Reportage dalla región de Magallanes. A bordo dell’Evangelistas

scritto da CLAUDIO MADRICARDO

[dall’Evangelistas in navigazione da Puerto Natales a Puerto Montt, Cile]
Andrea Castro Rosales è il primo pilota e il primo ufficiale del ferry Evangelistas della compagnia Navimag, con il quale ha cominciato a navigare nei fiordi della Patagonia da due anni. Facendo rotta lungo le 798 miglia marine che separano Puerto Montt da Puerto Natales, nella regione di Magallanes. E viceversa.

Ha un sorriso simpatico e uno sguardo dolce. Ride con piacere quando le si dice che è anche una bella giovane donna e il color nocciola dei suoi occhi si scioglie per un momento, mettendo a nudo tutta la sua femminilità e quel poco di civetteria che in nave non devono avere molto spazio.

image3

Nell’Evangelistas, nave che stazza quasi diecimila tonnellate, viene subito dopo il comandante, troppo timido, ci viene detto, per farsi intervistare. Due ufficiali in plancia, poco prima del suo arrivo, ce la descrivono come ben disposta a parlare, e destinata, per la sua intraprendenza e autonomia, a un prossimo futuro di capitano di nave.

L’avevamo vista già altre volte girare per l’Evangelistas nei giorni scorsi. Con l’elmetto di protezione in testa e le cuffie anti rumore, per poter scendere in sala macchine. Aggirarsi con aria sicura per la nave dando disposizioni agli uomini dell’equipaggio. Ma salutando sempre con un largo sorriso e con estrema cortesia.

image4

Comanda un equipaggio di trentacinque persone tra uomini e donne, suddivise tra ufficiali e marinai addetti alla navigazione, cuochi e inservienti. E viene da una esperienza di cinque anni maturata a navigare in navi un po’ più grandi del ferry oceanico sul quale è ora imbarcata. Dove lavora senza interruzione per periodi di tre mesi, navigando tra Oceano e fiordi. Per poi andare un mese in vacanza facendo ritorno nella sua Valparaíso, la città dove è nata. Durante l’intervista dalla plancia ci avvertono che sono state avvistate due balene azzurre dirette a sud. Ci vengono incontro nel Canal de Moraleda che immette nel Golfo de Corcovado, dove siamo diretti. E interrompiamo per un attimo per andare a fotografarle.

balena

Navigare in acque interne, racconta Andrea, tra i fiordi della Patagonia richiede un’attenzione particolare. Perché si passa per passi stretti, angosturas…

Come l’Angostura White che è larga appena ottanta metri?
Sì, come l’Angostura White. Bisogna quindi avere delle precauzioni particolari per poter navigare in questi settori. Conoscere i posti, conoscere il vento, perché ci sono fattori di corrente che possono essere molto pericolosi. Poi ci sono le condizioni climatiche.

Del tutto mutevoli.
Sono tremendamente variabili. Qui navighiamo in una zona dove esiste un cordone di basse pressioni. Che si situa proprio in questa zona compresa tra i 45 e i 60 gradi di latitudine. Ed è esattamente omologo a quello che succede nell’emisfero nord.

Parliamo di venti e corrente. A che velocità li ha potuti vivere?
Poco tempo fa, nel 2015, ho dovuto navigare durante un temporale con venti a settantasette nodi di vento reale. Ma per fortuna stavamo facendo una navigazione col vento in poppa. Ma qui i venti sono davvero molto forti. Parliamo di venti a cento, centoventi nodi. Mi sono imbattuta in un paio di temporali navigando fuori dei canali in pieno oceano con ottanta nodi di vento.

E la corrente?
Anche la corrente. La più forte l’ho incontrata nella prima e seconda Angostura, nel settore  orientale, nel Canal Chacao. Che è il settore nord dell’Isola Chiloé verso l’uscita che dà in Oceano. Credo che questo sia stato il punto dove ho incontrato la corrente più forte. Perché negli altri settori cerchiamo di passare quando la corrente è meno forte. Navigando nei canali, l’ufficiale di turno in plancia fa il punto nave rilevando punti cospicui ogni quindici minuti confrontando la carta nautica, e dà le correzioni di rotta al marinaio che sta al timone. In pratica non facciamo uso dei wellpoint.

a

Qual è la velocità di crociera dell’Evangelistas?
Circa dodici e mezzo, tredici nodi. Se lo traduciamo in chilometri, siamo circa sui venti, ventidue chilometri all’ora.

Le sono accadute delle cose speciali navigando?
Si vedono molte cose. Dalle trombe marine, che sono belle da vedere quando si formano e quando spariscono, ma che è opportuno evitare.

Poi?
Le tempeste elettriche, che possono mettere fuori uso la strumentazione di bordo. Normalmente le navi hanno un sistema anti fulmine nell’albero sulla punta della nave per evitare che qualcuno possa essere colpito. Ciononostante i fulmini passano abbastanza vicini. Ma si vedono anche cose più strane. Che non sono satelliti.

Oggetti non identificati?
Esatto, durante la navigazione e in particolare di notte.

E non sapete di cosa si tratta?
Sí non sappiamo che cos’è. Ossia uno presume, ma in realtà non sappiamo cosa sia. Ci sono delle zone dei canali in cui ci sono stati maggiori avvistamenti. Poi ci sono le piogge di meteoriti che si vedono a volte in cielo, di tutte le misure e per tutti i gusti. Ma per fortuna non hanno investito la nave. A volte si vedono le comete in cielo.

Andrea mi permetta una domanda personale. Come ha potuto una giovane donna affascinante come lei scegliere la carriera del marinaio?
(Ride e per un attimo si scioglie al complimento). In verità me l’hanno chiesto in molti, però… Io me lo spiego in un modo molto semplice, sono nata a Valparaíso. Il che rende inevitabile il desiderio di seguire una carriera marittima.

b

Il porto per eccellenza.
Così è, tanto più che quando si tratta di scegliere una professione non c’è alcuna relazione col sesso cui si appartiene, quanto con l’attitudine che uno esprime. Si può essere uomo o donna, ma se a uno gli piace….. Forse il gusto del mare me l’ha passato mio padre, che avrebbe voluto fare il marinaio ma che alla fine non riuscì a farlo per un problema di salute. E forse ha pesato anche lo spirito di avventura e il fascino esercitato da queste imbarcazioni fatte di ferro.

Come vive le differenze di clima tra la sua Valparaíso e quello della Patagonia?
Coprirsi bene e evitare i raffreddori. La differenza è sufficientemente grande, ma senza dubbio a volte trovo più fredda la mia città natale per le condizioni di umidità. Tanto che quasi quasi preferisco il clima di qui.

il servizio fotografico è dell’autore

Reportage dalla región de Magallanes. A bordo dell’Evangelistas ultima modifica: 2016-12-02T20:42:22+01:00 da CLAUDIO MADRICARDO

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento