“Marxismo e cristianesimo”. Il recupero di un Pasolini fondamentale

scritto da LANFRANCO PALAZZOLO

Il poeta braccato dai missini arriva a Brescia. Il 1964 è stato un anno particolarmente difficile per Pier Paolo Pasolini. All’inizio della stagione autunnale arriva nelle sale cinematografiche una delle sue opere cinematografiche più apprezzate: “Il Vangelo secondo Matteo”. Il film, distribuito dalla Titanus, suscita una vivace discussione culturale. Ma anche tante polemiche.

La “prima” e le successive proiezioni del film sono accompagnate da violenze e contestazioni organizzate dai giovani del Movimento sociale italiano e dagli estremisti di destra. Il film risulta un successo per il botteghino. Gli incassi del film, che arrivano a 450 milioni di lire, superano quelli di “Accattone” (390 milioni), di “Mamma Roma” (188 milioni) e “RoGoPaG” (95 milioni). La sera del 7 novembre 1964 Pasolini arriva a Napoli. Qui, dopo le 21, al termine di una conferenza al circolo Francesco De Sanctis, Pasolini è fatto oggetto di un’aggressione da giovani di destra che si presentano al suo cospetto con spranghe e bastoni.

Nella zona, solitamente presidiata dalle forze dell’ordine, non c’è nemmeno un poliziotto. Sempre negli ultimi mesi del 1964, durante la proiezione del “Vangelo” a Roma, un ingegnere ha un attacco isterico e fa scoppiare una rissa nella sala. Viene portato via. Nella sala del direttore del cinema sfascia tutto il mobilio.

A Pavia, il missino Tomaso Staiti di Cuddia aspetta Pasolini al termine di una conferenza per lanciargli, insieme ad altri, dei finocchi. La reazione di Pasolini di fronte a questi episodi è disarmante per gli aggressori: “Perché non vieni a discutere con noi!”, risponde Pasolini al lancio di finocchi organizzato da Staiti di Cuddia. In questo come in altri casi, il regista non risponde alla violenza con la violenza.

Il copione si ripete anche a Brescia la sera del 12 dicembre 1964 davanti al cinema Brixia. Qui un gruppo di missini blocca un dibattito sul “Vangelo” e il confronto viene rimandato la mattina successiva. Pasolini arriva a Brescia per una “chiacchierata”, come la definirà lui, per discutere del film appena realizzato. Questo appuntamento è diventato un prezioso e introvabile volume dal titolo “Marxismo e cristianesino” (65 pagine – 10 euro), pubblicato dalla casa editrice Unicopli in collaborazione con l’archivio storico Bigio Savoldi e Livia Bottardi Milani, in cui sono stati raccolti gli atti di questo incontro e la registrazione del dibattito rimasterizzato.

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A curare la pubblicazione ci ha pensato il prof. Fabio Danelon, docente di storia della letteratura all’università di Verona. La novità di questo piccolo volume non è tanto la versione scritta, quanto l’audio ritrovato e restaurato dell’incontro di Brescia, raccolto in un CD della durata di oltre 1 ora ½ che accompagna l’opera.

Come lo stesso Pasolini spiega ai bresciani, il film che ha realizzato in quel 1964 è frutto di una sua crisi personale che si materializza negli stessi mesi delle difficoltà che lo stesso poeta e regista individua nella cultura italiana. Tuttavia, l’elemento di crisi più grave che emerge dagli episodi che abbiamo citato – e anche da quello che accade a Brescia nel dicembre 1964 – è nella difficoltà ambientale di Pasolini di misurarsi attraverso le sue idee con gli altri e dell’intolleranza che lo accompagnerà fino alla sua morte. Ecco perché questo “Marxismo e cristianesimo” merita di essere letto e riletto.

“Marxismo e cristianesimo”. Il recupero di un Pasolini fondamentale ultima modifica: 2016-11-07T22:29:45+00:00 da LANFRANCO PALAZZOLO

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