Présidentielle 2017. Sinistre in affanno, non resta che “il Renzi francese”?

scritto da MARIO GAZZERI

Le primarie del Ps francese si sono incaricate di smentire per l’ennesima volta i sondaggisti, sacerdoti di una scienza decisamente inesatta, come questi ultimi mesi hanno ampiamente dimostrato. Dopo le gaffe planetarie sull’annunciata sconfitta di Brexit e l’ipotetica vittoria di Hillary Clinton, i sondaggisti (francesi, in questo caso) hanno puntato sui “cavalli” sbagliati sia alle primarie dei Républicains di centro-destra sia in quelle del centro-sinistra socialista. In breve, alle prime ha prevalso l’euroscettico ultraconservatore François Fillon doppiando quasi il sindaco di Bordeaux Alain Juppé (dato per favoritissimo) e alle seconde l’ex ministro del governo di Manuel Valls, Benoît Hamon, che al ballottaggio ha replicato il successo del primo turno sull’ex premier di Hollande.

La stretta di mano tra Manuel Valls e Benoît Hamon

Le tre sorprese

La Francia vuole voltare pagina dopo la deludente presidenza socialista di Hollande che pure era riuscito a sconfiggere il fortissimo Nicolas Sarkozy alla ricerca di un secondo mandato. Ma il desiderio di cambiamento, alimentato da paure sotterranee, dal rifiuto di una globalizzazione senza regole e (per quanto riguarda il vecchio continente) da un antieuropeismo facilmente avvertibile in molti paesi (Italia in primis), si sta concretizzando in Francia con una serie di sorprese che gli addetti ai lavori ancora una volta non erano riusciti a prevedere.

Il logo della campagna di Fillon

Innanzitutto la netta vittoria di Fillon, subito oscurata da uno scandalo che gli sta trasformando quella che sembrava un’autostrada per l’Eliseo in un’ardua salita piena di imprevisti. Poi l’affermazione dell’indipendente Emmanuel Macron, giovane e spregiudicato, per certi aspetti paragonabile al Matteo Renzi di alcuni anni fa. Macron, che avrà i voti anche di François Hollande e Ségolène Royal (un annuncio, questo del presidente in carica, che potrebbe rivelarsi il bacio della morte…) potrebbe erodere parzialmente l’ampio consenso di cui fino a pochi giorni fa godeva Fillon. Ultima sorpresa, la netta sconfitta di Valls, distanziato dall’oscuro (fuori dei confini) Hamon già al primo turno delle primarie. L’esperienza del politico franco-spagnolo come premier di Hollande, percepito ormai come causa di tutti i mali, gli si è chiaramente ritorta contro.

Ai socialisti il “cucchiaio di legno”

Fatto sta che tutte le previsioni (per quel che valgono, come si è visto) danno i socialisti in caduta libera e i più ottimisti prevedono per loro il quarto posto nella corsa all’Eliseo, sopravanzati dai Républicains, da Marine Le Pen, da Macron e, alcuni prevedono, anche da Jean-Luc Mélenchon, della sinistra radicale.

Insomma ci son tutti i prodromi di una disfatta. L’aria che tira sembrerebbe favorire le idee di Hamon, ambientalista ma a suo modo populista di sinistra, che auspica un reddito di cittadinanza, come in Italia Grillo, e sogna un’alleanza radicale europea di cui dovrebbero far parte (oltre al lui, è sottinteso) anche gli spagnoli di Podemos e i greci nostalgici di Varoufakis, il fascinoso ed intemperante ministro dell’economia del primo governo Tsipras, oltre ai socialdemocratici tedeschi di Martin Schulz.

Marine Le Pen

È evidente che il malessere dell’elettorato francese si tradurrà, alle prossime presidenziali del 23 aprile, da un lato in un forte consenso per il Front National di Marine Le Pen, che però non dovrebbe avere speranze di vittoria finale al prevedibile ballottaggio, e dall’altro in benefici, abbastanza marginali, per Macron (a dispetto del suo conclamato europeismo) e per Hamon.

Il peso dello scandalo

A gettare un sasso nello stagno dei conservatori di destra, i Républicains, fino a poco tempo fa praticamente sicuri di conquistare l’Eliseo lasciato libero da François Hollande, ci ha pensato Le Canard Enchainé, storico periodico satirico e molto più noto in Francia di Charlie hebdo. L’articolo che denunciava François Fillon per aver assunto la moglie Penelope come propria “assistente parlamentare” alla quale per otto anni sarebbe andata la cifra complessiva di mezzo milione di euro, ha suscitato uno scandalo che potrebbe ancora rientrare in considerazione del fatto che mancano quasi tre mesi alle presidenziali. Ma se così non fosse, si potrebbe ipotizzare un nuovo scenario che teoricamente potrebbe favorire il giovane ed ambizioso Macron che uscirebbe senz’altro vincitore in un ballottaggio con la Le Pen. E, almeno questa volta, i sondaggisti potrebbero avere sicuramente ragione.

Présidentielle 2017. Sinistre in affanno, non resta che “il Renzi francese”? ultima modifica: 2017-01-30T18:35:24+02:00 da MARIO GAZZERI

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento