La visione del mondo di Steve Bannon. Un convegno in Vaticano

Il consigliere più potente nella Casa Bianca di Trump teorizza una nuova destra occidentale in una conferenza organizzata dal cardinale Burke, capo della fronda anti-Francesco
scritto da MARCO MILINI

Steve Bannon è stato recentemente scelto da Donald Trump come Chief Strategist e consigliere alla Casa Bianca. BuzzFeed News ha poco dopo rilanciato un importante documento che aiuta a farsi un’idea della sua visione del mondo: il video e la trascrizione di un intervento di Bannon a un convegno sulla povertà organizzato nel 2014 in Vaticano dal Dignitatis Humanae Institute.

Il Dignitatis Humanae Institute, legato ad alcune delle fazioni più conservatrici della Chiesa cattolica, è un think tank che si propone di promuovere una “voce cristiana” nella politica europea. Ne fa parte anche il cardinale Raymond Burke, che durante il Sinodo straordinario sulla famiglia del 2014 è stato uno dei principali oppositori della spinta innovatrice di papa Francesco.

Steve Bannon interviene via Skype in qualità di presidente di Breitbart News, terzo maggiore sito di notizie conservatore statunitense, considerato vicino al Tea Party Movement e con una crescente diffusione internazionale. In pratica, Breitbart News vuole essere la voce di quello che Bannon definisce un “Tea Party mondiale”.

Nei dieci minuti del suo intervento e nelle risposte alle successive domande, Bannon affronta diversi argomenti ma il nucleo della sua visione è che ci troviamo in un momento di crisi: della Chiesa, della fede, dell’Occidente, del capitalismo. Viviamo una crisi dei fondamenti dell’Occidente giudaico-cristiano, come lui lo definisce, e della sua massima espressione: il capitalismo illuminato.

Tale capitalismo è la risposta di Bannon al problema della povertà, su cui verte il convegno: il capitalismo, guidato dai fondamenti giudaico-cristiani, è forza capace di creare nel mondo pace tra i popoli invece che antagonismo. Perché la domanda centrale è:

“What is the purpose of whatever I’m doing with this wealth? What is the purpose of what I’m doing with the ability that God has given us, that divine providence has given us to actually be a creator of jobs and a creator of wealth?” I think it really behooves all of us to really take a hard look and make sure that we are reinvesting that back into positive things.

Il capitalismo illuminato dai principi cristiani fu, secondo Bannon, ciò che realmente permise di superare un secolo di barbarie iniziato con la prima guerra mondiale. Fu questo, e non il semplice eroismo dei combattenti, a vincere la seconda guerra mondiale, vista come “the Judeo-Christian West versus atheists”. In seguito, questo capitalismo ha creato un grande benesserre distribuito tra le classi medie che ha reso possibile una Pax Americana.

That capitalism really generated tremendous wealth. And that wealth was really distributed among a middle class, a rising middle class, people who come from really working-class environments and created what we really call a Pax Americana. It was many, many years and decades of peace. And I believe we’ve come partly offtrack in the years since the fall of the Soviet Union and we’re starting now in the 21st century, which I believe, strongly, is a crisis both of our church, a crisis of our faith, a crisis of the West, a crisis of capitalism.

Bannon crede fermamente nel capitalismo – ha lavorato per Goldman Sachs – ma non ha in esso una fede cieca. Infatti, è estremamente critico di alcune distorsioni capitalistiche delle quali la peggiore è il capitalismo “clientelare” (crony capitalism), cioè il capitalismo di stato, come lo si può trovare in Russia e Cina o Argentina. Un capitalismo che tende a generare grande benessere solo per pochi.

Dunque, crisi del capitalismo. Ne hanno colpa le élite del capitalismo mondiale. Ne hanno colpa le banche i cui salvataggi Bannon critica. La crisi del 2008 è opera loro ma a pagare sono state le classi medie. Che però si stanno svegliando e saranno le prossime protagoniste di una rivoluzione: il Tea Party mondiale è appunto questo.

Un movimento mondiale di centro-destra, conservatore, autenticamente delle classi medie, che sono stanche delle élite transnazionali, autoreferenziali, scollegate dalla realtà in cui vivono le persone a cui pretendono di imporre la loro visione del mondo:

I will tell you that the working men and women of Europe and Asia and the United States and Latin (…) know what’s best for how they will comport their lives. They think they know best about how to raise their families and how to educate their families. So I think you’re seeing a global reaction to centralized government, whether that government is in Beijing or that government is in Washington, DC, or that government is in Brussels.

Primo avversario di questo movimento non sono le sinistre ma i partiti conservatori, come accaduto negli Stati Uniti, o come in Europa per l’Ukip. È molto interessante l’idea che ha Bannon di questi partiti populisti europei, come Ukip e Front National. E qualcuno, durante le domande e risposte, gli chiede cosa ne pensa delle accuse di razzismo che sono state rivolte a queste forze politiche.

Bannon, riferendosi all’Ukip, che afferma di conoscere bene, ritiene che siano infondate. Più in generale, si dice convinto si tratti di posizioni di elementi minoritari che verranno via via marginalizzati ed espulsi dal movimento, come successo, afferma, per il Tea Party americano. E questo porterà a un movimento autenticamente populista di centro-destra.

E per quanto riguarda Putin, che gruppi come Ukip e Front National sembrano tenere in una certa considerazione, Bannon risponde che ciò che di Putin questi apprezzano sono il tradizionalismo e il nazionalismo. E la sovranità nazionale è buona cosa, soprattutto se contrapposta al potere delle élite transnazionali:

I think strong countries and strong nationalist movements in countries make strong neighbors, and that is really the building blocks that built Western Europe and the United States, and I think it’s what can see us forward.

Per il resto, Bannon considera Putin un uomo “very, very, very intelligent” da cui bisogna però guardarsi. Poiché Putin e i suoi capitalisti di stato sono una cleptocrazia autenticamente imperialista. Putin coltiva un pericoloso Eurasianesimo, e si rifà anche al pensiero di individui come Julius Evola, uno degli ispiratori del fascismo.

Tuttavia non è Putin, a livello internazionale, la maggiore minaccia. Essa è, nel discorso di Bannon, dal primo all’ultimo minuto, rappresentata da quello che definisce il “Fascismo Jihadista Islamico”, nella fattispecie l’Isis. Ci troviamo alle soglie di un nuovo conflitto mondiale, un nemico contro il quale bisogna rispondere con durezza. È la civiltà giudaico-cristiana a essere in pericolo:

See what’s happening, and you will see we’re in a war of immense proportions. It’s very easy to play to our baser instincts, and we can’t do that. But our forefathers didn’t do it either. And they were able to stave this off, and they were able to defeat it, and they were able to bequeath to us a church and a civilization that really is the flower of mankind, so I think it’s incumbent on all of us to do what I call a gut check, to really think about what our role is in this battle that’s before us.

Toni da scontro di civiltà che in un convegno tenutosi in Vaticano fanno riflettere.

Vale la pena di leggere la trascrizione completa dell’intervento di Steve Bannon pubblicata da BuzzFeed: con il suo nuovo ruolo alla Casa Bianca, sarà una delle persone capaci di influenzare maggiormente la politica mondiale negli anni a venire.

La visione del mondo di Steve Bannon. Un convegno in Vaticano ultima modifica: 2017-02-02T18:30:57+00:00 da MARCO MILINI

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