Ora che si sono dileguate le nebbie sulla lotta interna al PD…

scritto da ADRIANA VIGNERI

Ormai ci si vede chiaro. Si sono dileguate le nebbie che circondavano la lotta interna al PD. E non perché si possa dire ormai che la scissione (sempre che scissione sia la parola giusta) è cosa fatta. Semplicemente perché tra un’intervista e un’altra, tra una direzione e un’assemblea è emerso l’essenziale.

Che non è affatto complicato, che è semplice semplice. Un gruppo di dirigenti del PD, che dissente dalla linea della maggioranza, convinto di non riuscire a far valere all’interno del partito la bontà delle proprie ragioni (della propria linea politica), convinto di non avere nelle proprie fila nessun esponente capace di scalzare Renzi (che peraltro ora si è dimesso da segretario); forse anche certo di non essere ricandidato alle prossime politiche, ha deciso di uscire dal partito per creare una propria formazione politica, da soli o con altri.

Finite le manfrine sulla data del voto, sulla data del congresso, sulla durata del congresso e simili, con cui ci hanno frastornato per almeno due settimane, per nascondere la semplice e nuda verità: un congresso sarebbe un plebiscito per Renzi (come si è lasciato sfuggire Roberto Speranza davanti a Lilli Gruber).

Il punto, o almeno uno dei punti, è allora: da chi è composto questo partito democratico, dal lato renziano (non tutti quelli che vogliono restare nel partito sono renziani)? Da leccapiedi di Renzi? Da persone che hanno deciso di portare il cervello all’ammasso, pur di compiacere il capo? Che non vedono – o se ne fregano – che il partito ha recentemente subito delle batoste che chiamano in campo la riflessione sulla linea politica o almeno su alcuni temi (la scuola, o più esattamente, i professori, il job act, i voucher). E se non è così, perché mai si dovrebbe pensare di non riuscire a discutere, a ragionare, ad approfondire, con i propri compagni di partito? Perché si deve dare per persa la battaglia, se persone come Damiano pensano di combatterla all’interno?

Molti elettori ci hanno abbandonato, si dice (“hanno già fatto la scissione”, miserabile espediente per giustificare la propria, di scissione). Ed è sicuramente vero che persone che potrebbero votare per il PD non lo hanno votato (alle ultime amministrative) o pensano di non votarlo più perché lo accusano della riforma della scuola (se sono insegnanti), della politica nei confronti delle banche o di altro (soprattutto di non aver rimediato alla mancanza di lavoro). Sui numeri si dovrebbe fare qualche riflessione, se è vero che nel 2013 il PD ha avuto il 25.43 per cento (8.644.000 voti) e ora è accreditato tra il 29 e il 32 per cento. Ma lasciamo questo aspetto da parte, pensiamo piuttosto che su questi temi ed altri c’è assoluto bisogno di discutere, di approfondire, di capire dove si possono ancora seguire vecchi metodi e indirizzi e dove ne servano di nuovi.

Ma – dicono gli “scissionisti” – con Renzi, in direzione, non si poteva mai discutere. Ci credo, lo dice anche Richetti, che nessuno come lui ha maltrattato l’opposizione. Ma la politica non si fa nella direzione del partito, si fa nei giornali, girando il paese e i circoli che ancora esistono, portando le proprie opinioni e le proprie critiche, scrivendo saggi sui quali si può poi riflettere. Insomma contribuendo al comportamento di un partito degno di questo nome. Tanto più che ci sono le primarie anche per eleggere il segretario del partito (è una bizzarria, ma tanto vale approfittarne).

Insomma, non è credibile che la lotta politica non si possa fare dentro il PD perché c’è Renzi. Il quale Renzi non è più quello di prima e non ha più lo straripante consenso di prima.

Indebolire il PD in una fase difficilissima come quella che stiamo attraversando, in Italia, in Europa, nel Mediterraneo, con i venti che soffiano verso destra; con due forze quelle sì scissioniste che vorrebbero l’Italia fuori dall’euro e fuori dall’Europa e che potrebbero ad elezioni fatte accordarsi, questa è un’azione poco meno che criminale. Certo, occorre del duro lavoro. Ma non c’è nulla che si conquista, senza una buona dose di duro lavoro

Ora che si sono dileguate le nebbie sulla lotta interna al PD… ultima modifica: 2017-02-21T13:30:33+02:00 da ADRIANA VIGNERI

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