Se Morandi e Ligabue alzano la voce

scritto da PIERGIORGIO PATERLINI

Bertolt Brecht ci aveva ammonito: “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”. Noi, non solo non abbiamo capito l’antifona ma, toccato il fondo, abbiamo cominciato a scavare, per dirla con Freak Antoni.

Insomma, deve essere un cantante “programmaticamente disimpegnato” come Gianni Morandi a ricordarci che noi, prima di essere un popolo “invaso” dai migranti, siamo stati un popolo che ha assalito in massa coste e terre straniere, un popolo di migranti, trattati quasi sempre come bestie. E deve essere uno come Morandi, trasversalmente popolare, a prendersi insulti sanguinosi e a mettere in gioco una fetta non piccola di pubblico per ricordarci il nostro bisogno di umanità, il nostro dovere dell’accoglienza. Era stato ancora Morandi a dire parole chiare sulla drammaticità, quasi a un punto di non ritorno, dell’inedito distacco, anche in questa città e in questa regione, della gente dalla politica.

E colpisce che, a pochi chilometri da qui, un altro cantante “programmaticamente disimpegnato”, Luciano Ligabue, nell’album uscito in questi giorni abbia dedicato una canzone a un uomo che ha perso il lavoro, con parole come “mobilitazione”, “sindacato”, “pensione” (nello stesso album e nella stessa logica, un’altra canzone racconta la storia di un giovane partigiano morto settant’anni fa. Domani è un 25 aprile particolare, lo sapete).

Siamo su un crinale di inciviltà così pericoloso, che Morandi, Ligabue sentono per la prima volta l’impossibilità di rimanere fuori, e l’urgenza di dare una mano in modo esplicito, diretto, pubblico. Sventurata la terra che ha bisogno di supplenti.

la Repubblica/Bologna, 24 aprile 2015

Se Morandi e Ligabue alzano la voce ultima modifica: 2015-04-24T15:16:15+01:00 da PIERGIORGIO PATERLINI

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