8×1000 per la ricostruzione dei beni culturali colpiti dal sisma

scritto da ERMETE REALACCI

Il patrimonio storico, artistico culturale delle zone colpite dal sisma ha subito danni molto gravi. Per questo credo che, in parallelo all’opera di ricostruzione, servano strumenti in grado di dare certezza anche agli interventi di recupero e restauro del patrimonio di una delle zone più belle d’Italia. Pertanto ho avanzato la proposta di destinare i fondi dell’otto per mille dello Stato a tale scopo per un periodo di almeno dieci anni.

Sono oltre cinquemila infatti gli edifici di alto valore artistico, storico e culturale colpiti dal terremoto che sta facendo tremare Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo dallo scorso 24 agosto. Un patrimonio preziosissimo che rappresenta parte fondamentale dell’identità dell’Italia e dell’Europa e necessiterà di un flusso di finanziamenti costante nel tempo per essere ripristinato e messo in sicurezza. Una sfida e un impegno particolarmente gravoso. Da qui la proposta di utilizzare la quota destinata allo Stato dell’otto per mille, attualmente circa duecento milioni di euro l’anno.

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L’intervento di recupero, potendo contare su risorse certe, darebbe anche un contributo significativo alla ripresa delle attività economiche nelle zone colpite dal terremoto. Un territorio fortemente caratterizzato dal turismo culturale, religioso, enogastronomico. Una delle aree di eccellenza del nostro paese. Ricordiamo, infatti, che la cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana. Come dimostra “Io sono cultura 2016”, il recente rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, il sistema produttivo culturale e creativo fatto da imprese, Pubblica Amministrazione e non profit genera 89,7 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia arrivando a muovere nell’insieme 249,8 miliardi, equivalenti al 17 per cento del valore aggiunto nazionale.

Da questi numeri si comprende l’importanza e l’urgenza di garantire gli interventi per i beni culturali colpiti. Tra l’altro la possibilità di utilizzare a tale scopo i fondi dell’otto per mille dello Stato è già prevista dalla legge e viene incontro anche ad alcuni rilievi avanzati dalla Corte dei conti sull’impiego di queste somme. La Corte ha più volte censurato infatti il disinteresse dei precedenti governi sull’uso e il relativo risultato di queste somme che, secondo la normativa, dovrebbero finanziare interventi per le calamità naturali, i beni culturali, l’assistenza ai rifugiati, la fame nel mondo e l’edilizia scolastica. I giudici amministrativi hanno anche  criticato la mancata pubblicità sulla destinazione dei fondi, cosa potrebbe invece incrementare il gettito a disposizione.

Per chiedere il vincolo di questi fondi alla ricostruzione e al restauro dei beni feriti dal sisma ho presentato, insieme ai colleghi Braga e Borghi, una interrogazione al presidente del consiglio e ai ministri dell’economia e delle finanze e dei beni e delle attività culturali e del turismo.

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L’Italia è forte se scommette su ciò che la rende unica e desiderata nel mondo:cultura, qualità, conoscenza, innovazione, territorio e coesione sociale. Fattori determinanti anche per rimettere in piedi le aree devastate dal terremoto, perché quando l’Italia che fa l’Italia, può vincere le sfide del futuro, anche quelle più difficili.

8×1000 per la ricostruzione dei beni culturali colpiti dal sisma ultima modifica: 2016-11-14T17:24:51+02:00 da ERMETE REALACCI

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