Io, leghista, voterei la grillina Raggi. Ma per fortuna non sono romano

scritto da BEPI COVRE

In settembre tornavo con amici dall’expo di Milano, la radio trasmetteva notizie sulle indagini della Procura di Roma sugli scandali di “mafia capitale”.

Commentavo e confrontavo con amici il trionfo milanese dell’expo con le notizie “criminali” romane. Milano con l’expo ha dimostrato di essere vera metropoli europea, capace di organizzare alla perfezione eventi come sanno e possono fare città come Berlino, Londra, Parigi. Roma puó al massimo confrontarsi con Il Cairo, Casablanca o Tunisi, con tutto il rispetto per queste ultime.
(E poi Roma vorrebbe anche fare le Olimpiadi, roba da matti!!!)
Conosco abbastanza bene Roma per averla frequentata per unidici anni. A parte il clima meraviglioso, la cucina e la ristorazione niente male, le bellezze artistiche uniche al mondo, voglio aggiungere anche la simpatia dei romani…

Roma capitale del Paese è un disastro, incapace di governarsi. Un pessimo esempio per tutte le altre città del Paese. Secondo me è anche colpa della Storia di Roma.
É Storia importante, unica, esclusiva, antica e gloriosa.
Anzi sono due Storie che si sono unite due millenni fa e unendosi hanno fatto confusione di ruoli e compiti. Roma imperiale (caput mundi), ha lasciato il posto a Roma centro della Cristianità, la nuova religione che ha contribuito a smantellare l’impero. Il guaio è che la nuova religione non ha obbedito al Comandamento del Fondatore: date a Dio e date a Cesare. Non ha tenuto distinti e distanti i due poteri: civile e religioso; come a Babele c’è confusione.

Da sempre la commistione e confusione dei poteri regna sovrana e porta con se, compromessi e mediazioni. La Riforma protestante del 16* secolo non ha, purtroppo valicato le alpi, s’è fermata a Trento causa Concilio.

Tornando ai nostri “tragici giorni”, alla incapacità romana di sapersi amministrare nonostante provvedimenti legislativi, distributori di tanti soldi, costruiti su misura (mondiali di calcio, di nuoto, Giubilei, Roma Capitale ecc). Roma dispone di municipalizzate, tutte in perdita, con consigli di amministrazione pieni di gente incapace, abbondante nel numero e nei prelievi-gettoni-emolumenti. Tutte in perdita, con debiti stellari.

Municipalizzate che hanno più salariati (non li chiamo lavoratori, per non offendere la categoria!) della Fiat italia. In perdita persino la municipalizzata che distribuisce il metano; a differenza di quelle del nord, quotate e ricche di dividendi (Ascopiave che remunera i Comuni soci fondatori al sei/sette per cento  annuo).

A Roma i partitoni della politica hanno sempre candidato personaggi di secondo livello, mai le prime file consapevoli del pericolo fallimentare. La dimostrazione che un pubblico amministratore non deve necessariamente uscire dalla nomenclatura partitica. Anzi. Meglio se è incontaminato, se é vergine, se non ha scheletri propri o del partito nell’armadio, se non è avvezzo a compromessi.

Se votassi a Roma per il Campidoglio, voterei la candidata grillina. É giovane, coraggiosa, gradevole (aiuta), sa parlare… A chi osserva che non ha esperienza amministrativa, rispondo: guardatevi Alemanno e Marino allora, fatevene una ragione!!!

La “grillina” nella sfida impossibile di amministrare Roma puó e deve usare “dinamite, caterpillar, ruspe e piccone” senza se e senza ma; bonificare e poi rimpiantare.
Bertolaso è sotto schiaffo della magistratura, la sinistra è reduce del fallimento Marino. La destra non esiste e se c’é è divisa. Salvini con Roma c’entra e vale come il due di picche quando il gioco va a coppe. Tosi ha solo bisogno di dar segnali che è in vita; se sta solo soletto a Verona sparisce del tutto. Il palcoscenico del teatro politico romanesco recita a…. Soggetto.
Buona Pasqua a tutti.

 

Io, leghista, voterei la grillina Raggi. Ma per fortuna non sono romano ultima modifica: 2016-03-18T17:36:20+00:00 da BEPI COVRE

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