Dopo Casaleggio. Due scenari per il Movimento 5 Stelle

scritto da NIVES GARGAGLIANO


 

Non c’è dubbio che la prematura scomparsa di Casaleggio aprirà scenari nuovi nell’evoluzione del M5S e tutti gli attivisti, più o meno timidamente, si domandano cosa succederà ora.

Un primo scenario potrebbe essere quello che si è già imboccato e che ha visto la creazione del Direttorio e cioè quello di una sempre maggior delega di poteri agli eletti. Scenario che piace all’opinione pubblica e ai media, che da sempre insinuano che gli eletti sarebbero eterodiretti dal Blog e dai due Fondatori. Tuttavia tale scenario, in una macchina non strutturata come il M5S, provocherebbe non pochi effetti collaterali.

Il primo effetto è quello della nascita di cordate interne che possono essere dettate, nella migliore delle ipotesi dal carisma e abilità di alcune persone, ma anche da interessi personalistici di cui l’essere umano non è immune. Altro effetto nefasto per un Movimento che lavora senza soldi, è quello di svilire il ruolo dell’attivista, togliendogli quel valore e importanza che l’attivista si era sempre sentito ricoprire fino ad ora.

Questo può portare a un disinnamoramento da parte di alcuni, specie negli attivisti di lungo corso, ma soprattutto in coloro i quali non ambiscono a rivestire il ruolo di portavoce o che consapevoli dei propri limiti, sanno che mai potranno diventarlo. Questi attivisti, alcuni dei quali sono i motori pulsanti dei gruppi locali, potrebbero allontanarsi e occorrerà fare molta attenzione in tal senso.

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Il secondo scenario invece potrebbe essere quello di un rafforzamento del ruolo del Blog quale piattaforma decisionale con il perfezionamento del nuovo e tanto atteso sistema operativo Rousseau, che consente di spalmare le decisioni a tutti gli iscritti, tramite il voto on-line. Questo sarebbe l’unico modo per permettere una qualche forma di strutturazione, in quanto va da sé, che una struttura partitica sarebbe troppo onerosa e non applicabile ad un Movimento che ha rinunciato in toto ai finanziamenti pubblici.

L’opzione di spalmare i poteri a tutti gli iscritti, sarebbe sicuramente la più gradita al popolo 5 stelle, perché sarebbe la concretizzazione di quell’idea di democrazia diretta per la quale molti si sono spesi in questi anni. Sta di fatto che concretamente: coniugare scelte parlamentari e scelte votate sul Blog non è un qualcosa di automatico; non a caso fino a ora, tale sperimentazione non è mai giunta a compimento a causa delle oggettive difficoltà nel dare vita a un metodo di lavoro totalmente innovativo, anche dal punto di vista delle norme che regolano il mandato parlamentare.

Forse la cosa più auspicabile sarebbe quella di perseguire entrambi gli scenari, salvo il fatto di coinvolgere nella delega dei poteri non solo gli eletti, ma anche alcuni attivisti o ex-eletti, che si siano contraddistinti nel corso degli anni e che potrebbero farsi carico di svolgere quei ruoli di garanzia, che difficilmente un eletto può assumere, proprio perché parte in causa del processo. Lo Staff dovrebbe dunque conglobare per elezione diretta: nuovi membri che in forma di volontariato e a turnazione possano garantire e dirimere eventuali controversie che dovessero formarsi sui territori, oppure dare un supporto di tipo organizzativo. Queste attività che ora sono demandate agli eletti, spesso creano attriti e alimentano il proliferare di rapporti di tipo fiduciario.

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L’auspicio quindi è che maggior voce venga data anche ai non eletti e che siano forniti loro, adeguati strumenti di lavoro, che consentano quel rapporto paritario e di reciproco rispetto, tra essi e gli eletti.
Viceversa, la “base” potrebbe vedersi nel corso degli anni assottigliarsi sempre di più, oppure ancor peggio venir sostituita da persone nuove, prive di quella storia di passione e sacrificio che ha caratterizzato molti degli attivisti della prima ora, che a mio modo di vedere devono essere tutelati quali memoria storica di un percorso, senza l’opera dei quali, non sarebbe stato possibile neanche minimamente ipotizzare.

Se da un lato, è condivisibile che spazio e onore al merito vengano dati a nuovi leader come Di Maio, Di Battista, Fico e altri, dall’altro è altrettanto vero che tutti loro fino al 2013, mai avrebbero potuto sperare di trovarsi nei luoghi che attualmente consentono loro di perseguire determinate battaglie e che il vero merito di tutto ciò va: specie per i primi eletti, sicuramente a Beppe Grillo al suo carisma e al suo immane lavoro su tutto il territorio nazionale, ma anche all’impegno dei molti gruppi e persone singole che hanno lavorato nel silenzio e nell’ombra, e che necessitano dunque di trovare un loro spazio e una loro voce, nella pianificazione di una futura gestione interna.

 

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Nives Gargagliano, attivista Movimento 5 Stelle, ex candidata al parlamento europeo

@NivesGarga

Casaleggio. La disinvoltura dei media

Dopo Casaleggio. Due scenari per il Movimento 5 Stelle ultima modifica: 2016-04-14T15:49:03+00:00 da NIVES GARGAGLIANO

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1 commento

Casaleggio. La disinvoltura dei media | Ytali 22 novembre 2016 a 18:37

[…] Dopo Casaleggio. Due scenari per il Movimento 5 Stelle di Nives Gargagliano […]

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