Trame, la Calabria che non t’aspetti

Il festival dei libri sulle mafie giunge ormai alla settima edizione. Per cinque giorni il centro storico di Lamezia Terme sarà invaso da presentazioni di libri, spettacoli, mostre e, insieme a tanti cittadini, da tantissimi giovani volontari che, da tutta Italia, arrivano qui per partecipare al festival e dare una mano
scritto da NUCCIO IOVENE

Dal 21 al 25 giugno torna a Lamezia Terme Trame, il festival dei libri sulle mafie, giunto ormai alla settima edizione. Per cinque giorni il centro storico della terza città della Calabria sarà invaso da presentazioni di libri, spettacoli, mostre e, insieme a tanti cittadini, da tantissimi giovani volontari che, da tutta Italia, arrivano a Lamezia per partecipare al festival e dare una mano.

La mano, fin dalla sua prima edizione del 2011, è il simbolo di Trame. Disegnata da Guido Scarabottolo appositamente per il festival, solcata da tante linee, è una mano vissuta, aperta, e di anno in anno ha cambiato colore per distinguerne le edizioni. A lui ed al suo rapporto con Trame è dedicata la mostra di apertura del festival “Trame e me” allestita nel complesso di San Domenico, l’antico convento che vide tra i suoi ospiti anche Tommaso Campanella, il filosofo della Città del Sole.

Trame è un festival unico nel suo genere e tra i pochi che possono registrarsi al Sud. Ed è già un miracolo che, a queste latitudini, sia arrivato fin qui. Voluto dall’amministrazione comunale del sindaco Gianni Speranza e dal suo assessore alla cultura dell’epoca, Tano Grasso, che per i primi anni hanno investito parte dei fondi europei per la promozione culturale che il Comune era riuscito ad ottenere, è stato poi organizzato e animato dalla Fondazione Trame, promossa dall’associazione lametina antiracket, una delle realtà più vive e attive della regione.

Casa del libro antico, Lamezia Terme

La direzione culturale, dopo i primi due anni curati da Lirio Abate, giornalista dell’Espresso, è affidata dal 2013 al giornalista e scrittore Gaetano Savatteri. Il tema di quest’anno è, significativamente, “Io non ho paura”. Le mafie fondano il loro potere e il loro controllo sociale sulla paura che riescono a istillare. Non avere paura è quindi uno strumento potente per combatterle.

Lamezia Terme da questo punto di vista è una città simbolica. La sua amministrazione è stata sciolta già due volte per infiltrazioni mafiose (nel 1991 e nel 2002) e proprio nei giorni scorsi, a seguito di diverse indagini che hanno coinvolto anche candidati e consiglieri comunali in carica, è stata nuovamente inviata dalla Prefettura di Catanzaro la commissione d’accesso che dovrà valutare la situazione dopo le ultime elezioni amministrative che hanno visto prevalere, dopo dieci anni, una coalizione di centrodestra.

Palazzo Nicotera, Lamezia Terme

Al tempo stesso Lamezia ha più volte trovato le forze e l’energia per reagire e divenire per lunghi periodi simbolo di un riscatto possibile. A Lamezia la mafia c’è, è presente, e ha alle sue spalle una lunga e terribile scia di sangue. Ma c’è anche una città che non si piega, che si è costituita parte civile nei processi, che ha denunciato e testimoniato, che si è mobilitata con coraggio. Non è un caso, quindi, che il festival Trame sia nato qui e qui continui a svolgersi, anche se il suo marchio, diventato “brand” di successo, lo si può ormai incontrare in diverse iniziative culturali promosse in tutt’Italia. Ultima in ordine di tempo Trame Capitale, tenutasi a Roma qualche settimana fa, con il coinvolgimento degli studenti di alcuni istituti superiori della capitale che hanno intervistato loro gli autori dei libri proposti.

Teatro Grandinetti, Lamezia Terme

Come nelle altre edizioni anche quest’anno il festival avrà luogo tra il Palazzo Nicotera, sede della biblioteca e della Casa del Libro Antico, il suo cortile e il suo splendido giardino, il complesso del San Domenico, sede del museo civico, le sue sale e il suo chiostro, la piazza che si affaccia sul Corso Numistrano, il Teatro Umberto e il Teatro Comunale Grandinetti, acquisito al patrimonio pubblico e restaurato proprio dall’amministrazione Speranza.

Quarantasei i titoli che saranno presentati nei cinque giorni del festival dai loro autori, tra cui il presidente del senato Pietro Grasso, Piercamillo Davigo, Raffaele Guariniello, Nicola Gratteri, Enzo Ciconte, Isaia Sales, Giovanni Impastato, Fabio Isman, Giuseppe Lavorato.

A discuterne con loro, tra gli altri, ci saranno Peter Gomez, Bianca Stancanelli, Riccardo Iacona, Attilio Bolzoni.

Il complesso del San Domenico, Lamezia Terme

Ma Trame non è solo libri. Oltre alla mostra di Guido Scarabottolo il festival ospiterà la mostra “Le parole rubate” a cura dell’associazione Treccani Cultura e “Trame di Memoria” a cura di Fabio Truzzolillo, realizzata dai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Lamezia. Trame è anche workshop, ce ne saranno sei, tra cui quello su “Canzoni stonate: dalla musica popolare alle canzoni della ‘ndrangheta” e quello sulle ecomafie, e spettacoli tra cui “Il signor di Pourceaugnac, ispirato a Moliere” messo in scena dalla compagnia teatrale Capusutta con il contributo del “Teatro delle Albe” di Ravenna, e “L’inganno delle parole” con Lina Sastri. E poi il Festival ospiterà alcuni approfondimenti tematici sulla strage di Duisburg dieci anni dopo, su Brexit e riciclaggio, su mafia e massoneria, sul traffico illecito di opere d’arte e tanto altro ancora.

Un’occasione unica per conoscere una Calabria che non ti aspetti e che può regalare emozioni e speranze.

Trame, la Calabria che non t’aspetti ultima modifica: 2017-06-19T17:41:38+02:00 da NUCCIO IOVENE

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