Maggie Siner, anticonformismo dell’Arte vera…

scritto da GIANFRANCO MUNEROTTO
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Donna in rosso stringe una sedia, olio su tela

Maggie Siner da qualche anno propone con una certa assiduità sue mostre veneziane. Artista americana, ha da sempre una spiccata propensione a dividere la sua attività e la sua vita in vari Paesi: passa l’inverno nella sua Virginia e il resto dell’anno tra la Provenza e Venezia. Conosciuta nel suo Paese anche per la sua attività didattica, fatta di corsi accademici e stage riproposti ogni anno in vari stati, espone comunque stabilmente in varie gallerie americane e londinesi, e non manca appuntamenti regolari nelle sue due “seconde Patrie”: la Provenza e Venezia.

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Vasi Moretti, olio su tela

Questa premessa informativa su Maggie non avrebbe, tutto sommato, niente di insolito per un’artista contemporanea; allora perché “anticonformismo”?
Perché lei, con perfetta naturalezza, fa parte di quella estremamente esigua schiera di Pittori che incarna la definizione di Arte secondo la sua vera essenza: un “mestiere” che crea qualcosa di “fisicamente inimitabile” e che suscita istintiva ammirazione da parte degli osservatori.

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Donna in bianco le braccia sollevano i capelli, olio su tela

In un’epoca popolata di Biennali e di dilettanti, dove degli autodefiniti artisti spendono pagine di preziosa carta per spiegare i propri profondi concetti intellettuali – spesso riassumibili in poche parole – a stupiti e interdetti osservatori che, davanti alle “opere”, in cuor loro stanno già pensando la classica frase “ma questo lo sapevo fare anch’io”…
Ebbene, in questo mondo, la tenace compagine di Artisti come Siner è non solo anticonformista ma a buon diritto “rivoluzionaria”, perché spinge il pubblico a riappropriarsi del proprio “diritto a giudicare”, del quale negli ultimi decenni è stato maliziosamente privato da parte del Mercato dell’Arte Contemporanea.

Non stiamo affatto parlando di pura manualità, perché nella pittura di Maggie il concetto c’è e come, ma è talmente palese da risultare inavvertibile, e si riassume in tre assunti fondamentali: impressione, luce, colore.
Si dirà che questa è la semplice essenza della Pittura… certo, è proprio questa, ma oggi spesso viene stravolta o dimenticata.

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Vaso turchese, olio su tela

Maggie Siner dipinge esclusivamente dal vero, anzi, “dal vivo” si dovrebbe dire, perché lei cerca instancabilmente – per strada o in studio – il soggetto, la luce o la posizione che le comunichi la giusta impressione emotiva, e poi la reinventa con strepitoso talento, mediante pennellate vigorose e brillanti, sostenute da un’architettura compositiva e un disegno ferratissimi e solidi, così da riproporla per coinvolgere emotivamente anche chi guarda un suo quadro.
Il risultato finale è lucente e arioso, apparentemente istintivo, ma scaturisce appunto dal duro lavoro intellettivo e da una vita passata nell’esercizio fisico della pittura, come un serio professionista deve fare; infatti, ad esempio, la sua dinamica pennellata deve molto all’interiorizzazione della scrittura ideografica, durante un lungo soggiorno in Cina.

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Letto giallo olio su tela

Ma, come in tutti i secoli è successo, l’Arte dissimula la fatica e fa sembrare ogni dipinto come frutto di un “momento magico” fresco e leggero…

Da professionista, Siner può affrontare qualsiasi tecnica, ma predilige l’olio su tela e anche i soggetti seguono vari filoni: il paesaggio è fondamentale, per cogliere con piccole opere gli infiniti colori di Venezia e della Francia meridionale, ma non mancano figure, ritratti e le nature morte (e nel suo caso vale maggiormente la definizione inglese di still life) con le sue produzioni dedicate alle tavole imbandite e ai letti disfatti, scelti proprio per le possibilità rappresentative date dal colore bianco; qui poi si misura la distanza tra la sua sensibilità pittorica e l’odierno sentire comune: infatti Maggie sorride mentre un osservatore tenta di immaginare quale dramma emotivo abbia guidato la scelta di un particolare oggetto che si vede tra le lenzuola, oppure cosa vorranno significare una certa bottiglia e il numero dei bicchieri sul tavolo, mentre per lei, ovviamente «…c’era bisogno di quel colore in quel punto!». Ma quanto lavoro per capire che ci voleva proprio quel colore in quel punto, a creare l’equilibrio perfetto.

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Gesuiti, olio su tela

Per concludere, le opere di Maggie Siner non solo abbagliano con colore e positività, ma comunicano sempre una vigorosa poesia; solo che lei non scrive… ma veramente Dipinge.

La mostra, dal 1 giugno al 27 luglio, si svolge nelle sale dell’Hilton Molino Stucky di Venezia, nell’ambito di “Art@Hilton” organizzata da “795 giudecca art gallery”.

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Gianfranco Munerotto

Maggie Siner, anticonformismo dell’Arte vera… ultima modifica: 2016-06-20T00:14:48+00:00 da GIANFRANCO MUNEROTTO

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