Danica e la sfida a Trump dei trans candidate

Nelle elezioni suppletive in programma quest'anno corre una ventina di candidati transgender, un fatto senza precedenti, spiegato anche come reazione all'offensiva conservatrice contro gli avanzamenti delle minoranze e dei discriminati.
scritto da JOHN JAY DEER

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rans United Fund è un’organizzazione politica che sostiene attivamente i candidati transgender nelle elezioni, a tutti i livelli, negli Stati Uniti. Non è l’unica. Victory Fund è impegnata sul fronte della ricerca dei finanziamenti e delle donazioni a favore di candidati trans. Inoltre addestra specificamente volontari che militano in campagne elettorali di candidati transgender a fronteggiare i loro sfidanti, che spesso non solo sono conservatori ma anche schierati contro gli LGTB.

È il caso, come racconta Time, di Danica Roem, trentaduenne, in corsa in Virginia, nel 13mo distretto, contro il repubblicano Bob Marshall, dopo aver battuto nelle primarie democratiche due rivali. Marshall è il tipico “social conservative“, alla testa crociate anti-LGTB, come quella per il “bathroom bill” che impone ai transgender l’uso di bagni pubblici sulla base dell’identità sessuale alla nascita e non su quella dell’identità scelta. Marshall milita inoltre contro i matrimoni omosessuali.

Anche se l’attenzione mediatica è tutta rivolta al fatto di essere una candidata transessuale e di avere buone possibilità di farcela, diventando così la prima congressperson transgender, Danica Roem ha vinto le primarie con una campagna soprattutto attenta ai problemi del suo elettorato, quindi questioni di vita quotidiana e di lotta per una condizione decente, una campagna che l’ha vista impegnata in un porta-a-porta capillare.

Secondo Time, Roem ha raccolto finora $65,851 in donazioni contro i $57,247 del rivale, congressman da venticinque anni. Un esercito di “militanti leali da qualche dollaro ciascuno”, ha definito questa mobilitazione al suo fianco.

C’è un’altra ventina di candidati transgender in corsa per le elezioni suppletive*, un fenomeno di grande rilievo. Inutile dire che “il merito” è anche di Trump. L’ondata ultraconservatrice che guida e cavalca, tra gli enormi danni che già sta provocando, colpisce i faticosi avanzamenti delle minoranze e delle comunità discriminate. Di qui l’impegno diretto in politica di rappresentanti di quest’America che il trumpismo vorrebbe cancellare, e il sostegno vasto su cui possono contare nella loro lotta.

*“Special elections” indette per sostituire un senatore e sette deputati, il cui mandato è spirato per dimissioni o decesso. Diverse di queste elezioni suppletive si sono già tenute, le restanti a novembre e dicembre, quando si voterà per le cariche di governatore in Virginia e in New Jersey, stati in cui saranno anche rinnovati i parlamenti.

Danica e la sfida a Trump dei trans candidate ultima modifica: 2017-07-07T16:21:51+00:00 da JOHN JAY DEER

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