I giganti dei Royal de Luxe

Da oltre vent'anni la compagnia francese gira il mondo con i suoi ormai mitici spettacoli che trasformano per giorni le strade delle città, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone.
scritto da MARCO MILINI

Tutti conosciamo le marionette, vive grazie all’arte di chi tira i fili a cui sono appese. Se ci pensiamo, subito viene alla mente un mondo di fiaba, spesso associato all’infanzia. Un’altra caratteristica che potremmo considerare essenziale delle marionette è la loro dimensione, il fatto di essere piccole, ma non è sempre così. Può capitare che le marionette siano grandi, grandissime: giganti. È il caso delle marionette che danno vita agli straordinari, mirabolanti spettacoli della “Saga dei Giganti” della compagnia francese Royal de Luxe.

Quando diciamo giganti, intendiamo marionette alte sette, dieci, quindici metri. Marionette che pesano tonnellate e hanno bisogno per muoversi del lavoro coordinato di decine e decine di persone che si industriano attorno a loro. Vestiti in livrea, preferibilmente rossa, rievocano il Gulliver di Swift e si fanno chiamare lillipuziani. Gli spettacoli della compagnia, qualcosa di davvero speciale, sono ormai celebri ai quattro angoli del mondo. L’ultima città che ha visto le sue strade trasformarsi in palcoscenico per i giganti e le loro storie è Montréal, dove dal 19 al 21 maggio i Royal de Luxe hanno contribuito a celebrare i 375 anni dalla nascita della città.

La piccola gigantessa in parata: senza i “lillipuziani”, tutto questo non sarebbe possibile

Ma quando tutto è cominciato? Volendo essere rigorosi, potremmo dire che tutto è cominciato nel 1955, anno di nascita di quel personaggio eccezionale (anche solo per gli occhiali che è solito portare) che è Jean-Luc Courcoult, mente e anima della compagnia. Avvicinatosi giovanissimo al teatro, decide di farne la sua ragione di vita e subito opta per il teatro di strada, per lui il modo migliore per avvicinare le persone, sovvertire la realtà e iniettare di ironia e poesia i luoghi spesso trascurati o distrattamente vissuti del nostro quotidiano, le strade.

Jean Luc Courcoult fonda la compagnia Royal de Luxe nel 1979

I Royal de Luxe si costituiscono come compagnia nel 1979 a Aix-en-Provence. Il nome, così altisonante, prende ironicamente ispirazione dal registratore multitraccia che usano per scrivere i loro spettacoli. Nei primi anni Jean-Luc Courcoult è anche attore, ma abbandonerà presto la scena per dedicarsi totalmente alla regia e alla creazione degli spettacoli, che seguono due regole d’oro: devono svolgersi all’aperto, ed essere gratuiti.

Performance con automobili sugli alberi, bizzarre parate; rappresentazioni nelle vetrine dei negozi, sui tetti delle auto imbottigliate nel traffico all’ora di punta. I Royal de Luxe amano giocare e cambiare, trasformarsi. Le loro opere e il loro teatro sono in costante evoluzione, i loro spettacoli si mutano a seconda del luogo in cui sono rappresentati. La compagnia viaggia il mondo e staziona in Africa, Asia, Sudamerica, e ogni incontro con le tradizioni e le storie del luogo è un’occasione per meticciare la loro opera.

Negli anni, i Royal de Luxe hanno stretto con l’Africa un legame particolare

Due cose hanno contribuito alla nascita dei giganti. Nel 1989 i Royal de Luxe trasferiscono la loro sede a Nantes, dove l’amministrazione mette a loro disposizione un hangar dismesso sulle rive della Loira, un’officina ideale per lavori di grandi dimensioni. Nel 1992, poi, lo Stato interviene per sostenerli economicamente, svincolandoli dai lavori su commissione e permettendogli di osare. E così, nel 1993, nasce il primo gigante, e dalla volontà di raccontare una storia a una città intera deriva lo spettacolo “Le Géant tombé du ciel” che debutta a Le Havre.

Il gigante palombaro esce dall’acqua

Raccontare storie. Questo è il punto. I giganti dei Royal de Luxe non sono fatti per stupire, per essere guardati. Certo, anche. Ma la loro essenza resta quella delle marionette, del teatro: raccontare storie, che variano a seconda dell’occasione. E sempre attirano e radunano centinaia di migliaia di persone nelle strade, creando un’esperienza collettiva memorabile. Nantes, Londra, Liverpool, Reykjavik, Berlino, Città del Messico, Santiago del Cile, Sydney. I giganti ormai girano il mondo. Eppure, non sono di questo mondo: si narra che vengano dallo spazio, dagli estremi confini dell’universo conosciuto…

Nel teatro di strada, l’interazione con il pubblico è fondamentale. Vale anche per i giganti

I giganti camminano, mangiano, si fanno la doccia, interagiscono con il pubblico mentre si svolge la storia per le strade della città. Per Xolo, il cane-dio messicano, la gente impazzisce. Come per l’elefante che porta 45 persone sulla schiena. Ci si commuove per la piccola gigantessa che ritrova e abbraccia suo zio, il gigante palombaro. Tanti sono i personaggi che animano gli spettacoli della “Saga dei Giganti”, ormai iniziata più di vent’anni fa.

Xolo, il cane-dio messicano, nasce durante l’adattamento dello spettacolo “Le Géant de Guadalajara”

L’ultima arrivata è la nonna: un bel tipo, beve whisky e fuma la pipa. È venuta a raccontare storie agli uomini delle città come si faceva un tempo attorno al caminetto, nelle case di campagna. Sa molto dei passato dei giganti e degli uomini, della vita in generale, e lo racconta come facevano gli anziani prima che il nostro mondo moderno li ignorasse, riducendoli al silenzio.

La nonna, l’ultima creazione dei Royal de Luxe, la prima con il volto in silicone.

In Italia, i Royal de Luxe sono venuti nel lontano 1984, con lo spettacolo “Le lac de Bracciano”, poi basta. I giganti non sono mai scesi nella nostra penisola, ma chissà, prima o poi lo faranno. Lo spettacolo è costoso, ma in ogni città le entrate generate dall’evento lo hanno sempre ripagato ampiamente. Nel frattempo, per chi avesse voglia di vederli, il prossimo appuntamento con i giganti è a Le Havre, dal 6 al 9 luglio, per festeggiare i 500 anni della città.

I giganti dei Royal de Luxe ultima modifica: 2017-06-03T17:33:36+00:00 da MARCO MILINI

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