Georgiou, il caso che fa discutere la Grecia, e non solo

L'ex direttore dell'ElStat è stato riconosciuto colpevole di aver abusato dei suoi poteri. Eppure nella narrazione dominante è dipinto il capro espiatorio della crisi greca. Ecco la ricostruzione della vicenda.
scritto da DIMITRI DELIOLANES

Afine luglio, la corte d’appello di Atene ha condannato a due anni con la condizionale Andreas Georgiou, l’ex direttore dell’ufficio statistico greco ElStat.

L’ex alto burocrate, ora in pensione, è stato riconosciuto colpevole di aver abusato dei suoi poteri: non aveva informato il cda di ElStat sulla collaborazione con Eurostat e aveva continuato per molti mesi a incassare lo stipendio del Fmi, pur essendosi trasferito ad Atene nel nuovo posto di lavoro.

Andreas Georgiou

Il processo si è tenuto dopo che il procuratore aveva fatto appello all’assoluzione di primo grado di Georgiou, due anni fa.

All’epoca, l’accusa più grave era di aver manipolato i dati statistici del 2009, in modo da portare il paese sotto il controllo del Fmi e della Germania. Tale accusa non fu dimostrata e la procura fece appello solo per la parte riguardante le gravi irregolarità nella gestione dell’ex direttore.

Contrariamente, quindi, alla versione che circola in Europa e anche oltre, Georgiou non è stato condannato per il deficit del 2009, ma perché gestiva ElStat come se fosse il suo gabinetto privato.

Malgrado ciò, la commissione europea si è affrettata a dichiarare che tale condanna rischiava di bloccare il versamento della prossima tranche del finanziamento alla Grecia.

Alexis Tsipras con il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker

L’interferenza europea ha provocato la reazione dei magistrati greci, i quali hanno ribadito polemicamente che il paese è uno “stato di diritto” e che le giustizia non viene condizionata dal potere politico.

Da notare che, proprio in questi mesi, gli stessi magistrati non perdono occasione per esprimere la loro ostilità verso il governo di Alexis Tsipras.

Contrariamente a quello che si sostiene, il governo greco non si è mai occupato del caso Georgiou. Le accuse contro l’ex direttore e i successivi processi sono dovuti esclusivamente alle denunce dello staff scientifico di ElStat.

Walter Radermacher

Georgiou ha assunto la direzione dell’ente nell’estate del 2010, dopo una splendida carriera ventennale al Fmi e dietro raccomandazione del direttore di Eurostat, il tedesco Walter Radermacher.

Già pochi mesi dopo la sua nomina, un nutrito gruppo di statistici si dimise, accusando il nuovo direttore di aver gonfiato ad arte il deficit del 2009 dal 13,6 per cento al 15,4 per cento del Pil.

Non è la prima volta che i creditori mostrano grande affetto verso Georgiou.

Già due anni fa, Mario Draghi pretese e ottenne che, dopo l’assoluzione, lo stato greco coprisse le spese processuali.

Anche se nessuna forza politica ha sposato apertamente le accuse contro Georgiou, va segnalato che l’ostinazione con cui i creditori lo difendono non depone in suo favore.

Mentre allo scoppio del caso, solo i media sensazionalisti ne parlarono, ora l’ipotesi di aver gonfiato ad arte il deficit è serio oggetto di riflessione.

George Papandreou

L’ipotesi prevalente è che tale manipolazione non sia avvenuta per porre il paese sotto custodia, visto che anche il precedente 13,6 per cento bastava e avanzava, ma per ragioni squisitamente politiche: per frenare l’impetuosa ondata di proteste che alla fine ha travolto George Papandreou e il suo partito socialista Pasok.

E l’ex direttore di ElStat non è l’unico funzionario per il quale i creditori pretendono la piena immunità.

Luis de Guindos

Nell’eurogruppo del quindici giugno, il ministro spagnolo delle finanze Luis de Guindos aveva sollevato la questione dei tre esperti che facevano parte del vecchio ente greco per le privatizzazioni.

Si tratta di uno spagnolo, un italiano e uno slovacco, indagati dalla procura di Atene per uno scandaloso caso di immobili privatizzati e poi affittati da uffici pubblici.

Se le indagini non si fossero interrotte, ha minacciato De Guindos, sostenuto dai suoi colleghi italiano e slovacco, la tranche di quasi otto miliardi non sarebbe stata versata. Qualche settimana più tardi, la procura annunciò l’archiviazione del caso.

I due casi rendono evidente che i creditori si comportano verso la Grecia come se fosse una loro colonia. Oramai non si preoccupano neanche di salvare le apparenze.

Nikos Kotzias

È una triste conferma del saggio che scrisse qualche anno fa il ministro degli esteri greco Nikos Kotzias, intitolato proprio Colonia di debito.

Per i creditori, è fondamentale ottenere l’impunibilità dei loro fedeli collaboratori ma è ancora più importante non fare sapere il livello di arroganza espresso nel caso della Grecia.

Per questo motivo, Georgiou diventa il “santo martire” delle statistiche corrette, mentre il caso dei tre funzionari sospettati di malversazioni è stato del tutto oscurato.

Georgiou, il caso che fa discutere la Grecia, e non solo ultima modifica: 2017-08-14T15:03:48+00:00 da DIMITRI DELIOLANES

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