La fascinazione per l’Oriente negli occhi occidentali di Henri Matisse

scritto da GUIDO MOLTEDO
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MARIA LUNA MOLTEDO
È una delle mostre evento della primavera 2015, Matisse. Arabesque, ripercorre il rapporto dell’artista con l’Oriente e il passaggio dalla “destrutturazione”.

Il colore prende il sopravvento su tutto quando l’ispirazione giunge da Oriente. Ed è proprio lo stesso Matisse che, nel 1947, scriveva al critico Gaston Diehl “la révélation m’est venue d’Orient”. Dal 4 marzo gli arabeschi dalle straordinarie cromie di Matisse arrivano a Roma in una grande mostra allestita alle Scuderie del Quirinale www.scuderiequirinale.it

Intitolata Matisse. Arabesque, l’importante esposizione, organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre, è stata curata da Ester Coen, che ha selezionato dipinti, disegni e grafiche al fine di restituire un’idea degli influssi dell’Oriente, vicino e lontano, sulla pittura del Maestro.
Ripercorrendo la vita di Matisse, sappiamo che, dal 1893, frequenta l’atelier del pittore simbolista Gustave Moreau insieme con l’amico Albert Marquet. Si iscrive ufficialmente all’École des Beaux Arts nel 1895, dove insegnano molti Orientalisti. Inoltre, in quegli anni, vedrà molto Oriente: visita la vasta collezione islamica del Louvre in esposizione permanente e le diverse mostre che, nel 1893-1894 e soprattutto nel 1903, vennero dedicate all’arte islamica al Musée des Arts Decoratifs di Parigi www.lesartsdecoratifs.fr
Nel 1900, all’Esposizione mondiale, Henri Matisse scoprì i paesi musulmani nei padiglioni dedicati a Turchia, Persia, Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto. Inoltre face un viaggio in Algeria nel 1906 da dove riportò ceramiche e tappeti da preghiera che nel disegno e nei colori riempiranno le sue tele. Anche durante gli anni trascorsi a Tangeri, Matisse acquista stoffe, tappeti e ceramiche da cui non si separerà mai.
Gli arabeschi presenti nel mondo Ottomano, nell’arte bizantina, nel mondo ortodosso studiati al Louvre sono tutti elementi interpretati da Matisse con straordinaria modernità in un linguaggio che, incurante dell’esattezza delle forme naturali, sfiora il sublime.

Matisse

“La preziosità o gli arabeschi non sovraccaricano mai i miei disegni, fatti sul modello, perché quei preziosismi e quegli arabeschi fanno parte della mia orchestrazione del quadro”. Così scrisse Matisse sottolineando che i quadri “ben collocati, suggeriscono la forma o l’accento dei valori necessari alla composizione del disegno.”

L’esposizione ha tra gli obiettivi anche quello di mostrare come il motivo della decorazione coniugato alle suggestioni orientaliste diventi per l’artista la ragione prima di una radicale indagine sulla pittura. Dai moduli decorativi di civiltà antiche e lontane, Matisse coglierà i principi di rappresentazione di una spazialità nuova che gli consentirà di superare la pittura intimistica di tradizione ottocentesca.

Capolavori assoluti come Ragazza con copricapo persiano (1915-16; Gerusalemme, Israel Museum); Zorah sulla terrazza (1912; Mosca, Museo Pushkin); Marocchino in verde (1912; San Pietroburgo, Ermitage) descrivono la straordinaria capacità di Matisse di evocare mondi di antica e fiabesca bellezza attraverso l’invenzione di uno spazio pittorico ispirato alla tradizione decorativa nord-africana e medio-orientale; mentre opere altrettanto celebri come Ritratto di Yvonne Landsberg (1914; Philadelphia Museum of Art) o Fruttiera ed edera in fiore (1941; Torino, Pinacoteca Agnelli) rendono evidente come lo sguardo dell’artista si sia spinto all’osservazione di culture ancora più lontane e misteriose, come quelle dell’Africa centrale o dell’Estremo Oriente.

Matisse si lascia alle spalle le destrutturazioni e le deformazioni proprie dell’avanguardia, più interessato ad associazioni con modelli di arte barbarica. E’ dai motivi intrecciati delle civiltà antiche che l’artista coglie i principi di rappresentazione di uno spazio diverso che gli consente di “uscire dalla pittura intimistica” di tradizione ottocentesca.

La mostra delle Scuderie del Quirinale mette dunque in luce tutti gli elementi che innovano ulteriormente l’arte di Matisse dando vita a un linguaggio di straordinaria modernità.

La fascinazione per l’Oriente negli occhi occidentali di Henri Matisse ultima modifica: 2015-02-24T17:17:21+01:00 da GUIDO MOLTEDO

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