Wc pubblici unisex. Venezia città transgender-friendly?

scritto da JOHN JAY DEER

Farà sicuramente discutere, e molto animatamente, la decisione di aggiungere nei nuovi servizi pubblici veneziani una toilette specifica per i transgender e/o di eliminare la distinzione signore/signori sia nelle nuove sia in quelle già operative. E di consentirne così l’utilizzo secondo l’orientamento sessuale di ogni utente e non secondo il suo sesso anagrafico.

Parlare di decisione è in realtà ancora prematuro. Certo è che – secondo quanto filtra dalla sua cerchia ristretta – Luigi Brugnaro ci starebbe pensando da tempo, ed essendo lui il padrone della città lagunare, è facile che l’idea si traduca in delibera, anche a breve. Sì, proprio lui, il sindaco balzato agli onori delle cronache internazionali per le sue prese di posizione non esattamente amichevoli e politicamente corrette nei confronti della comunità LGBTQ (Lesbian, Gay, Transgender, Bisexual, Queer), culminate in baruffa con Elton John.

Diversamente dagli Stati Uniti e in generale dal mondo anglosassone, dove da tempo il tema dei bagni e degli spogliatoi – il diritto per le persone transgender di poterli usare secondo la loro condizione attuale e non secondo il genere di appartenenza alla nascita – è uno dei temi al centro della discussione pubblica, in Italia non se ne parla neppure. Si legge sui giornali di quanto accade in America – ultimamente nella Carolina del Nord – con la curiosità che in genere si riserva alle bizzarrie a stelle e strisce, più inquadrabili in un film che nella realtà. Come se nel belpaese non ci fossero transgender, esattamente con le stesse necessità e gli stessi diritti che rivendicano oltreoceano.

Un collega italiano mi racconta che ci fu grande clamore intorno a Vladimiro Guadagno, ovvero Wladimir Luxuria, quando il deputato transgender nelle liste di Rifondazione, da poco eletto, entrò nel bagno delle donne nella camera dei deputati e alle sue spalle c’era la deputata di Forza Italia Elisabetta Gardini che sbottò: “Ma allora è vero che Guadagno usa il bagno delle donne”. Era l’ottobre 2006, e in questi oltre dieci anni non è mai più capitato di sentire parlare del problema, come invece accade in Nord America e in Nord Europa. Ma forse qualche collega italiano più informato di me potrebbe anche smentirmi.

Perché allora Venezia?

Con milioni di presenze all’anno la città di Venezia, con le sue isole, mette a disposizione 84 servizi pubblici per le donne, 66 per gli uomini, 18 che possono accogliere disabili e 9 che sono dotati di nursery. Dopo le 19-20 di sera chiudono. Utilizzarli costa 1,50 euro. Sono dunque pochi i diurni, e se questo non giustifica il grave degrado della città, con le immagini di turisti che fanno bidè e pipì in giro per il mondo, di certo non aiuta a contrastare il fenomeno con efficacia.

Di qui la necessità di allestire nuovi diurni o ampliare quelli esistenti. E di qui l’idea di adeguarli all’oggi, alla presenza non più marginale di persone transgender, persone consapevoli dei propri diritti di cittadini al pari degli altri. Una scelta che porrebbe Venezia all’avanguardia nel costume, ma che sicuramente le attirerebbe le polemiche prevedibili, non solo di conservatori e bacchettoni. Una scelta coraggiosa, ma il coraggio non manca a Brugnaro, come mi assicurano gli amici veneziani, compresi quelli che mi hanno informato di queste sue intenzioni.

Multinazionali e grandi organizzazioni hanno abbandonato la Carolina del Nord per avere assunto misure discriminatorie nei confronti della comunità LGBTQ, compresa quella contro la libertà di utilizzo dei bagni, tanto che lo stato, proprio in questi giorni, ha dovuto fare una clamorosa inversione di rotta.

È chiaro, che per la stessa ragione rovesciata, sarebbe molto apprezzata, non solo dagli interessati, una “azione affermativa” come quella che sembra s’appresti ad assumere la giunta guidata da Luigi Brugnaro.

Venezia, già meta privilegiata del turismo LGBTQ, diventerebbe la città dell’Europa meridionale emblema della LGTBQ-friendliness.

Wc pubblici unisex. Venezia città transgender-friendly? ultima modifica: 2017-04-01T18:21:54+00:00 da JOHN JAY DEER

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