L’artista e il collezionista

Ezio Gribaudo, artista, editore d’arte e collezionista, discute nell’intervista che qui pubblichiamo alcuni momenti della quarantennale amicizia e collaborazione professionale con Francesco Federico Cerruti, la cui straordinaria collezione è stata unita al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli.
scritto da VICTORIA SURLIUGA

In questi giorni, il 7 luglio 2017, si è concretizzato il nuovo polo museale che unisce la collezione Cerruti al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli. Da gennaio 2019 si aprirà una casa museo aperta al pubblico, volta a documentare la passione per il bello e l’arte nella vita di Francesco Federico Cerruti (1922-2015), uomo di grande cultura e collezionista di capolavori artistici dal Medioevo alla contemporaneità. L’artista ed editore d’arte Ezio Gribaudo, anch’egli collezionista, ha discusso nell’intervista qui riportata alcuni momenti della quarantennale amicizia e collaborazione professionale con Cerruti. Inoltre, Gribaudo condivide un omaggio inedito che gli era stato dedicato nel 2012, dove il il testo manoscritto (qui riportato) legge:

È un onore aver un artista come amico di cui ammiro la sua opera e contemporaneamente sappia la storia dell’arte moderna avendo conosciuto i maggiori protagonisti. Grazie! Federico.

L’amore per la bellezza e per l’arte sono stati il Leitmotiv dell’amicizia di questi due uomini creativi che hanno anche condiviso l’esperienza professionale di editori. Gribaudo ha infatti iniziato il suo percorso professionale dapprima stampando presso le Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo (che aveva editato orari ferroviari) e poi per le maggiori personalità dell’arte, da Bacon a Burri, de Chirico, Peggy Guggenheim, Henry Moore e molti altri. Cerruti, invece, aveva rilanciato la sua azienda di famiglia, la Legatoria Industriale Torinese, dove, partendo dalla produzione delle guide telefoniche italiane, allargò poi la portata del suo lavoro alla rilegatura di libri: questi includevano un catalogo diversificato, tra cui la Bibbia, ma soprattutto volumi d’arte.

Scritto di Francesco Federico Cerruti per Ezio Gribaudo (2012)

Cerruti collezionava anche libri di geografia e d’arte come ad esempio una Divina Commedia illustrata da Gustave Doré del 1880. La sua Collezione include opere di artisti quali Tiepolo, Modigliani, Picasso e lavori come ad esempio Jeune fille aux roses di Renoir. Gribaudo ha raccolto soprattutto gli artisti della Peggy Guggenheim Collection oltre a classici moderni e contemporanei, in una selezione che ha definito non tanto di tendenza quanto rappresentativa della propria storia personale, del suo pensiero e preferenza estetica; i suoi artisti includono Calder, Fontana, Hélion e altri molti maestri. La collezione è stata presentata a Taormina nel 2016 nella mostra Dall’opera al libro, dal libro all’opera. Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento (catalogo pubblicato da Gli Ori di Pistoia, a cura di Paola Gribaudo nel 2016; la recensione di Surliuga a questo link).

I due amici condividevano la passione per la carta e il gusto di creare libri, copertine e in genere manipolare la struttura cartacea del libro. Gribaudo ha usato soprattutto quella buvard nel suo lavoro di artista, a partire dai flani ai logogrifi, mentre Cerruti manipolava il supporto cartaceo in legatoria, dove è stato tra i primi in Italia ad applicare la tecnica del perfect binding, ovvero la rilegatura senza cuciture, acquisita a seguito di un viaggio negli Stati Uniti nel 1957. Cerruti sapeva che Gribaudo era attivo nell’editoria d’arte internazionale con pubblicazioni per Fabbri, Abrams, e tanti altri, e la Legatoria Industriale Torinese aveva collaborato a varie pubblicazioni delle Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo.

A sinistra, Francesco Federico Cerruti; a destra, Ezio Gribaudo (2014)

Tra i vari momenti più significativi della loro amicizia, Gribaudo ricorda di quando Cerruti gli disse di essersi regalato un Pontormo per il suo novantatreesimo compleanno. Inoltre, Cerruti aveva una predilezione per i logogrifi e le opere bianche dell’artista torinese: nel corso degli anni acquisì diversi lavori, anche in grande formato. Nel novembre 1996, ad esempio, Gribaudo presentò trent’anni di flani e logogrifi (1966-1996) alla Galleria d’Arte Narciso di Torino. In quell’occasione, Cerruti acquisì varie opere tra le quali una del 1996 dal titolo Terra Santa IV che rappresentava scene di Gerusalemme inserite in un intarsio di flani realizzati con l’ausilio del collage. Inoltre, un aneddoto riguarda una visita di Cerruti da Gribaudo, che era direttore editoriale della Fratelli Pozzo, e il riconoscimento di un disegno di Magritte che l’artista teneva sulla scrivania.

Gribaudo aggiunge come Cerruti avesse commentato favorevolmente le capacità imprenditoriali che avevano contribuito al suo lavoro di artista e non gli era sfuggito il successo internazionale alla XXXIIII Biennale di Venezia. A proposito dei lavori monocromatici bianchi, Gribaudo ricorda come Cerruti gli avesse detto che con i bianchi aveva raggiunto la sintesi “di tutto”.

Gribaudo commenta con queste parole riassuntive il suo lavoro e la sua lunga amicizia con Cerruti:

L’obiettivo di Federico Cerruti era avere il monopolio sulla rilegatura. Tra di noi c’era anche una collaborazione professionale nella produzione dei libri. Lui sapeva che avevo curato un volume sul Barocco e possedeva dei mobili di Piffetti.

Il nostro accordo era intellettuale. Federico era un frequentatore di piccoli antiquari, raccoglieva carte nautiche olandesi ed era preparato, colto e anche ricco, con un senso lungimirante riguardo alle acquisizioni per la sua collezione e aveva una diffidenza e disistima per chi volesse vendergli qualsiasi cosa, come i mercanti.

Avendo io vissuto quei momenti, eravamo amici nella conversazione e nelle nostre discussioni, spesso aspre e forti; nulla veniva concesso all’edonismo, lui mi chiedeva di fornirgli anche una consulenza sulle opere che acquisiva nella sua collezione. C’era uno scambio di idee, una profonda stima tra di noi. Io lo consigliavo e spesso gli facevo notare come avesse già chiesto un parere a qualche antiquario, a Federico Zeri e poi a me per confermare o contraddire i tre nomi che aveva chiesto come suggerimento.

Foto per gentile concessione dell’Archivio Ezio Gribaudo

L’artista e il collezionista ultima modifica: 2017-07-23T16:07:15+00:00 da VICTORIA SURLIUGA

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