Cinque (più cinque) ragioni della sconfitta del Sì

scritto da ADRIANA VIGNERI

Chi ha fatto questa campagna per il voto sapeva che avrebbe vinto il NO (non proprio in queste proporzioni). Conosceva già, nell’interlocuzione quasi quotidiana, tutte le ragioni del No.

(1) Comincerei con le persone comuni, poco o nulla politicizzate, che hanno espresso un riflesso di paura: nell’incertezza, non si cambia, si sceglie il No. Una sorta di principio di prevenzione. C’è in questo molto di mito (l’ignoranza sui contenuti costituzionali vigenti e proposti è evidente e scontata), e molto di diffidenza, verso l’attuale ceto politico, a prescindere dal relativo collocamento, destra centro o sinistra.

(2) L’attaccamento direi sentimentale per il voto anche se inutile, come quello per gli attuali senatori, e il timore, anche se del tutto campato in aria, della sottrazione di chances, una forma di romanticismo costituzionale.

(3) La voglia di usare questa occasione come voto tout court politico, contro l’unico soggetto politicamente responsabile oggi in campo, il governo Renzi. Tutte le scontentezze, le paure del futuro, le recriminazioni, si sono scaricate sull’innocente riforma costituzionale. Ma tant’è, si sarebbero scaricate su qualsiasi altra occasione venisse offerta. Questa peraltro, per la rilevanza del tema, era la più ghiotta possibile. Quanta distanza ormai dal voto del 2013.

(4) La voglia di cogliere l’occasione per esprimere intenti punitivi verso il privilegiato ceto politico, il proprio no per tutto quello che in quella riforma non c’era, e quindi positivamente: l’introduzione del vincolo di mandato, la soppressione dell’immunità parlamentare per tutti e non soltanto per i nuovi senatori, il vincolo di gruppo politico (pena la decadenza da parlamentare). Una lontananza dai principi del costituzionalismo occidentale davvero impressionante.

(5) L’antipatia per Renzi più che per il suo governo. Su quest’ultimo aspetto basta leggere Ernesto Galli della Loggia (Corriere della Sera, 6 dicembre) che – sotto il titolo Le cinque ragioni di una sconfitta – illustra bene le cinque ragioni per cui Matteo Renzi è insopportabilmente antipatico (non a me).

Cinque (più cinque) ragioni della sconfitta del Sì ultima modifica: 2016-12-06T18:15:57+02:00 da ADRIANA VIGNERI

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