La politica torna in piazza. Il Festival di Mestre

Partecipano Tommaso Cerno, Francesco De Gregori, Ernesto Galli della Loggia, Giulio Giorello, Renzo Guolo, Franco La Cecla, Gad Lerner, Dacia Maraini, Daniele Marini, Ezio Mauro, Marcello Veneziani e molti altri (sono oltre 110 i relatori spalmati su più di cinquanta appuntamenti)
scritto da GIUSEPPE SACCA'

Inizia domani, 7 settembre, la VIᵃ edizione del Festival della politica (programma completo su www.festivalpolitica.it) e così da Mestre continua ad arrivare un importante segnale per la politica nazionale: un festival interamente dedicato ad essa è capace di animare la città per quattro giorni (più una serata d’anteprima) raccogliendo una grande risposta da parte del pubblico, trentamila gli spettatori stimati nell’ultima edizione. Interrogarsi su temi classicamente politici declinati nell’attualità suscita, quindi, molte presenze.

Come è possibile in una fase in cui l’interesse per la politica appare in forte crisi tanto che la partecipazione a tutte le tornate elettorali si erode inesorabilmente? Sicuramente molto si deve alla qualità del programma che vede impegnati relatori come Tommaso Cerno, Francesco De Gregori, Ernesto Galli della Loggia, Giulio Giorello, Renzo Guolo, Franco La Cecla, Gad Lerner, Dacia Maraini, Daniele Marini, Ezio Mauro, Marcello Veneziani e molti altri (sono oltre 110 i relatori spalmati su più di cinquanta appuntamenti). Tutti incontri gratuiti.

Ma l’elemento chiave del successo sembra essere lo stile che contraddistingue la manifestazione che troviamo nella parole del segretario della Fondazione Gianni Pellicani, Nicola Pellicani, organizzatore del Festival, pronunciate in una recente intervista proprio a ytali: “Noi non vogliamo replicare il talk show in piazza Ferretto, (…) non vogliamo che il Festival si trasformi nell’ennesima occasione di polemica tra i partiti. Per questo basta accendere la tv. Il Festival vuole essere un momento di approfondimento dei temi di cultura politica”. Insomma, pacatezza, sobrietà e tanti, tanti contenuti.  Come si legge nel sito della manifestazione: “Dalla polemica al pensiero”.

Secondo quanto prevede il “canone festivaliero”, gli incontri occupano lo spazio pubblico in diversi luoghi della città, grazie ad un programma fitto che si snoda su tutto l’arco della giornata scandito da un tema principale, quest’anno la paura e l’insicurezza che viviamo di fronte alla guerra e al terrorismo. Difficile trovare un tema più di attualità: una guerra non è più deflagrata in Italia dalla fine della seconda guerra mondiale, ma sempre più gli spazi del vivere comune appaiono sotto attacco da un nemico difficile da individuare e quindi contrastare.

Al centro del Festival quindi la forte tensione a livello internazionale che si riflette in guerre sempre più cruenti in molti luoghi del pianeta a noi vicinissimi e le ricadute di questi conflitti che colpiscono luoghi che frequentiamo quotidianamente per muoverci, come aeroporti e metropolitane, e per divertirci, come sale da concerto e stadi da calcio. Il giorno dell’anteprima, mercoledì 7 settembre, ci sarà la presenza del ministro Andrea Orlando che con Carlo Nordio, Vittorio Rizzi, Gennaro Sangiuliano, darà il là alla manifestazione con un dialogo dal titolo “Politica è sicurezza” dove si ragionerà di questi temi e anche dell’insicurezza generata da una lunga crisi economica che ha indebolito il tessuto sociale del nostro paese.

Nel programma troviamo la conferma di alcune sezioni specifiche che negli scorsi anni hanno avuto successo come quella curata da Antonio Gnoli e quest’anno dedicata a William Shakespeare. Dopo Machiavelli e Pasolini, l’attenzione è tutta per il Bardo non solo perché ricorre l’anno shakespeariano (sono quattrocento anni dalla morte del drammaturgo), ma anche perché il terrore e la paura connesso alla dimensione politica sono stati temi portanti dell’autore. Tutti i giorni così alle 16.30, nella tensostruttura di piazzale Candiani, si alterneranno Massimo Cacciari, Nadia Fusini, Gilberto Sacerdoti, Enrico Ghezzi, Alessandro Serpieri e Loretta Innocenti.

Altra sezione che promette incontri da non perdere è quella dedicata al rapporto tra fumetti e politica curata da Pier Luigi Gaspa e Giulio Giorello che dialogheranno con autori che si sono cimentati anche con l’impegno civile e sociale come Vittorio Giardino, Milo Manara, Alfredo Castelli e Luca Boschi. Non mancheranno la presentazione di libri che trattano della storia politica novecentesca, dalla autobiografia di Gianni Cervetti ai diari di Pietro Nenni, come pubblicazioni che gettano uno sguardo alla politica culturale locale con Maurizio Busacca e Lucio Rubini o, per tornare al tema principale del Festival, a come Sfidare la paura secondo Umberto Curi e Gianfranco Bettin.

Come è confermato lo spazio di studio della dimensione metropolitana della città di Venezia e Mestre: un intero appuntamento è dedicato ad un confronto sul ruolo del primo cittadino tra i sindaci di Treviso, di Verona, di Vicenza e ovviamente del capoluogo lagunare. Alla nostra città è dedicato anche il primo incontro del Festival, un approfondimento a quanto sta accadendo a Marghera grazie alla presentazione dello stato d’avanzamento del progetto che il Gruppo di Lavoro G124 di Renzo Piano concluderà il prossimo dicembre.

Quest’anno maggior spazio rispetto agli anni precedenti sarà dedicato alla settima arte con la proiezione di sei pellicole al Centro Culturale Candiani, film ovviamente collegati al tema della manifestazione. Il Festival potenzia anche la presenza al di fuori dal centro di Mestre: in passato si era puntato su Piazza Mercato a Marghera, quest’anno ci sono appuntamenti sempre a Marghera (piazza Municipio) ma anche al Vega, a Zelarino, a Chirignago e saranno coinvolti alcuni parchi cittadini come parco Catene, San Giuliano, Piraghetto e Albanese (Bissuola). Altra novità è la sezione “Ex Cathedra”, delle lectio magistralis pensate per essere uno spazio in cui l’ascolto dovrà essere più concentrato e attento nel quale interverranno Giacomo Marramao, Marcello Veneziani, Donatella Di Cesare e Roberto Esposito.

Il Festival della Politica si conferma quindi un appuntamento che in soli sei anni è riuscito a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel ricchissimo settembre veneziano per il format utilizzato, in città non esistevano manifestazioni capaci di abitare simultaneamente così tanti spazi pubblici, e la qualità del prodotto culturale offerto. L’organizzazione è sempre curata dalla Fondazione Pellicani che il prossimo marzo festeggerà i dieci anni di attività e con la VIᵃ edizione del Festival conferma la capacità fare rete con altre istituzioni e realtà locali, infatti anche questa edizione è realizzata con la collaborazione di alcuni partner storici come Comune di Venezia, Fondazione di Venezia, Camera di Commercio, Confesercenti, Marsilio, Banca Ifis e diversi partner tecnici come Venis che garantisce la diretta streaming di molti appuntamenti. Media partner si conferma La Repubblica e da quest’anno anche ytali. Infine non manca l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Regione Veneto e della Città metropolitana di Venezia.

Per il programma completo si rinvia al sito del Festival www.festivalpolitica.it e agli account ufficiali della manifestazione tradizionalmente molto attivi in più social network (l’hastag è #festpolitica).

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La politica torna in piazza. Il Festival di Mestre ultima modifica: 2016-09-06T14:37:05+00:00 da GIUSEPPE SACCA'

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