Ius soli. Sinistra inerte, Gassman bersaglio di attacchi

scritto da GUIDO MOLTEDO

In questi due giorni su Twitter ho dibattuto su immigrazione e ius soli sostenendo le mie ragioni. Ho resistito parecchio, sono stato insultato, minacciato, offeso, preso in giro in maniera violenta e continua, così anche la mia famiglia e le mie origini.

Con questo messaggio agli oltre duecentomila seguaci Alessandro Gassman ha annunciato di aver abbandonato la piattaforma social.

Perché Gassman è stato preso di mira? Perché, trovandosi solo nella difesa dello ius soli, è diventato facile e ghiotto bersaglio simbolico della violenta campagna contro la riforma che, una volta approvata, consentirà ai figli di genitori stranieri nati e scolarizzati in Italia di acquisire la cittadinanza italiana.

Si è trovato solo, come gli immigrati nati in Italia che sollecitano l’approvazione della legge al senato e che di tanto in tanto si radunano per far sentire la loro voce. C’è chi è con loro in piazza, ma sono pochi, come fosse un problema che riguarda esclusivamente loro. Solo è anche Paolo Gentiloni, che tra i tanti dossier sulla sua scrivania, trova comunque il tempo e l’occasione per difendere questa legge, definendola una “conquista di civiltà”. Ma le sue parole non trovano eco significativa in iniziative politiche visibili a suo sostegno.

Dov’è dunque il Partito democratico, che pure è stato determinante nella nascita e nel percorso legislativo, prima alla camera, ora al senato, del disegno di legge S:2092 [ddl Ius Soli]?
Non fa nulla per rivendicarne orgogliosamente la paternità, al massimo gioca di rimessa rispetto agli attacchi alla legge da parte della destra e di Grillo. Il Pd sembra incline a usare il tema per cogliere in contraddizione Grillo più che farne il suo vessillo. E’ un contorcimento politico inspiegabile. Mai si era visto fare una riforma di carattere strutturale e non sbandierarlo ai quattro venti.

E Giuliano Pisapia? Intervistato da Paolo Colonnello della Stampa col 3 giugno scorso: dichiara:

Sono in dirittura d’arrivo leggi importanti, già approvate da una delle due Camere – lo ius soli, la legge contro la tortura, l’efficienza della giustizia, la lotta alla burocrazia, il codice antimafia, il biotestamento – fermare le macchine per andare al voto mi sembra un grave errore.

Risulta che il buon senso del leader di Campo progressista si sia nel frattempo tradotto in qualche iniziativa e dichiarazione a sostegno di queste leggi, e in particolare della più importante, lo ius soli? Per quel che passano media e social, sappiamo solo di manovre tattiche di posizionamento, nel marasma confuso delle sinistre in cerca di un ubi consistam.

Si hanno notizie di manifestazioni e prese di posizione di Sinistra Italiana, di Articolo 1, del movimento di Montanari-Falcone? Di campagne da parte de il manifesto?

Gli intellettuali? A parte Saviano e qualcun altro, chi si sta muovendo?

La scelta di questo variegato fronte della sinistra è stata, di fatto, quella dell’astensione dalla lotta, è stata quella di delegare alla chiesa cattolica e alle sue organizzazioni e associazioni il compito di sventolare la bandiera dell’accoglienza, come se solo di questo si trattasse, peraltro, e non soprattutto dell’estensione del più elementare e fondamentale dei diritti, quello della cittadinanza e dei diritti connessi, tra cui quello di voto.

Se il silenzio del Pd e di Renzi può essere forse spiegato con la paura di essere andati troppo avanti in una legge che potrebbe scoprirli sul fianco centrista e moderato e sul fianco della concorrenza grillina, quello delle sinistre è perfino più inquietante. Infatti è legittimo ipotizzare che i suoi dirigenti e militanti non vogliano concedere alcun merito per l’approvazione della legge al governo e al partito che lo sostiene; oppure, l’autoreferenzialità politicista ha ormai raggiunto vette tali da far perdere di vista le grandi questioni sociali che stanno trasformando il paese.

Per il referendum costituzionale c’è stata una straordinaria mobilitazione, eppure la posta in gioco il 4 dicembre scorso, la sua portata, le sue conseguenze erano enormemente inferiori a quelle dello ius soli. I suoi effetti – ha ragione la destra – hanno un impatto enorme sulla fibra stessa del paese. Sulla sua costituzione strutturale. Lo ius soli è la legge più di sinistra dai tempi di quelle degli anni Sessanta e Settanta che cambiarono il volto dell’Italia.

Ius soli. Sinistra inerte, Gassman bersaglio di attacchi ultima modifica: 2017-06-22T17:44:01+00:00 da GUIDO MOLTEDO

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento