Chi è Callista Gingrich, papabile per la carica di ambasciatrice di Trump in Vaticano

scritto da GUIDO MOLTEDO

Una donna. Conservatrice. Callista Louise (Cally Lou) Gingrich è “under consideration” da parte di Donald Trump per la guida dell’ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede. A svelarlo, alla CNN nei giorni scorsi, suo marito, l’ex-speaker della camera Newton Gingrich. Dello stesso Gingrich si era parlato per l’alto incarico. Il suo nome era in una rosa di candidati che comprendeva, tra gli altri, Ben Carson, il chirurgo poi nominato ministro delle questioni urbane, e Sam Brownback, governatore del Kansas, convertito al cattolicesimo nel 2002.

Gingrich, con Rudolph Giuliani, è stato il principale “cane d’attacco” di Trump nel corso della campagna elettorale, anche nei momenti più difficili, nei quali l’establishment repubblicano gli aveva voltato le spalle, come nei giorni dell’audio “a luci rosse” che sembrava averlo definitivamente messo fuori gioco. Come Giuliani, poco dopo la vittoria di Trump, era stato indicato per l’incarico più importante nell’amministrazione, quello di segretario di stato.

Poi The Donald, anche in questo, ha stupito tutti, operando scelte molto diverse dalle attese.

Gingrich ha detto che sarà a Roma con la moglie solo per periodi del suo mandato. “Non mi leverò di torno”, ha detto ai cronisti politici che adorano “Newt”, anche quelli che lo detestano, perché fa sempre notizia con il suo stile ruvido e disinibito, a volte brutale, con cui interagisce con i media.

Luterano, poi battista, si è convertito nel 2009 al cattolicesimo, la fede di Callista Bisek, cinquantenne, di famiglia conservatrice con radici polacco-svizzere. Gingrich – erano i tempi della presidenza di Bill Clinton – fu il primo repubblicano, dopo quarant’anni, ad assumere la carica di Speaker of the House, e fu da quella postazione un irriducibile avversario del presidente democratico. Fu lui a lanciare il Contract for America, un “manifesto” politico di scarsa fortuna allora, ma poi molto imitato, anche in Italia.

In corsa nelle primarie presidenziali repubblicane nel 2012, ha dato un notevole sostegno a Trump nella campagna del 2016, non solo come suo fidato “surrogate” nei rapporti con i media ma anche come consigliere dietro le quinte. Tanto che, oltre che come segretario di stato, si era parlato di lui in precedenza come suo possibile vice nel ticket presidenziale.

Cally Lou è presidente di Gingrich Productions, un’azienda di produzione multimediale da lei fondata col marito Newt. Produce documentari storici e sociali, pubblica libri e newsletter, organizza eventi e conferenze. Tra i film prodotti da Gingrich Productions Nine Days That Changed the Worldun tribute al ruolo avuto da papa Giovanni Paolo II nella caduta del comunismo nell’Europa dell’est e nella nascita di Solidarnosc. Cally Lou è nel coro della Basilica del santuario nazionale dell’Immacolata Concezione di Washington, la più grande chiesa cattolica d’America. Con il suo coro ha anche cantato nella chiesa romana di Santa Maria Sopra Minerva.

A Callista Gingrich toccherà il compito arduo di “connettere” la Santa Sede di papa Bergoglio e la Casa Bianca di Trump. Due personaggi agli antipodi, anche se la storia dei loro rapporti segnava un inizio promettente, dopo che il cardinale argentino fu eletto alla successione di Benedetto XVI. Nel natale 2013 The Donald diffuse uno dei suoi tweet: “Il nuovo papa è un uomo umile, molto come me, il che probabilmente spiega perché mi piace tanto”.

Poi, come è noto, la vicenda del muro lungo i confini del Messico ha alzato una barriera tra i due, una distanza consolidata dalle recenti misure sull’ingresso di cittadini provenienti da sette paesi musulmani.

L’offensiva contro l’immigrazione dal Centro e dal Sud America, l’ostilità contro gli islamici, toccano il cuore della strategia di Francesco

ha scritto recentemente Massimo Franco. Inoltre, osserva ancora l’editorialista del Corriere della Sera:

Se prevalgono la “dottrina Trump” e una lettura “nordista» del cristianesimo, quella di Francesco si ritroverebbe ancora di più sulla difensiva, se non in minoranza. [E poi a proposito dei circoli economici dietro l’ascesa di Trump, di cui sono parte di Gingrich, ndr]. “Non si può escludere che questa rete finanzierà i circoli cattolici più retrivi», si sottolinea, “ostili al pontificato argentino”.

Indubbiamente, se sarà proprio Cally Lou Gingrich la prescelta come Amabassador to the Holy See, il papa e la Curia dovranno vedersela con un diplomatico “speciale”, con una relazione diretta e importante con la Casa Bianca. Newt Gingrich, infatti, desidera continuare ad avere un ruolo più dietro la quinte, specie nei prossimi due anni, come consigliere informale di Trump, e quindi nelle condizioni di continuare a parlare liberamente come suo “surrogate”, e come “pianificatore strategico” del Partito repubblicano in vista delle elezioni del 2018, il midterm che rappresenta il primo test cruciale per una presidenza che inizia il suo percorso. Trump non può consentirsi il lusso di perderle, neppure in uno dei due rami del Congresso. Per questo “Newt” è il personaggio della sua cerchia ristretta che, pur privo di incarichi, è l’uomo-chiave dell’amministrazione Trump.

Chi è Callista Gingrich, papabile per la carica di ambasciatrice di Trump in Vaticano ultima modifica: 2017-02-03T14:51:49+00:00 da GUIDO MOLTEDO

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