La “semana horribilis” di Mariano Rajoy

Le inchieste e i processi per corruzione assediano il Partito popolare, mentre il governo fa i conti con la sua debolezza parlamentare
scritto da ETTORE SINISCALCHI

Una vera “semana horribilis” quella di Mariano Rajoy, come coincidono nel definirla diverse testate spagnole.

Già l’euforia della vittoria elettorale di dicembre, con la formazione del governo grazie all’astensione socialista conseguente alla defenestrazione dell’ex segretario Pedro Sánchez, si era arenata nelle secche delle difficoltà del governo di minoranza. Dopo numerose sconfitte d’aula il Pp si è reso conto che dipende da socialisti e Ciudadanos, ai quali non ha la forza di imporre la sua volontà, per riuscire a condurre in porto i provvedimenti e la prossima legge di bilancio appare sempre più come un terreno minato.

Ma è stato il tema della corruzione a segnare gli ultimi giorni dei popolari. L’uscita dalla pausa pasquale è iniziata subito male, martedì, con la decisione della Audiencia Nacional (l’equivalente della nostra Procura generale), di citare come testimone Mariano Rajoy nel Caso Gürtel. Una bomba inattesa, perché l’organismo aveva precedentemente per ben tre volte rigettato la richiesta di chiamare il segretario popolare in un’aula di giustizia.

La vicenda è intricata e ha dato vita a diversi rami d’indagine e processi. È d’obbligo farne un minimo riassunto, almeno per suggerirne l’estensione e le implicazioni. L’Operazione Gürtel, dalla traduzione in tedesco del cognome del principale imputato della prima indagine, l’imprenditore Francisco Correa (che in spagnolo vuol dire cintura), è iniziata nel febbraio 2009 e riguarda una rete di corruzione politica vincolata al Pp e organizzata dall’imprenditore.

Il caso fu inizialmente istruito dal giudice Baltasar Garzón, condannato nel 2012 a unidici anni di inabilitazione professionale per aver registrato le conversazioni tra gli imputati e i loro avvocati, e adesso è nelle mani del giudice Pablo Ruz. Le indagini hanno svelato via via una rete corruttiva estesa in tutto il paese. Il ramo del procedimento relativo alla Comunità valenziana si è concluso in febbraio con la condanna di Correa a tredici anni di carcere per aver ottenuto appalti pubblici in cambio di favori e denaro.

Le indagini hanno toccato oltre a quella valenziana, la Comunità di Madrid e la Galizia, fino ad arrivare nel cuore del Pp. Il Caso Bárcenas, dal nome di Luis Bárcenas, ex tesoriere nazionale dei popolari, ha disvelato l’esistenza di una contabilità in nero nella quale fluivano le quote delle tangenti percepite nei territori e riservate al partito nazionale. Contabilità dalla quale, secondo l’accusa, provenivano veri e propri stipendi non contabilizzati destinati a tutti i massimi vertici dei popolari negli ultimi vent’anni, oltre che finanziamenti extra per le campagne elettorali. Questo troncone è stato diviso temporalmente in due rami giudiziari, i cosiddetti Gürtel Primo e Secondo.

Rajoy – che potrà scegliere se presentare una memoria, andare di persona o collegarsi in video conferenza – sarà ascoltato nel secondo procedimento come testimone e non come imputato ma, certamente, il danno d’immagine sarà forte. Anche perché precedentemente, come dicevamo, la Procura si era espressa diversamente.

Secondo la stampa, c’era una sorta di accordo a non coinvolgere il capo del governo durante il delicato e lungo anno elettorale attraversato dalla Spagna. L’ultima volta, il dispositivo lasciava aperta la strada per il futuro. La richiesta presentata il 31 marzo dalle parti civili, e precisamente dalla Adade, Asociación abogados demócratas por Europa, ha fatto esplicito riferimento a un precedente e la Audiencia ha accolto la convocazione del capo del governo. Il precedente è riferito a un altro ramo della vicenda, il Primo, relativo al periodo 1999-2005. Nel luglio scorso venne accolta la richiesta della difesa di Bárcenas di ascoltare i tre ex segretari generali Álvarez Cascos, Javier Arenas e Ángel Acebes (tutti importanti ministri nei governi Aznar e Rajoy).

La reazione del Pp alla convocazione del capo del governo è stata molto dura. Il portavoce del Congresso, Rafael Hernando, dopo aver usato la formula di rito del «rispetto delle disposizioni del Tribunale» si è scagliato contro l’Adade, accusata di essere una copertura del Psoe. Lo stesso Rajoy è intervenuto per soavizzare il clima, dicendosi «incantato» di poter collaborare con la giustizia. Il clima era pesante ma il peggio doveva ancora arrivare.

Mercoledì le televisioni trasmettevano le immagini dell’arresto, assieme a altre undici persone, dell’ex presidente della Comunità di Madrid, Francisco González, accusato di aver distratto sessanta milioni di euro attraverso l’impresa pubblica di gestione delle acque, Canal Isabel II. Inoltre si è saputo che il nuovo Procuratore anti corruzione di nomina governativa, Manuel Moix, ha tentato di evitare la perquisizione della residenza di González, dando nuovo fuoco alle polveri delle polemiche sul controllo e l’utilizzo politico della Procura da parte del governo.

Giovedì le immagini degli arresti venivano accompagnate da quelle delle perquisizioni delle sedi di diverse società coinvolte nell’inchiesta. Contemporaneamente Esperanza Aguirre, l’ex presidente della Comunità di Madrid e madrina politica di González, al quale aveva lasciato lo scettro della presidenza, compariva davanti alla Audiencia Nacional per il filone madrileno del processo Gürtel.

Interrogata su Alberto López Viejo, ex consigliere nel suo governo, e su Alfonso Bosch, ex deputato dell’assemblea madrilena, ha pensato bene di prenderne le distanze dicendo che erano uomini di fiducia del Pp nazionale, cioè scaricandoli su Rajoy. Uscita dall’aula, commentando la notizia dell’arresto del suo pupillo González, ha pianto dicendosi convinta della sua innocenza.

Naturalmente, l’opposizione non ha perso tempo. I socialisti hanno chiesto che Rajoy riferisca al Congresso sul caso Gürtel e, con Ciudadanos e Podemos, anche che si presentino a riferire i ministri di Giustizia, Rafael Catalá, e dell’Interno, Juan Ignacio Zoido, relativamente al comportamento del procuratore anti corruzione. Podemos attacca anche dalla strada. In questi giorni sta facendo girare per i luoghi del caso Gürtel il Tramabus, un bus a due piani che ripropone la trama dell’invischiata e ramificata vicenda. Il ritratto di Francisco González è stato messo nel posto d’onore, sul parabrezza del piano superiore, come «invitato speciale».

La prossima settimana sarà tranquilla sul fronte parlamentare ma il timore dei popolari è che arrivino nuove tegole da inchieste e processi. Quella successiva, invece, inizierà il dibattito sulla Legge di Bilancio. Con i socialisti poco disposti a mediare, essendo nel pieno della battaglia congressuale, e Ciudadanos pronta a approfittare di ogni difficoltà dei popolari, rischierà di esser per Mariano Rajoy una Via Crucis ritardata.

È difficile che socialisti e arancioni impediscano l’approvazione, rischiando l’esercizio provvisorio, ma certamente stanno lavorando a erodere quanto più possibile la tenuta dei popolari. Con la pressione giudiziaria e investigativa che si aggiunge, la tenuta del governo di minoranza di Mariano Rajoy per tutta la legislatura non è assicurata. In autunno, quando la nuova segreteria che il Psoe si darà in giugno sarà consolidata, e dopo la pausa estiva, potrebbe iniziare l’assalto parlamentare al governo Rajoy.

La “semana horribilis” di Mariano Rajoy ultima modifica: 2017-04-22T12:06:48+00:00 da ETTORE SINISCALCHI

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