Primarie PD. Prevedibile il successo di Renzi. Eppure sorprende

Com’era nei pronostici, ma non in queste dimensioni, la mozione del ticket Renzi-Martina vince nei congressi del Pd, dove fino a pochi giorni fa c’è stata un'affluenza del 54,4 per cento degli iscritti. Con Matteo devono fare i conti tutti: avversari interni ed esterni, possibili alleati e interlocutori.
scritto da ALDO GARZIA

Com’era prevedibile, non in queste dimensioni, la mozione del ticket Renzi-Martina vince nei congressi del Pd, dove fino a pochi giorni fa c’è stata un’affluenza del 54,4 per cento degli iscritti. Secondo i dati forniti dalla mozione outsider di Orlando, quest’ultima sarebbe al 30,4 per cento, quella di Renzi-Martina al 64,6, quella Emiliano al 4,9. Secondo i renziani, invece, Orlando starebbe sotto il 30, Renzi si avvicinerebbe al 70 ed Emiliano supererebbe la soglia del 5, potendo così concorrere alle primarie del prossimo 30 aprile che dovranno esprimersi sul segretario coinvolgendo pure i non iscritti al Pd.

Come si vede, la discrepanza sulle cifre delle due fonti è minima. Già martedì prossimo avremo la tabella con i risultati finali, dopo un ultimo weekend congressuale. Ma il dato principale appare evidente: Renzi riconquista, e bene, la leadership del Pd. Ci devono fare i conti tutti: avversari interni ed esterni, possibili alleati e interlocutori. Nonostante la sconfitta nel referendum del 4 dicembre, la scissione promossa da Speranza-D’Alema-Bersani e con un partito in calo con poco più di 400 mila iscritti, la stella di Renzi brilla per la seconda volta nella sede di via del Nazareno. Anzi, scorporando i voti, si scopre che è fortissimo non solo nelle roccaforti di Emilia Romagna e Toscana ma nei circoli operai di Mirafiori e Pomigliano, oltre che al sud nella stessa Puglia di Emiliano e a La Spezia, città dell’outsider Orlando, dove si sarebbe imposto con la sua mozione. Evidentemente, Renzi non è politicamente morto.


L’attuale Pd è un partito malconcio, con polemiche su iscritti e liste (i casi di Napoli e Palermo). È anche un pallido ricordo del Pd di dieci anni fa, quando mosse i primi passi baldanzosi dal Lingotto di Torino sotto la guida di Walter Veltroni. Forse è diventato pure tutt’altro animale con la segreteria di Renzi rispetto all’idea di una amalgama tra ex democristiani di sinistra ed ex comunisti, o al progetto di un partito che seguisse le orme e le suggestioni del Partito democratico americano di Kennedy, Carter e Obama. Difficile dire con sicurezza cosa sia diventato oggi il Pd per rappresentanza sociale e di interessi. Servono dati, inchieste, analisi. Con i distinguo del caso, il Pd a guida Renzi resta però una forza a cui tutti i sondaggi accreditano almeno il 25 per cento. Il che la rende centrale per qualsiasi politica di centrosinistra con l’ambizione di governo. E la semplice verità su cui batte il Campo progressista di Giuliano Pisapia, quando chiede alla sinistra più sinistra di prenderne atto e a Renzi di dire con chiarezza quali sono i perimetri della sua futura alleanza verso il centro e la stessa sinistra.

Nelle prossime settimane tocca soprattutto a Renzi – essendo socio di maggioranza di un eventuale centrosinistra – spiegare cosa intende fare il suo ennesimo nuovo Pd: iniziando da quale legge elettorale intende proporre, quale coalizione di governo, quale programma politico/sociale con cui affrontare le elezioni. Fuor di metafora: il “cartaro” del centrosinistra resta lui, a meno di ritenere impossibile alcuna alleanza di potenziale governo con Renzi (la posizione finora di Sinistra italiana, non dei cosiddetti scissionisti) e di arrendersi alla prospettiva di un governo di unità nazionale con Forza Italia e centristi (ma in quel caso meglio Gentiloni o Minniti, perché Renzi non ne ha temperamento e fisic du role).

Non c’è tempo da perdere. L’11 giugno si vota nelle amministrative di vari comuni, tra cui Genova, L’Aquila, Catanzaro, Palermo. Un’altra botta per Pd e centrosinistra avrebbe conseguenze inevitabili sulle elezioni politiche future.

Primarie PD. Prevedibile il successo di Renzi. Eppure sorprende ultima modifica: 2017-03-29T15:50:20+02:00 da ALDO GARZIA

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