Dopo l’Assemblea PD. Scissione senz’anima o convivenza armata?

scritto da ALDO GARZIA
Condividi
PDF

Il tormentone in casa Pd non è concluso. Dopo un sabato dominato dalle minoranze (l’iniziativa pubblica con Rossi, Speranza e Emiliano), domenica c’è stata la riunione dell’Assemblea nazionale che ha confermato l’incomunicabilità tra le diverse componenti. Per ora non c’è ufficialmente una scissione, anche se qualcuno pare già fuori (D’Alema in primis che parla di “nuovo inizio” e di costituente del centrosinistra). A un certo punto sembrava possibile perfino la mediazione, poi un comunicato del triumvirato Rossi, Speranza, Emiliano accusava Renzi di volere la scissione e di non aver ottenuto nessuna concessione. Direzione del partito convocata per martedì, dove la frattura potrebbe essere formalizzata ufficialmente.

C’è poco tempo per decidere cosa fare da parte di chi non condivide praticamente nulla della politica renziana. È assai probabile che la scissione a questo punto ci sia, anche se non tutti gli antirenziani sceglieranno di andarsene. Sarà una scissione senza anima, fatta su cavilli procedurali e poco sulle grandi opzioni politiche?

Renzi ha tenuto il punto: congresso entro l’estate, ricandidatura alla segreteria data per sicura, pieno sostegno al governo Gentiloni e quindi possibilità che le elezioni politiche si tengano a scadenza naturale nel 2018, correzioni di linea da mettere a punto nell’iter congressuale ma difesa dell’operato compiuto nei tre anni di mandato. Le minoranze, che non sono un corpo compatto, chiedevano un congresso dai tempi più lunghi e il ridimensionamento del ruolo di Renzi accompagnato da una severa autocritica sull’operato di governo e partito (riforma della scuola, politica fiscale, voucher, ecc.).

Qualcuno delle minoranze (Speranza, Cuperlo) si è spinto fino a suggerire nei giorni scorsi a Renzi di non ricandidarsi in quanto sarebbe lui il vero soggetto divisivo del partito, ipotesi definita dall’interessato “un ricatto” inaccettabile per giustificare la scissione: “Mi potete battere ma non cancellare”. Non è servito a niente il brillante intervento di mediazione di Veltroni, tornato per l’occasione straordinaria a prendere la parola in una sede di partito.

La discussione piddina però non si comprende seguendo le ultime scaramucce. La rottura viene da lontano, fin da quando Renzi ha battuto a sorpresa Bersani alle primarie. Il segretario è stato sempre ritenuto dagli ex Ds un corpo estraneo, anomalo. L’amalgama tra Margherita e Ds ha avuto un lento rigetto, come avviene ai trapianti, fino agli episodi più recenti di polemiche e divisioni sul referendum costituzionale. Renzi ci ha messo certo del suo per acutizzare lo scontro con un metodo di direzione che lo ha portato a Palazzo Chigi: nessuna mediazione, spavalderia, sottovalutazione del ruolo del partito.

Si torna dunque a un possibile centrosinistra con una gamba di centro e di sinistra con una inversione dei rapporti di forza rispetto a Margherita e Ds: la sinistra degli scissionisti potenziali è stimata al dieci per cento. Dopo dieci anni di Pd, il risultato è questo con molte ferite da rimarginare sia nel tessuto sociale sia nei soggetti politici.

È un errore pensare che sia tutta colpa di Renzi. Il quadro politico subisce un pericoloso balzo all’indietro: questa volta non c’è l’Ulivo a fare da paracadute, non c’è neppure una legge elettorale e neppure una potenziale coalizione. Chi ora vuole scindersi saprà dialogare con chi non vuole?

Bisognerà infine seguire le prossime mosse del Campo progressista lanciato da Pisapia e di Sinistra italiana, dove il neosegretario Fratoianni ha già posto una condizione improbabile per il dialogo con chi vuole abbandonare il Pd: “Devono ritirare l’appoggio al governo Gentiloni”. Si ridisegna perciò la geografia della sinistra politica ma restano tutti i problemi e le inadeguatezze a cui in questi anni non si è data soluzione.

Dopo l’Assemblea PD. Scissione senz’anima o convivenza armata? ultima modifica: 2017-02-20T11:02:52+01:00 da ALDO GARZIA

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento