Latitanti. Vacanze nel Golfo, quarta puntata

scritto da GIORGIO FRASCA POLARA

No, in vacanza protetta a Dubai – sempre in attesa dell’esecutività del trattato di cooperazione giudiziaria tra Emirati Arabi e Italia – non ci sono solo latitanti “illustri”: potenti armatori come Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per mafia; notissimi manager in bancarotta come Samuele Landi, ceo di Eutelia-Telefonia, due condanne per un totale di quindici anni; costruttori falliti e in sospetto di ‘ndrangheta, come Andrea Nucera. Niente affatto: sempre là si godono una sfacciata vacanza anche due pericolosi capicamorra: il boss di Scampia Raffaele Amato (nove omicidi) e Gaetano Schettino, uno dei vice del miliardario Raffaele Imperiale, un tempo noto come “Lelluccio Ferrarelle”, potente uomo d’affari criminali che dalla distribuzione delle acque minerali è passato allo spaccio in grande della cocaina.

I nomi di questi due boss (arcinoti non solo ai cronisti di nera: sono tra gli esponenti più ricercati di quella che il procuratore capo di Napoli, Giovanni Colangelo, definisce la “multinazionale del crimine”) sono saltati fuori qualche giorno fa persino nell’inchiesta degli 007 della Finanza e della magistratura che ha portato al ritrovamento dei due capolavori di Vincent Van Gogh, clamorosamente sottratti nel 2002 dal museo di Amsterdam dedicato al grande pittore. Ebbene, la villa (a Castellammare, crocevia di colossali traffici delle droghe) nel cui ripostiglio sono stati ritrovati i due dipinti è appunto di Raffaele Imperiale, fedelissimo alleato di un altro Raffaele, quell’Amato capo della fazione degli Scissionisti che si gode una magnifica libertà a Dubai, in una suite del Burj Al Arab, uno dei più lussuosi alberghi del mondo.

Ecco perché, di fronte a questa congerie di latitanze (i potenti cosiddetti “illustri” stanno fianco a fianco con altrettanto potenti criminali), ytali.com torna per la quarta volta sulla sconcertante e oramai insopportabile vicenda dell’alt misteriosamente imposto il 3 marzo scorso in Consiglio dei ministri all’approvazione, e all’invio quindi al Parlamento per il voto, del disegno di legge di ratifica del trattato firmato nel settembre dell’anno scorso dal nostro ministro della Giustizia Andrea Orlando e il suo omologo saudita Sultan Bin Saed Al Badi. Attenzione: l’alt non solo resta misterioso, ma è un mistero ancora più stupefacente la sua precipitazione: l’ordine del giorno della riunione del governo era stato reso noto appena il giorno prima, e in esso c’era quella benedetta approvazione sospesa e rinviata sine die con la giustificazione che fossero necessari “alcuni approfondimenti”. Ora sono passati ben sei mesi ed ancora un paio di settimane fa, rispondendo ad una allarmata interrogazione di deputati del suo stesso partito, il Guardasigilli non ha purtroppo accennato ad un termine, ad una scadenza, una soluzione degli “approfondimenti”. E allora si torna – con l’aggravante della latitanza protetta anche per criminali comuni – alle domande capitali di origine:

di quale natura sono, e da parte di chi nel governo, gli ostacoli frapposti alla decisione del governo di consentire il via libera alla richiesta alle Camere di approvare la ratifica del trattato che consentirebbe l’estradizione di questi (e probabilmente altri) latitanti pluricondannati?

scendendo nel merito: l’alt è legato per caso a grandi interessi commerciali, import-export, in cui sono coinvolte, da parte italiana, aziende così potenti da esigere (o almeno tentare di) rinviare il più possibile un atto che potrebbe incrinare i rapporti con gli Emirati? O invece ci sono lobbies legali tanto spudorate ma anche così potenti non solo da offrirsi pubblicamente per assicurare “luoghi migliori di altri” in cui sfuggire alla giustizia italiana ma anche da farsi ascoltare in alto con pseudo obiezioni “giuridiche” sul merito del trattato?

Nell’uno come nell’altro caso (o in tutti e due i casi insieme: l’ipotesi più probabile) bisogna che qualcuno, nel governo, dica una parola chiara, e soprattutto smonti una volta e per tutte la risibile giustificazione degli “approfondimenti” e rimetta all’ordine del giorno di una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri il punto improvvidamente cancellato la mattina del 3 marzo, sei mesi fa.

Latitanti. Vacanze nel Golfo, quarta puntata ultima modifica: 2016-10-04T18:00:33+02:00 da GIORGIO FRASCA POLARA

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