Il papa senza ermellino che El País definisce “un impostor”

Un recente articolo del quotidiano spagnolo attacca Francesco, fin dal titolo ("¿Y si Francisco fuera un impostor?").Un riformatore gattopardesco. Questo papa fa giurisprudenza con quello che dice, con le persone che incontra e con i processi che avvia.
di RICCARDO CRISTIANO 15 marzo 2017

Più che sullo stato di salute della riforma di papa Francesco, l’articolo di Rubén Amón apparso su El País a commento di questi anni di pontificato di Jorge Mario Bergoglio (¿Y si Francisco fuera un impostor?) desta qualche timore sulla stato di salute della stampa spagnola, che da tanto tempo ha in quel giornale il suo pezzo forte, o pregiato.

L’articolo parte dall’ipotesi-titolo del “papa impostore”, cioè di un riformatore gattopardesco, che ha cambiato tutto per non cambiare proprio niente. Leggendo poi emerge che qualcosa l’ha cambiata, Francesco, ha banalizzato il potere sacro, il suo status di “vicario di Cristo” dunque. E se invece proprio a questo vicariato avesse dato, finalmente, un senso?

Malvisto da molti, questo titolo esiste dai tempi del trionfalista Innocenzo III, e per alcuni critici, ad esempio nel campo protestante, fa del papa un semi-dio. Ora invece il titolo dice che vicario di Cristo è un uomo che cerca di vivere come Cristo, non solo in termini di spazio, ma anche relazionali. Il papa esce, incontra, saluta, chiacchiera, sana, o cerca di sanare, come faceva Gesù.

Ma così facendo, secondo Amón, rischia di rendere debole il ruolo sacro del papa. E se lo rafforzasse?

Ma la cosa curiosa è che l’autore giunge qui partendo dal presupposto che papa Francesco ha fatto cosmesi, non ha cambiato la dottrina della Chiesa su un punto che sia uno.  Matrimonio, sessualità etc, tutto è come era.

Più che un papa si dà l’impressione di volere un presidente di Cassazione, che messo il solenne ermellino verga le sue sentenze  e fa giurisprudenza.

Questo papa invece giurisprudenza, la fa senza ermellino, ma con quello che dice, con le persone che incontra e con i processi che avvia. Perché la dottrina è un corpo vivo. Faccio un esempio. Quando il nuovo generale dei gesuiti, padre Sosa, ha detto riferendosi ai sacramenti per divorziati, che ai tempi di Gesù non c’erano registratori, non voleva dire che forse Gesù non ha detto “l’uomo non divida ciò che Dio ha unito”, ma che ogni approccio letteralista è un approccio farisaico, o meglio, da legulei. Leggendo solo la risposta infatti si dimentica la domanda, che riguardava non il divorzio, ma l’oggi odioso istituto del ripudio.

La dottrina è un corpo vivo e cambia continuamente, anche si dice che sia “scritta nella pietra”. Non è così, lo dimostra il Vaticano, Stato dove vigeva la pena capitale. Fino a Paolo VI, che non ha cambiato i dieci comandamenti, ma ha gestito quel grande processo che è stato il Vaticano II, avviato dal suo predecessore, e che pur non essendo un Concilio dottrinale ha così cambiato la dottrina che oggi nessuno ci pensa alla pena capitale un tempo vigente nella città leonina.

Il papa senza ermellino che El País definisce “un impostor” ultima modifica: 2017-03-15T21:39:56+00:00 da RICCARDO CRISTIANO

Potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento

0