“Io, giovane operaio emiliano, Fiom, famiglia Pci. Perché in fabbrica votano 5 stelle”

scritto da GUIDO MOLTEDO
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Carpi

Da Carpi, una delle città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, importante centro industriale nel modenese, riceviamo un paio di lettere scritte da un giovane operaio specializzato, iscritto alla Fiom, famiglia comunista.

Enrico Mai, questo il suo nome, segue ytali dagli inizi e ogni tanto ci invia sue considerazioni, brevi ma sempre incisive e originali, a commento del nostro lavoro o dell’attualità.

In risposta alla prima delle due email che qui di seguito pubblichiamo, gli avevamo proposto di riscrivere la sua breve lettera in forma di intervento. Ci ha risposto con una seconda email, un po’ rammaricandosi del suo “sfogo” della prima email.

In realtà, ci sembra che le riflessioni contenute in entrambe le email non siano affatto di pancia, e che il filo che le tiene insieme sia il frutto di un travaglio lucido e non facile, l’esito di ragionamenti personali e di discussioni con i suoi compagni e colleghi in fabbrica e in città.

Per questo ci permettiamo di pubblicarle così come le abbiamo ricevute, ritenendole una testimonianza interessante e un importante contributo a una discussione che si spera si apra nella sinistra, o nelle sinistre, non autoreferenziale, come sembra stia accadendo ancora una volta, ma focalizzata sulla fase politica attuale e sulle ragioni del successo dei 5 stelle e del loro sfondamento nel perimetro un tempo saldamente presidiato dal Pci e poi dalle forze eredi del Pci, e nelle fabbriche più sindacalizzate e politicizzate. (g. m.)

prima email

Continuo a seguirvi con ammirazione e dopo i risultati elettorali di pochi giorni fa volevo fare qualche riflessione.

Innanzitutto considero l’ascesa dei 5 stelle come un voto di protesta (ma non con gli stessi canoni della Lega Nord, che poi si è dimostrata una associazione a delinquere di fanatici razzisti) basato sulla pulizia politica, l’onestà e il taglio di poltrone e stipendi di cui tutti sapevano (destra e sinistra) ma a cui nessuno ha mai voluto mettere mano.

In fabbrica la gente vota 5 stelle quando prima votava a sinistra. Si sentono compresi e capiti e li vedono come punti di partenza.

Io continuo a considerarmi una persona di sinistra, ma in tutti questi anni mi hanno tradito e hanno tradito anche mio padre e mio nonno che questo sogno lo hanno portato avanti col cuore finché han potuto.

Speriamo che si diano una mossa per recuperare il tempo perduto con dei programmi e delle persone più serie di quelle che hanno messo finora.

Enrico Mai

seconda email

mi scuso per lo sfogo di pancia di ieri.
Ma era un po’ di tempo che volevo scrivere per fare sentire i rumors che animano il mondo del lavoro.

Ci sentiamo lontani da una politica che ci offre una caramella ogni tanto e per il resto del tempo è impegnata a mantenere i propri privilegi e dare lavoro alle lobby di confindustria. Pensa che offrire lavoro senza diritti sia la strada del futuro, che cementificare e industrializzare in modo selvaggio ci soddisfi, che salvare banche per poi strozzare artigiani e lavoratori sia garantire un futuro.

I tempi cambiano e le persone con cui parlo quotidianamente spesso sono informate e non trovano più le risposte nella vecchia sinistra ma nei 5 stelle.

Se non si renderanno conto dei loro errori ma continueranno a farsi belli alle telecamere e a non scendere tra la gente comune a sentire ciò di cui hanno bisogno perderanno anche l’ultimo treno.

Le informazioni ormai si trovano dappertutto e nulla è più segreto, tutto viene a galla. Spiace che parlamentari di lungo corso che ho stimato tanto come Veltroni, D’Alema e Bersani, Bertinotti e Vendola, tralasciando l’attuale PD, abbiano perso il senso della realtà e della comunicazione coi cittadini.

Trovo stupende le idee nei 5 stelle in ambito ambientale e giustizialista come una volta faceva la sinistra, non altrettanto, invece, l’idea del reddito di cittadinanza, che vedo come uno scambio elettorale. Be’, adesso tocca a loro governare qualche città e sono molto curioso e speranzoso di vedere cosa potranno offrire.

Enrico Mai

“Io, giovane operaio emiliano, Fiom, famiglia Pci. Perché in fabbrica votano 5 stelle” ultima modifica: 2016-06-28T18:52:34+00:00 da GUIDO MOLTEDO

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2 commenti

Daniela Magnanini 28 giugno 2016 a 19:45

Certo non d’accordo su tutto, ma fa riflettere: peccato che i politici se ne strafreghino della gente, cioè, non riescono più a sentirla come parte reale. Direi che i politici sono dei folli, nel senso che vivono in una realtà tutta loro e agiscono di conseguenza. Peccato detengano un (po’ di) potere…

Inviata dal mio Windows Phone ________________________________

Reply
theorius 29 giugno 2016 a 18:20

non posso essere d’accordo con chi dice che il primo “problema” da risolvere sono gli stipendi dei politici e degli amministratori. Demagogia fine a se stessa, sulla quale loro però puntano molto.

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