Il giorno dopo in un circolo del Pd. Lettera dal fronte

scritto da GIUSEPPE SACCA'

Prima riunione di un circolo PD dopo il 4 dicembre. Un circolo PD come ce ne sono migliaia in Italia. Pochi iscritti, ancor meno partecipazione, età media alta (il più giovane è alla fine dei trent’anni), per lo più pensionati (non certo pensione minima), i restanti quasi tutti assunti nella pubblica amministrazione, fatto salvo i “giovani” che hanno tutti contratti precari o partite IVA (difficile dire chi stia peggio).

Il circolo è ovviamente spaccato a metà.

Ma come primo punto all’ordine del giorno c’è la sopravvivenza stessa del Circolo: bollette da pagare e quote non pagate sono una miscela esplosiva. E quindi ecco a discutere su come “venirne fuori”. Non solo recupero crediti, ma necessità di aprirsi alla città, dar vita ad un circolo ARCI, accorparsi con altri circoli che hanno gli stessi problemi e tutti a maledire la sorte che non ha fornito il circolo di un piccolo magazzino che in questa zona vale molto più di un posto macchina nel centro di Milano (il suddetto circolo è nel pieno di Venezia dove tutti gli ambulanti cercano luoghi dove stipare ogni genere di merce).

Discussione importante, ma un po’ surreale, perché tutti aspettano che il segretario dia il via alla discussione sul 4 dicembre per togliersi molti sassolini dalle scarpe. Sui social la battaglia è già iniziata, con dirigenti che accusano altri dirigenti di lavorare ad un “disegno eversivo”, commenti bloccati, utenti bannati, richieste di espulsioni, un tutti contro tutti che si materializzerà anche nel circolo.

Un circolo solitamente molto civile nelle discussioni in cui i rapporti di amicizia e conoscenza riescono a stemperare le battaglia politiche più accese, ma l’ultima campagna elettorale anche qui ha lasciato un segno pesante: la “macchina” del PD non è capace di vincere una singola battaglia da un po’ di anni in città – figurarsi una guerra – e non ha nemmeno nulla di gioioso.

Ma… colpo di scena! Il segretario rimanda ad una riunione ad hoc per parlare della situazione creatasi dopo la direzione nazionale e comunale e anche con la consapevolezza, dichiarata, che è bene far “raffreddare” gli animi. Tutti accolgono con sollievo la decisione, ci si vede tra una settimana. I più lesti abbandonano il circolo. E il sottoscritto riceve una chiamata e si apparta.

Ma al mio ritorno è già un tutti contro tutti, l’aver rinviato alla prossima riunione il tanto atteso dibattito sull’esito del referendum, sembra quasi aver dato la possibilità ai “reduci” di parlare senza ascoltare e senza un ordine e senza conseguenze. Chi invoca lo Statuto del PD, chi tradimenti degni delle migliori tragedie shakespeariane, chi lo spirito dell’Ulivo, chi i padri costituenti, chi biechi interessi personali, ecc.

Ma nulla rimarrà agli atti, siamo in una fase di decantazione collettiva, per oggi il PD, almeno nel cuore di Venezia, ancora esiste. Malconcio, moribondo, come del resto lo era il 3 dicembre e anche molti mesi prima ma, almeno fino alla prossima settimana, esiste.

Il giorno dopo in un circolo del Pd. Lettera dal fronte ultima modifica: 2016-12-07T16:19:55+01:00 da GIUSEPPE SACCA'

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