Referendum. Matteo Renzi, se non vince, è il “perdente fortunato”

scritto da BEPI COVRE

Il 5 dicembre sarà il giorno del giudizio. Lo sarà soprattutto per Renzi.
Dovesse perdere, come potrebbe succedere, non dovrebbe essere una catastrofe, sicuramente una gran botta, ma non una catastrofe.

Se come dicono oggi i sondaggi il Sì dovrebbe fermarsi tra il 45-47 per cento, cioè perdere la partita referendaria, Renzi rimarrebbe comunque con il mazzo di carte in mano, per gestire il gioco, segretario del PD. Sarebbe il perdente fortunato perché non mollerà mai la guida del PD. Non solo, lo guiderà sicuramente fino al prossimo congresso e forse anche dopo. Se si dovesse andare ad elezioni anticipate, da segretario del PD farà “pulizia etnica” a sinistra, portando in parlamento gente fidata e scelta.

Comunque il “perdente fortunato” il 5 dicembre sarà considerato giustamente il detentore di maggioranza di un patrimonio elettorale di tutto rispetto (45-47 per cento).

Una dote di voti di tale e tanto valore nessun leader politico l’ha mai avuta. I critici diranno che non sarà tutta nella sua disponibilità, ed è vero, perché la compagine elettorale del Sì non è tutta di matrice “sinistra”. Però è composta da elettori che hanno già “annusato” le capacità del fiorentino in occasione delle elezione europee, facendogli guadagnare il 41 per cento (risultato mai raggiunto prima a sinistra). Elettori da sempre moderati, provenienti dal corpaccione centrista già democristiano. Elettori in cerca di una guida politica stabile e stabilizzante.Elettori che sognano da decenni l’avvento di un partito social democratico, al posto di un partito ex comunista.
Aggiungo un altro punto a favore del “perdente fortunato”. Giorni fa Berlusconi, che conosciamo confusamente a favore del No, ma ancor più confusamente alla guida di “quello che fu uno dei più grandi partiti della Seconda Repubblica”, ha disarcionato anche l’ennesimo e ultimo delfino designato: Parisi. Bastasse, ha solennemente dichiarato che l’unico leader italiano del momento è Renzi.

Non sarebbe neppur la prima “consacrazione” del “royal baby” (Giuliano Ferrara).
Dichiarazione fatta però in questo frangente delicato ha tutto un suo sapore particolare, apre a prospettive interessanti per il futuro. Non foss’altro perché l’anagrafe ha il suo peso.

Referendum. Matteo Renzi, se non vince, è il “perdente fortunato” ultima modifica: 2016-11-20T19:12:55+02:00 da BEPI COVRE

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