C’è un altro Lido a Venezia. Generoso e accogliente con i profughi

scritto da GUIDO MOLTEDO

Un folto gruppo di cittadini veneziani apre le braccia ai profughi che mercoledì scorso erano stati accolti con urla e insulti al loro arrivo alla Colonia Morosini

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Al loro arrivo gli insulti. Le urla. «Assassini, assassini, vergognatevi». E perfino una catena per impedire che il pullman con i trentasette migranti siriani e palestinesi entrasse nell’area delle colonia Morosini, al Lido di Venezia.

Erano un centinaio le persone che mercoledì sera avevano accolto i profughi scappati dalla guerra, che avevano affrontato la traversata del canale di Sicilia e la sosta nei campi libici, e poi impegnati in un viaggio durato quasi un giorno e che li aveva portati dalla Sicilia a Venezia.

Un episodio che ferisce e umilia la città, il Lido. Un episodio isolato, certo, e già ampiamente deprecato. Ma che non può essere cancellato con la sola indignazione.

Così un centinaio di cittadini si sono riuniti presso la parrocchia di Sant’Antonio del Lido di Venezia, venerdì, e hanno fatto sapere alla città e al mondo che esiste e si muove un Lido che sa accogliere, “Vogliamo restare umani nel momento in cui qualcuno, giunto disperato da un’altra parte del mondo, ci chiede di fare spazio in quella che consideriamo casa nostra”.

Ecco il testo della presa di posizione, a cui seguono le firme dei cittadini presenti alla riunione:

Come abitanti del Lido, come cittadini di un Paese che non ha i confini di un’isola di cui non siamo i padroni, diamo il benvenuto alle persone che mercoledì sera sono arrivate qui, dopo aver affrontato ben altri sbarchi, dopo aver vissuto drammi che nessuno di noi conosce e riesce a figurarsi davvero.

Vogliamo dire loro che li accogliamo, che siamo solidali con le loro vite in bilico tra speranza e disorientamento. Come semplici cittadini siamo pronti a sollevarli, per quanto potremo, dal disagio causato dalla precarietà assoluta in cui sono precipitate le loro giornate, dalla distanza dalle loro famiglie, dalla sospensione della loro quotidianità.

Ci rivolgiamo ai nostri concittadini, chiedendo loro di non aver paura. Un tempo molti nostri nonni furono profughi, emigrati, esiliati. Un giorno potremmo esserlo noi, o i nostri figli. Invitiamo tutti a considerare cosa può significare un’accoglienza degna e dignitosa, da persona a persona.

Ci indigniamo e rimaniamo sconsolati nel leggere le prese di posizione razziste e xenofobe nei confronti di qualsiasi ‘foresto’.
Non abbiamo niente in comune con chi usa toni razzisti, non funziona più dire ‘non sono razzista, ma…’. I toni, le parole, gli atti pesano, dicono chi siamo e come vediamo il mondo.
Non ci appartiene tutta questa paura, questo astio e questo voler barricare in ogni modo il mondo oltre i confini di quest’isola, che non è nostra solo perché ci abitiamo.
Non ci appartiene il modo di fare di quelli che ogni giorno, in tono allarmistico, urlato e becero parlano di ‘degrado’, di difesa della ‘sicurezza’ (non di tutti certo, ma solo nostra!!), in modo irrispettoso delle persone più fragili, come sono coloro che sono arrivati l’altro giorno.
Non ci appartiene il vedere costantemente nell’altro un possibile nemico, terrorista, ladro, usurpatore di spazi e di sogni.

Auguriamo a tutti di incontrare e di conoscere le persone che vengono da mondi lontani, con il loro carico di sofferenza, di povertà dura. La paura che sentiamo dietro la rabbia si scioglierebbe, ne siamo sicuri. A nessuno auguriamo di patire, anche per un giorno, le giornate che si sono lasciati alle spalle.

I problemi li conosciamo e non siamo ingenui, ma non si affrontano certo così.

Vogliamo restare umani nel momento in cui qualcuno, giunto disperato da un’altra parte del mondo, ci chiede di fare spazio in quella che consideriamo casa nostra.

Seguono le firme di circa un centinaio di cittadini presenti alla riunione tenutasi presso la parrocchia di Sant’Antonio del Lido di Venezia venerdì 20 febbraio 2015

Betta Tusset
Luigi Barbieri
Pierpaolo Penzo
Patrizia Grazioli
Francesco Penzo
Paolo Povolato
Annalisa Pes
Giovanni Gusso
Eugenio pendolini
Laura Magnarin
Cinzia Montanari
Bruna Mayer
Onorina Marini
Laura Guadagnin
Alessandra Tusset
Lucia Puntar
Valentina Tusset
Govanni Vianello
Massimiliano Cristofoli Prat
Marco Ghezzo
Claudia Marin
Reneta Mannise
Claudia Comazzi
Maurizio Manarini
Laura Biondi
Clara Zaninotto
Margherita Povoloato
Deborah Bonzio
Carolina Zaninotto
Giorgio Zaniniotto
Maria Chiara Zambon
Gabriella Zuliani
Mauro Bolis
Bruno Brunelli
Giuseppina Sezzi
Gabriella Gaeta
Salvatore Lihard
Cristina Romieri
Anna Clementi
Simone Stefan
Flavio Cogo
Paolo Busetto
Ute Koslowski
Silvia Compagnin
Giovanni Battista Vianello
Daniela Milani
Hnoyova Iryna
Ivo Minorello
Andrea Viaro
Pasquale Ambrogio
Manuela Pitteri
Silvia Valenti
Maria Luisa Zordan
Ileana Santagostino
Filippo Urbinati
Margherita Gaiani
Sara Monaci
Shaden Ghazal
Caterina Dal Prà
Beatrice Simone
Giulia Mazzorin
Valentina Lacchin
Giovanna Martellato
Maria Chiara Padoan
Gianpaolo Spallanzani
Annalisa Fasan
Maurizio Boscolo
Elisabetta Noli
Nicola Tonon
Elena Nart
Giulia Romano
Ada Grande
Angelo Ghezzo
Andriana Betrone
Francesca Vingiani
Paolo Bonafè
Franca Bastianello
Mario Dal Gesso
Caterina Grandese
Francesca Benedetti
Laura Busetto
Cecilia Danesin
Beatrice Missaglia
Ottavia Fortunato
Alessandra Manzini
Roberto Romandini
Simonetta Busolini
Mariuccia Pagnin
Paola Bovo
Elena Rigon
Stefania Giorgi
Cinzia Borghese
Marco Cesarotto
Marina Cravin
Hamed
Claudia Manin

Aderiscono inoltre:

Associazione Il Villaggio http://associazioneilvillaggio.blogspot.com/
Circolo ARCI Pablo Neruda http://www.arcilido.it/
Restiamo umani con Vik-Assopace Palestina https://restiamoumaniconvik.wordpress.com/
Associazione Lido d’Amare
Comitato revisione viabilità Lido
Teatro Marinoni Bene Comune http://teatromarinonibenecomune.com/

C’è un altro Lido a Venezia. Generoso e accogliente con i profughi ultima modifica: 2015-02-20T23:40:52+02:00 da GUIDO MOLTEDO

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