Insieme, una nuova “cosa” a sinistra

L'esordio dell'iniziativa di Pisapia e Bersani. A colpire, dei vari interventi, è la distanza politica dall’assemblea del Brancaccio di appena quindici giorni fa, dove si era riunita la sinistra più radicale
scritto da ALDO GARZIA

Piazza Santi Apostoli, sabato pomeriggio a Roma, l’esordio della “cosa” a cui lavorano Pisapia e Bersani in perfetta armonia. Luogo simbolico delle vittorie elettorali dell’Ulivo. C’è entusiasmo per l’ipotesi di ricostruire una casa comune di un nuovo centrosinistra. Sul palco, prima dei leader coordinati da Gad Lerner, ci sono i rappresentanti del “civismo”, che appare il punto di forza di questo movimento: sindaci, sindacalisti, associazioni, liste civiche, sinistra diffusa senza appartenenza o delusi dal Pd. Non mancano i messaggi di auguri di Sabrina Ferilli e Claudio Amendola, attori da sempre collocati a sinistra.

A colpire, dei vari interventi, è la distanza politica dall’assemblea coordinata da Anna Falcone e Tomaso Montanari del Brancaccio di appena quindici giorni fa, dove si era riunita la sinistra più radicale e che non vede di buon occhio il protagonismo dell’ex sindaco di Milano, ritenuto la lunga mano di Repubblica e poco affidabile per aver votato “sì” al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre.

A piazza Santi Apostoli si è ascoltato un vocabolario che al Brancaccio non c’era: casa comune, centrosinistra di governo, centrosinistra largo, ricerca di unità pur nella necessaria competizione politica, analisi della destra-destra e non del Pd “ormai una forza di destra”. A giudicare da questi due appuntamenti, la possibilità di un’unica lista elettorale a sinistra del Pd è allo stato attuale una chimera.

Da soli non si va da nessuna parte e vince la destra. Il nome di questo soggetto politico lo decideremo insieme. I gruppi comincino intanto un percorso per essere uniti a settembre, a partire da quelli comunali e regionali,

dice subito Pisapia. Poi parla di netta discontinuità con il moderatismo piddino:

La legge sullo ius soli è civiltà. Abolire l’Imu sulla prima casa per tutti è stato un errore, così come cancellare l’articolo 18. Non meno tasse per tutti, chi ha di più paghi di più. Questa è giustizia sociale. Spostare oneri fiscali sui patrimoni con una riflessione seria, dicendo agli italiani la verità.

Quanto ai rapporti con il Pd, si prende atto dell’incomunicabilità attuale ma

bisogna mettere via ripicche e personalismi, perché la politica non è avere tanti like.

Bersani prende di petto la polemica con Renzi:

Basta camarille, gigli magici e arroganza, non se ne può più, perché non è che tutto il mondo gira intorno alla Leopolda. Noi abbiamo un pensiero, se ne prenda atto, ma voi del Pd che pensiero avete?

Aggiunge infine un’analisi molto preoccupata sulla nuova destra “protezionista” a cui corrispondono troppi incerti balbettii a sinistra.

In piazza c’ è pure D’Alema che non accoglie l’invito a salire sul palco ma non risparmia dichiarazioni:

Siamo partiti con il piede giusto, costruire un nuovo soggetto politico, ora si tratta di allargarlo. Confronto con il Pd? Se noi avremo un grande successo, come spero, ne parleremo dopo le elezioni anche con il Pd per spingerlo a tornare una forza che vuole fare il centrosinistra.

In piazza Laura Boldrini, presidente della Camera, il ministro della Giustizia Orlando, il presidente della Regione Lazio Zingaretti, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, Cuperlo, il costituzionalista Onida che dal palco ricorda la lezione di Stefano Rodotà, tra la folla c’è pure il vecchio leone Bassolino. E ci sono ex democristiani come Tabacci, braccio destro di Pisapia, ed Enzo Carra. Molti di quelli che non hanno trovato buona accoglienza nel Pd. Lo slogan inclusivo della manifestazione era per l’appunto “Insieme”.

Insieme, una nuova “cosa” a sinistra ultima modifica: 2017-07-02T20:16:13+00:00 da ALDO GARZIA

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1 commento

felice 3 luglio 2017 a 8:45

questa “nuova cosa” a sinistra nata a santi apostoli ci voleva proprio per rimettere al centro del dibattito politico l’IMU e l’art. 18, temi di cui il popolo senza rappresentanza sentiva proprio la mancanza!

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