Occhetto ricorda Rodotà: diritti e eguaglianza nella Svolta

scritto da ACHILLE OCCHETTO

Innanzitutto voglio esprimere il mio cordoglio e la mia profonda commozione per una notizia che vengo a sapere adesso.

Rodotà mi è stato di grande sostegno nella svolta della Bolognina, anche se non sempre con la stessa sensibilità politica. Sostenne la fondazione del PDS con convinzione e sarà il primo presidente del consiglio nazionale.

Per me rappresentava un simbolo della necessità di uscire da sinistra dalle rovine del comunismo autoritario. Il simbolo della possibilità di passare dalla vecchia tradizione terzinternazionalista rimanendo ancorati alle battaglie civili e sociali.

Fu capace di collocare al centro del partito nuovo la questione inedita dei diritti. Mi colpì la sua affermazione sui diritti fondamentali come presidio della vita di ciascuno, al di fuori di ogni contrattazione e scambio. La liberazione umana era, per lui, il superamento della contrapposizione tra democrazia formale e democrazia sostanziale.

Dopo il segretario era, istituzionalmente la figura più importante del PDS. Io pensai a lui come Presidente del Consiglio nazionale perché lo consideravo il simbolo di una visione libertaria, fondamentale per noi che uscivamo dalla sinistra del Novecento e dagli errori del comunismo. Rodotà era un democratico radicale.

Lo nominai anche ministro della Giustizia nel governo ombra.
Quella che oggi è un’esperienza dimenticata, in realtà mise al lavoro una serie di personalità di notevole valore. Nel mio governo ombra fu ministro della Giustizia e incominciò a studiare con particolare attenzione i temi sulla privacy, anticipando molti problemi che si sarebbero imposti dopo.

Rappresentava una forza intellettuale con cui porre, in modo nuovo, il problema dell’uguaglianza. Oggi la questione dell’uguaglianza è una ferita a livello planetario.

Io e Rodotà abbiamo avuto sensibilità diverse sul rinnovamento del sistema politico. Io ero , e sono, fermamente convinto del maggioritario per uscire dall’epoca del consociativismo. Rodotà era aperto nella sostanza a questa mia visione, ma meno caloroso nella ricerca degli strumenti per arrivarci. Tuttavia il nostro rapporto fu sempre affettuosissimo. Lo ricordo con grande rimpianto.

 

Occhetto ricorda Rodotà: diritti e eguaglianza nella Svolta ultima modifica: 2017-06-24T00:56:53+00:00 da ACHILLE OCCHETTO

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