Eliseo, è già iniziato il dopo-Hollande

MARIO GAZZERI
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Il prevedibile ritiro di François Hollande dalla “corsa” all’Eliseo per un secondo mandato e la netta vittoria di François Fillon al ballottaggio delle primarie del centro-destra, molto meno prevedibile, hanno caratterizzato questa vivace settimana della politica francese in vista delle elezioni presidenziali del 23 aprile 2017 (con probabile ballottaggio il 7 maggio) confermando un’ipotesi dei sondaggisti, per quanto riguarda il presidente in carica, e rovesciando invece totalmente le previsioni relative al centro-destra.

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Nell’ordine venivano indicati dai sondaggisti Alain Juppé, Nicolas Sarkozy e François Fillon. La realtà si è incaricata di smentire clamorosamente le previsioni, come negli Stati Uniti per il duello Hillary Clinton-Donald Trump. Il superfavorito Alain Juppé (classe 1945) sindaco di Bordeaux e già più volte ministro con Sarkozy, che guardava ai voti della sinistra delusa, è stato surclassato dal pragmatico, thatcheriano, ex primo ministro di quel Sarkozy finito nella polvere al primo turno. Una nemesi per Fillon che veniva spesso trattato con sprezzante sufficienza dall’allora presidente che, presentandolo ad alcuni dignitari stranieri, lo definì “un mio collaboratore”.

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Fillon nel corso delle primarie del centrodestra

François Fillon, “sangue sudore e lacrime”.

Neoliberista convinto, ammiratore di Margaret Thatcher e del suo delfino John Major, ma anche benevolo osservatore delle neo-imperialiste (secondo alcuni) politiche di Vladimir Putin (col quale intende riavviare un dialogo), Fillon ha sorpreso non solo i sondaggisti di professione. “Fillon non ha alcuna chance”, diceva Hollande ancora a maggio quando le possibilità di una sua rielezione apparivano già molto scarse. Il gradimento del presidente socialista caduto poi al tredici per cento dopo l’estate era ulteriormente sceso ad un misero nove per cento tre giorni or sono. Forse per Fillon, l’uomo di centro-destra che promette come Winston Churchill “sangue sudore e lacrime” per far tornare la Francia al ruolo che “le compete” e che spera di “dragare” molti voti nei bacini elettorali lepenisti , la strada per l’Eliseo non sarà una passeggiata.

Ma sbaragliare due vecchie volpi come Juppé e Sarkozy, la dice lunga sulle sue capacità e sulla presa che esercita su un elettorato stanco di terrorismo, di scioperi e di un asserito ruolo subalterno a Berlino. Un “duro” più di destra che di centro in grado di attirare molti conservatori che non se la sentono di votare per il clan dei Le Pen. Anche se un suo amico, Jean de Boishue cita il “Gattopardo” sostenendo che “come il principe di Salina, Fillon (1954) vuole che tutto cambi affinché tutto resti come prima”.

Visto come gira il mondo in questi ultimi mesi, a felicitarsi di un’eventuale vittoria di Fillon il 23 aprile, o più probabilmente il 7 maggio, sarà in ogni caso Putin che già può contare su una promessa di “rapporti più stretti” con Donald Trump, dopo il netto ostracismo di Obama.

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Manuel Valls in visita a Tunisi rende omaggio al Museo del Bardo alle vittime dell’attacco terroristico avvenuto il 18 marzo 2015

Manuel Valls

L’unica persona nel disastrato Partito socialista francese in grado di impensierire Fillon, dovrebbe essere l’attuale primo ministro Manuel Valls, più amato del suo presidente e stimato anche nel centro-destra.

Nato a Barcellona nel 1962, si trasferì presto con la famiglia in Francia dove ottenne (con grande ritardo) la cittadinanza e dove, studente diciottenne, cominciò a interessarsi attivamente di politica. Lavorò con Michel Rocard e nel 2002 venne eletto deputato per la prima volta. Pare che la sua dichiarata intenzione (ancora non ufficiale) di partecipare alle probabili primarie socialiste e candidarsi quindi all’Eliseo sia stata accolta con “gelo” da parte di Hollande, l’uomo che l’aveva voluto al suo fianco come capo dell’esecutivo e che si è probabilmente sentito tradito. Ma in politica, come è noto, è abbastanza frequente la pratica dell’“uccisione del padre” come Freud la chiamò, con un riferimento alla mitologia greca; (uccisione del padre per poter vivere assieme alla madre, in questo caso la Francia).

Eliseo, è già iniziato il dopo-Hollande ultima modifica: 2016-12-02T16:01:33+01:00 da MARIO GAZZERI
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