Obama in soccorso del “Barack francese”. Servirà?

L'ex presidente telefona al candidato presidenziale Emmanuel Macron. Non è un endorsement ma è un sostegno politico evidente a pochi giorni dal voto
di JOHN JAY DEER 20 aprile 2017

Una telefonata non è un endorsement. Comunque, non è stata certo una telefonata qualsiasi, quella tra Emmanuel Macron e Barack Obama. Tant’è che la conversazione transatlantica è avvenuta su richiesta dal candidato alla presidenza della repubblica, che conta sul sostegno che può provenirgli dalla grande popolarità dell’ex presidente statunitense in Francia e in generale in Europa, in una corsa dove anche pochi voti possono fare la differenza.

Se Marine Le Pen si fa ricevere dall’attuale presidente statunitense nella Trump Tower e dal presidente russo Vladimir Putin al Cremlino, il candidato di “En Marche!” cerca il sostegno della star dei democratici, anche nell’intento di contrastare la concorrenza di Jean Luc Mélenchon, che fa breccia nell’elettorato moderato della sinistra a disagio sia col candidato del socialisti Benoît Hamon sia con Macron.

Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos per Paris Match. Macron è al  24 per cento delle intenzioni di voto, con un incremento dello 0,5 rispetto alla ricerca precedente.  Marine Le Pen è al secondo posto con il 22,5 per cento, seguita da François Fillon con il 19,5 e da Jean-Luc Melenchon con il 18,5. Altri due sondaggi confermano il consolidamento di Macron al primo posto. In caso di ballottaggio tra Macron e Le Pen, il candidato centrista prevarrebbe con il 61 per cento contro il 39, secondo l’Ipsos.

Il portavoce di Obama ha ridimensionato la portata dell’evento. Kevin Lewis ha detto che non si è trattato di un endorsement dal momento che Obama “non fa endorsement formali”.

L’interrogativo non riguarda tanto la natura della conversazione quanto i suoi possibili riverberi positivi per la sorte di Macron, che, per essersi ritagliato nella campagna elettorale la parte dell’outsider, fuori dagli schemi della sinistra tradizionale, è stato anche soprannominato l'”Obama francese”.

Secondo Politico, è tutta da dimostrare la “trasferibilità” della popolarità di Obama, che pure resta alta in Europa, in voti effettivi in grado di spingere verso il successo del candidato europeo da lui “benedetto”. Il precedente della Brexit fa pensare di no, quando l’allora presidente, su richiesta di David Cameron, intervenne a favore del no all’uscita dalla UE nel referendum separatista. E lo scorso novembre, in visita a Berlino, quando gli è stato chiesto se avrebbe appoggiato Angela Merkel nella corsa per la sua rielezione, ha ammesso che non è detto che le sarebbe stato d’aiuto. In ogni caso, è previsto un evento non politico al fianco della cancelliera il prossimo maggio.

Per le strade di Parigi sono comparsi alcuni manifesti con il volto dell’ex presidente statunitense e la scritta «Obama ‘17», con lo slogan del 2008 «Yes, we can» tradotto in francese con «Oui, on peut».

 

Obama in soccorso del “Barack francese”. Servirà? ultima modifica: 2017-04-20T23:17:18+00:00 da JOHN JAY DEER

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