con alcuni punti forti su cui far camminare la propria proposta. In primo luogo sul piano più squisitamente politico: dopo anni di delega delle scelte fondamentali a soggetti esterni, l’Amministrazione deve riappropriarsi in pieno del governo della città. Venezia uscirà dalla sua crisi solo attuando una politica forte che regoli gli interessi di tutti e di ciascuno in base a delle finalità trasparenti e condivise che solo un sistema di governo che si assuma senza deleghe le proprie responsabilità può democraticamente costruire. Con delle indicazioni metodologiche: per praticare una politica di questo genere non basta un sindaco onesto e volonteroso, bisogna che il sindaco si presenti come garante di una squadra di amministratori competenti che deve essere dichiarata, almeno nelle sue componenti più significative, prima delle elezioni in modo che i cittadini sappiano da subito con chi avranno a che fare; che si impegni a fare verificare l’attuazione del proprio programma a scadenze brevi e incisive; che si impegni a dimettersi o a fare dimettere i propri collaboratori qualora gli obiettivi e i tempi del programma elettorale non siano rispettati. Infine con indicazioni programmatiche: il programma non può essere un elenco di buone intenzioni che comprende tutto ciò che sarebbe bello fare durante il mandato amministrativo.

Esso deve al contrario essere un elenco preciso in cui si dice quale obiettivo si vuole raggiungere, con quali risorse, in quanto tempo e quali sono le ricadute attese. Il programma, insomma, deve essere circostanziato e verificabile. Queste le tre pre condizioni di questo gruppo di cittadini che, lamentando la genericità della proposta dei candidati sindaci, si spingono fino a “Candidare un programma” i cui punti programmatici veri e propri riguardano l’ambiente (la città sostenibile), la cultura (Venezia città della cultura contemporanea.

La cultura deve essere la cifra che caratterizza la società e l’economia veneziana), il Social Housing (una politica di alloggi realizzati dal Comune, che ne conserva la proprietà e li dà in affitto a costi calmierati, 40/50% in meno del prezzo di mercato), Marghera (l’accordo di programma che destina 155 milioni di euro all’area industriale. Questi soldi vanno spesi concentrando gli interventi nella infrastrutturazione di aree strategiche e non dispersi in tanti progetti senza un disegno finalizzato), il Waterfront (il nuovo Porto Passeggeri per spostare le grandi navi dal canale della Giudecca verrà collocato lungo il canale industriale nord a Porto Marghera. Chiudendo definitivamente ogni polemica sull’attraversamento del Bacino di S. Marco, così come sulla questione del canale “Contorta”), la Stazione Marittima (Trasformazione della Stazione Marittima in un porto passeggeri di “alta gamma” dedicato ai grandi yacht e alle navi di stazza inferiore alle 40.000 tonnellate; e in un quartiere urbano e di strutture di servizio cittadine per circa 1600 alloggi, 800 dei quali da realizzare secondo i criteri del social housing), e via continuando.

Per gli altri progetti
VENEZIA 20-20(1)

Candidare un programma. Venti progetti per il prossimo sindaco di Venezia ultima modifica: 2015-02-18T03:30:00+01:00 da GUIDO MOLTEDO

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