Green economy. Il filo verde per uscire dal dedalo della crisi

scritto da ERMETE REALACCI

C’è un’Italia che reagisce alla crisi facendo leva sulla sua capacità di valorizzare le sua creatività, l’ingegno, la bellezza che da secoli ci accompagna. È l’Italia che punta alla sostenibilità ambientale, che fa dell’innovazione green la chiave per riprendere competitività e ripartire dopo la “tempesta perfetta” che ha sconvolto l’economia globale – e la nostra in particolare – dopo il 2008. Questa Italia, che aiuta a ripartire, deve essere ascoltata dalla politica e presa a modello per sostenere la sfida del futuro. È fatta anche da 385mila imprese che hanno deciso di investire green e che, rispetto alle altre, esportano di più, innovano di più e danno maggiore occupazione impiegando tre milioni di lavoratori. Rappresentano una sfida che si intreccia con le scelte che saranno prese in economia per far fronte ai mutamenti climatici, a partire da quelle della prossima Cop22 di Marrakech, e che, oltre a rappresentare una necessità per la vita del pianeta, aprono enormi opportunità per una nuova economia. E non è un caso che USA e Cina, dopo anni di resistenze, si siano convertiti a politiche economiche ed energetiche improntate alla sostenibilità ambientale: hanno capito che sono una delle nuove frontiere dello sviluppo.

In questo quadro la legge di bilancio dà un impulso all’innovazione e alla competitività del nostro sistema produttivo. Il governo ha inoltre confermato il credito di imposta, stabilizzato ed esteso l’ecobonus e potenziato fortemente l’azione di prevenzione antisismica con il sisma bonus. Sono misure che vanno nella direzione più volte chiesta dal parlamento e consentono di muoversi per un rilancio dell’edilizia fondato sulla qualità, sulla sicurezza, sul risparmio energetico. Credito di imposta ed ecobonus, d’altronde, hanno già registrato uno straordinario successo: secondo i dati Cresme e Servizio studi della Camera dei deputati, quest’anno porteranno investimenti privati per 29 miliardi di euro, interessando 436mila posti di lavoro, fra diretto e indotto.

Come afferma Paulo Coelho, “la vita aspetta sempre le situazioni critiche per rivelare il suo lato più brillante”, così dalla crisi giunge una risposta che incrocia la natura profonda della nostra economia: la spinta alla qualità e la bellezza, naturali alleate dell’uso efficiente di energia e di materia, dell’innovazione, dell’high-tech. In Italia una quota rilevante delle nostre imprese ha deciso di incamminarsi sulla strada della sostenibilità, spesso senza incentivi pubblici. È questo il ritratto realizzato da GreenItaly, il settimo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere che descrive la green economy nazionale e presentato anche al Presidente della repubblica Sergio Mattarella. Una lettura di una realtà ormai consolidata che può essere l’asse portante della ripresa, se adeguatamente sostenuta da una visione e da una politica economica capaci di sintonizzarsi con essa.

Certo non possiamo dimenticare i tanti problemi del Paese: debito pubblico, diseguaglianze sociali, disoccupazione, il Sud che resta indietro, illegalità e una burocrazia spesso inefficace e soffocante. Per combattere i nostri mali dobbiamo mobilitare le nostre risorse migliori. Le imprese della green economy dimostrano che il nostro posto nel mondo non è quello della competitività a bassi prezzi e dumping ambientale e sociale, ma quello della qualità, fatta di cura dei dettagli, di attenzione al capitale umano, di coesione, bellezza, innovazione e sostenibilità. I numeri ci dicono che le imprese che investono green sono più competitive: nel settore manifatturiero il 46 per cento esporta, contro il 27,7 per cento di chi non investe in sostenibilità. Il 25,9 per cento delle imprese green ha aumentato il fatturato nel 2015 a fronte del 16,8 per cento delle altre. Anche qui il manifatturiero è avanti con il 35,1 per cento delle imprese contro il 21,8 per cento.

La green economy si dimostra uno dei settori più dinamici per l’occupazione. Quest’anno le assunzioni programmate di green jobs e figure con competenze green arriveranno a 249 mila, pari al 44,5 per cento della domanda complessiva di lavoratori non stagionali. Il picco si raggiunge nei settori “ricerca e sviluppo” dove sono il 66 per cento del totale: segno evidente del legame strettissimo fra green economy, innovazione e competitività.

In questa rivoluzione verde un ruolo decisivo lo avranno le politiche per il contrasto dei cambiamenti climatici che alimentano la richiesta di tecnologie, beni e servizi green. Qui l’Italia ha un patrimonio di sostenibilità e innovazione green che la pone all’avanguardia nel mondo. Quello delle imprese, raccontato da GreenItaly; degli 850mila impianti italiani di energia rinnovabile diffusi sul territorio; di un’eccellenza mondiale nel campo della produzione di energia come la nuova Enel con undici gigawatt installati nel mondo dagli Usa al Sudafrica, all’India. Degli 8047 Comuni, censiti da Comuni Rinnovabili di Legambiente, in cui è installato almeno un impianto da fonti rinnovabili; del primato europeo per riduzione dei rifiuti: 42 tonnellate ogni milione di euro prodotto. Dell’eccellenza italiana nella chimica verde, con il nuovissimo impianto Mater-Biotech di Bottrighe (Ro), unico al mondo per produzione di biobutanolo.

Mater-Biotech, nuova infrastruttura della bioeconomia

Mater-Biotech, nuova infrastruttura della bioeconomia

Servono scelte lungimiranti, alcune delle quali da fare subito, inserendo nella prossima legge di Bilancio misure in grado di agevolare lo sviluppo della green economy per dare un’ulteriore spinta alla ripresa economica; come si sta già facendo per Casa Italia ed ecobonus.

“L’unica costante è il cambiamento”, diceva Eraclito. Se accettiamo le nuove sfide senza perdere la nostra anima, se mettiamo a frutto i nostri cromosomi senza chiuderci alle innovazioni, anzi facendone tesoro, se l’Italia fa l’Italia, il futuro può essere una terra accogliente.

 

Green economy. Il filo verde per uscire dal dedalo della crisi ultima modifica: 2016-10-25T18:08:36+02:00 da ERMETE REALACCI

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento