Dopo i fatti di Natale. Dov’è l’islam moderato?

scritto da BEPI COVRE

Ci ricorderemo del Natale 2016, anche per la scia di sangue partita da Berlino, arrivata sino a Sulmona. Anis Amri, islamico jihadista, tunisino sbarcato in Italia, ha utilizzato un grosso camion per compiere la strage nel mercatino di Natale.

La scelta del periodo natalizio, non è casuale, ma calcolata e pianificata per sottolineate che (loro) sono in guerra contro i cristiani; con buona pace delle anime belle.
Fra i tanti commenti ne ho seguito due. Il discorso del cardinale Scola, arcivescovo di Milano.
La predica del vescovo di Sulmona al funerale della giovane Fabrizia di Lorenzo, vittima italiana nella strage di Berlino.

Conosciamo il cardinale Scola, già Patriarca di Venezia, con il dono della chiarezza e del coraggio. Nella Messa di Natale ha opportunamente commentato il tragico evento, considerato che Anis Amri é stato ucciso a Sesto San Giovanni che fa parte della sua diocesi ambrosiana.

Si può capire la paura, ma la paura è proprio lo scopo del terrorismo. Si può capire la necessità di rafforzare le misure di sicurezza. Dobbiamo porci e opporci e non chiudere spesso gli occhi di fronte a paesi che alimentano, non solo a parole, spesso anche con i fatti l’ideologia jihadista. Troppo tempo abbiamo già perso svendendo la nostra libertà per un piatto di lenticchie. I nostri fratelli musulmani stentano ad articolare una alternativa chiara, scaricando troppo spesso le responsabilità sulle condizioni economiche che trovano nei nostri paesi.

Chiare e sante parole.

Qualche giorno dopo, il vescovo di Sulmona Angelo Spina, celebrando il funerale della giovane innocente Fabrizia di Lorenzo, non è stato altrettanto chiaro. E ne avrebbe avuta opportunità avendo davanti a se sia il presidente della repubblica, sia le altre massime cariche dello Stato.

Il vescovo ha definito il terrorista stragista

… folle figlio di una ideologia distruttiva che affonda le proprie radici nel fondamentalismo religioso islamico.

Un po’ poco, una sintesi riduttiva. Definire follia il fondamentalismo stragista è fuorviante ed ė pericoloso minimizzare.

È tutt’altro che follia, è pianificazione ideologica e politica ben studiata, alimentata, finanziata e fortemente motivata.

Purtroppo una parte importante della Chiesa cattolica, e di altre Chiese cristiane continua a minimizzate la guerra di religione in atto. C’è una sottovalutazione e una sottomissione culturale in atto da anni.
Il cristianesimo è in crisi, l’islam no. La nostra è crisi profonda dell’identità cristiana nel rapporto con la Storia, come sostiene Galli della Loggia.

Tutta una serie di rivisitazioni del passato (crociate, conquista delle Americhe, colonialismo, antisemitismo); tante colpe senza una giusta, onesta e doverosa contestualizzazione storica.

La Chiesa cattolica dal Giubileo del 2000, con il Beato Giovanni Paolo II, ha iniziato un percorso di richieste di perdono, senza alcun bilanciamento opportuno.

Gli intellettuali cattolici inoltre, dal tempo del concilio, sono perlomeno timidi; non oppongono resistenza.
Si continua a dire che ci sono due Islam.

Sarà anche vero, ma quello che fa stragi utilizzando i camion (a Nizza come a Berlino), non viene smentito con forza e convinzione dall’Islam cosiddetto moderato. I camion e le automobili sono armi tanto abbondanti quanto non convenzionali, come si fa a non aver paura visto il numero crescente di arrivi?!
“I musulmani stentano ad articolare una alternativa chiara”, chiarisce il cardinale Scola.

Ps. Il presidente eletto Trump, partecipando alla messa di Natale ha sorpreso dicendo “si fanno troppi auguri di buone feste, pochi di buon Natale”. Incredibile ma vero.

Dopo i fatti di Natale. Dov’è l’islam moderato? ultima modifica: 2017-01-02T17:43:08+02:00 da BEPI COVRE

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