Il centenario di Giorgio Bassani, prezioso narratore di storie ferraresi

scritto da MARIO GAZZERI

Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Giorgio Bassani, il grande scrittore ferrarese che ha arricchito la letteratura italiana del Novecento di una nobile nota di sensibilità introspettiva e di quella eleganza tutta ferrarese che si può tuttora quasi respirare nelle strade della città estense, in particolare nel Ghetto. Roma e Ferrara ricordano, con cerimonie e lezioni nelle rispettive Università, il narratore israelita, poeta del dolore segreto e ineluttabile, autore di racconti, romanzi e raccolte di versi che costituiscono un unicum nel panorama letterario italiano.

“Il giardino dei Finzi Contini”

Anche fisicamente, Bassani aveva quel tratto elegante ed aristocratico che abbiamo poi ritrovato in un altro grande ferrarese e suo quasi coetaneo: Michelangelo Antonioni; poeta di immagini, di una malinconica incomunicabilità, di una condizione umana muta e senza riscatto. Prima della narrazione del dramma degli ebrei Finzi Contini chiusi, quasi nascosti nella bella villa con giardino e campo da tennis (“con poco out…”), e suo riconosciuto capolavoro (1962, Premio Viareggio), Bassani aveva quasi controvoglia conosciuto una notorietà internazionale con le “Cinque storie ferraresi” (1956, Premio Strega) e poi con “Gli occhiali d’oro” (1958) dove la solidale partecipazione al dramma del medico omosessuale è chiaramente letta anche con gli occhi del Bassani ebreo perseguitato. Era, quello dei Finzi Contini, un po’ come un giardino dell’Eden dove l’adolescenziale felicità di Micol, di Alberto, del Giampiero Malnate e del narratore (lo stesso Giorgio Bassani) sarebbe stata spazzata via dal vento furioso delle leggi razziali, come la terra rossa del loro campo da tennis nelle giornate invernali.

Bassani e il cinema

Il rapporto di Bassani col cinema fu ricco ma non sempre felice. Tratto da una delle sue storie ferraresi è il toccante film di Florestano Vancini “La lunga notte del ’43” che, al Festival di Venezia, impose il giovane regista all’attenzione dei colleghi e dei critici della migliore stampa. Il cupo clima della Ferrara occupata da tedeschi e repubblicani di Salò, viene egregiamente espresso da una livida fotografia in bianco e nero e dall’eccellente interpretazione di Gino Cervi (il gerarca fascista) e di Gabriele Ferzetti, Enrico Maria Salerno e Belinda Lee.

Diversamente andarono le cose tra lo scrittore e il regista Vittorio De Sica che volle trasporre in film “Il giardino dei Finzi Contini”. La pellicola fu premiata con l’Oscar per il miglior film straniero, ma lo scrittore “ruppe” col regista accusandolo di non aver capito lo spirito del romanzo e ritirando il suo nome dalla sceneggiatura.

Altre delusioni Bassani le ebbe a causa degli attacchi del Gruppo 63 di Nanni Balestrini, Renato Barilli e Umberto Eco. La prosa dello scrittore ferrarese fu paragonata da alcuni intellettuali appartenenti al gruppo di neo-avanguardia a quella di Liala. Ma non mancarono legami di forte amicizia, soprattutto con i poeti Attilio Bertolucci e Giorgio Caproni e scrittori come Carlo Cassola (altra vittima degli strali critici del Gruppo 63) e Italo Calvino.

Perfezionista

Il periodare di Bassani passa attraverso il filtro della malinconia ma anche del perfezionismo di un narratore che ha dato ulteriore pregio alla bellezza della lingua italiana. Vissuto a Roma per gran parte della sua vita, dal 1943 all’anno della sua morte nel 2000 (quasi si fosse voluto fermare sulla soglia dello sconosciuto, nuovo millennio) Bassani, ferrarese doc anche se nato nel 1916 nella vicina Bologna dove i genitori si erano trasferiti per un breve periodo nel capoluogo emiliano, fu un attivo operatore culturale e ambientalista convinto. Per quindici anni, dal 1965 al 1980, fu presidente dell’associazione Italia Nostra per la tutela del patrimonio artistico-culturale nazionale.

monumento

Il monumento che dal 2003 ricorda Giorgio Bassani accanto al suo luogo di sepoltura nel Cimitero Ebraico. È stato realizzato dallo scultore Arnaldo Pomodoro e dall’architetto Piero Sartogo.

Lunedì 14 e martedì 15 novembre alla Sapienza si è tenuto un convegno internazionale dedicato allo scrittore e poeta. Il convegno si è poi spostato a Ferrara per un analogo omaggio al narratore che ora riposa nel cimitero ebraico della città degli Este sotto un piccolo monumento funebre di Arnaldo Pomodoro.

(Per il programma delle manifestazioni cliccare qui)

Il centenario di Giorgio Bassani, prezioso narratore di storie ferraresi ultima modifica: 2016-11-17T22:40:40+01:00 da MARIO GAZZERI

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