Voglia di città. “Una cena per la Vida”

Metti una sera insieme in Campo. Una cena di popolo a favore dell'uso pubblico di un Palazzo, l'ennesimo, destinato a essere divorato dall'industria turistica. Un atto profondamente politico che dimostra come i cittadini siano capaci di rendere viva la loro città mantenendola un luogo di incontro e di relazione.
scritto da MARIO SANTI

Perché tanti cittadini, nel giro di pochi giorni, sulla base del semplice passa parola e di un volantino fatto circolare in zona, si sono trovati davanti alla [ex trattoria] Vida?

L’idea era difendere il progetto di uso pubblico dell’Antico teatro dell’anatomia  che tre associazioni – Omnia, About e il Caicio – propongono di trasformare in archivio multimediale e centro di coordinamento dei musei di storia veneziana e veneta presenti nella nostra Regione.

L’Antico Teatro dell’Anatomia in Campo San Giacomo dell’Orio

Un progetto su cui era positivamente avviata una interlocuzione con il settore Cultura della Regione Veneto, per condividerlo e dotarlo delle necessarie risorse (con l’accesso a finanziamenti comunitari). E la cui realizzazione avrebbe consentito di mantenere l’uso e l’accesso pubblici della struttura.

Viceversa il settore bilancio della stessa Regione ha pensato bene di fare cassa alienando l’immobile.

Le associazioni stanno valutando se esistano i presupposti per un ricorso contro la regolarità dell’atto che possa bloccare la vendita e ridare spazio al progetto di uso pubblico.

Ci si è posti il problema di come sostenere questa battaglia, cercando una forma che consentisse di comunicarla, diffonderla, allargare e dare forza alla proposta.
Si è pensato prima di tutto a chi rivolgersi: innanzitutto gli abitanti della zona, ma anche a persone e associazioni che si pongono il problema della cittadinanza.
Che è ciò che ha portato 2.500 persone e un ampio numero di associazioni a scendere in piazza il 2 luglio rivendicando – la grido di “mi no vado via” il diritto a essere “veneziani a Venezia”.

foto di Mario Santi

Poi si è pensato a cosa fare, per andare oltre le forme tradizionali (dibattiti, manifesti, manifestazioni) e trovare un modo originale per riunirsi e comunicare.

Abbiamo pensato a dove ci scambiamo informazioni e dove formiamo le nostre convinzioni. Ci siamo detti che molto spesso ciò avviene quando mangiamo in famiglia, o con i nostri amici. E abbiamo pensato di trasformare questo scambio da relazione privata ad atto collettivo, e a mettere insieme persone che magari non sono in contatto abituale.

Giovanni Andrea Martini, presidente della Municipalità di Venezia, Murano, Burano (foto di Barbara Borsato)

Così è nata la “cena per la Vida”. Mangiare insieme in un campo è stato un atto profondamente politico, che ha fatto vedere come la città può essere “luogo di relazioni” positive.

Avevamo poche “regole di ingaggio” che derivano dall’esperienza di chi – come Venezianogas – non è nuovo a questa pratica. Abbiamo ottenuto il sostanziale aiuto da parte delle Società Benefica di San Giacomo – che ci ha “prestato” tavoli e panche che erano arrivati in campo in vista delle tradizionale festa che iniziava il giorno dopo.

In questo modo ci siamo ritrovati in trecento a mangiare a San Giacomo dell’Orio.

La logica del “porta quel che vorresti trovare e lo condividiamo” funziona sempre: si mangia bene, si beve meglio e si hanno sorprese sempre piacevoli. Si gusta il piacere della compagnia e dello stare fuori casa. Ci si sente cittadini nella propria città e non – come ci capita sempre più spesso – figuranti non pagati in una commedia messa in scena da altri …

Ed ecco l’altro motivo che ci ha fatto essere in tanti: partire dalla difesa del progetto di uso pubblico del Teatro dell’Anatomia, ma con la voglia di andare oltre.

foto di Barbara Borsato

In molti pensiamo non sia possibile continuare a vivere a Venezia da veneziani se non si arresta l’avanzata di un turismo che si mangia la città e ci interroghiamo su come farlo.

Ecco perchè si passerà dal mangiare insieme al sostenere insieme la “battaglia perla Vida”.

Ma vorremmo anche affrontare insieme temi come la residenza, il lavoro e chiederci se potrà esserci a Venezia un futuro con i veneziani e cosa possa e debba essere la Venezia dei prossimi cinquant’anni.

Nodi che le forze politiche, ma anche culturali di questa città si sono dimostrate impreparati ad affrontare. Nel migliore dei casi perchè incapaci di prendere le distanze da, e più spesso perchè esplicitamente colluse con chi ha portato Venezia alla rapida decadenza degli ultimi questi anni.

foto di Barbara Borsato

Da una parte la monocultura del turismo della rendita: dai gestori di alberghi di lusso ai B&B ai venditori di souvenir (dove tutti ne vendono i “santini” e saccheggiano la risorsa, città e Laguna, spremendola fino ad esaurimento).

Dall’altra l’“imprenditoria” legata a grandi opere intrinsecamente destinate non solo a sviluppare la corruzione, ma anche a distruggere gli equilibri ambientali ed idrodinamici della laguna, la cui gestione ha consentito più di mille e cinquecento anni di vita ad una città altrimenti destinata a scomparire.

foto di Mario Santi

Episodi come quelli di San Giacomo esprimono una voglia di invertire la tendenza a partire dalla reazione di comunità locali, di campo e di zona. I cittadini dimostrano di essere capaci di rendere viva la loro città mantenendola un luogo di incontro e di relazione. Perchè quello che sta succedendo a San Giacomo (Vida, aumento ingiustificato dei plateatici che toglie spazio ai bambini; nuovo albergo a cinque stelle e invasione dei B&B) è un caso paradigmatico.

foto di Barbara Borsato

Le cene condivise in campo cominciano ad esprimere – e per questo vanno replicate – una “voglia di città” concreta, auto organizzata, a impatto molto limitato .

Per far vivere Venezia ci vogliono “più putei e meno plateatici”!
La cena è stata allietata dall’esibizione del formidabile “coro delle lamentele”, capace di rielaborare il “gna gna” che a Venezia ha tanto spazio in una critica puntuale, corrosiva e soprattutto divertente della “stato della sfiga in città”.

Alla fine ci si è lasciati “contenti” e con la voglia di discutere.

foto di Mario Santi

Voglia di città. “Una cena per la Vida” ultima modifica: 2017-07-16T11:23:12+01:00 da MARIO SANTI

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