Chi offende e chi difende la presidente Boldrini

Non è “la signora Boldrini”, è la presidente della camera dei deputati, la terza carica dello Stato. Una persona, una donna, che rappresenta una delle più alte istituzioni va difesa dalle istituzioni stesse.
scritto da ADRIANA VIGNERI

Con Laura Boldrini non ho molte affinità politiche o culturali, ma ho in comune un dato fondamentale: sono femmina come lei. Ed è perché femmina che Laura Boldrini è soggetta a questo tipo di insulti, di violenze, di minacce di stupri dei più vari tipi, singoli e di gruppo, preferibilmente ad opera di un bel cazzo nero che i maschi che scrivono immaginano particolarmente potente e lussurioso.

La scena vogliosamente prefigurata si conclude con la soppressione della vittima. Magari nell’acido, fantasie prese a prestito dal mondo della mafia.

Questo insulto a Boldrini (come altri analoghi che magari avvengono mentre scriviamo, non necessariamente solo verbali) è un insulto a me e a tutte le femmine, che hanno questa caratteristica, di poter essere stuprate e in ogni modo violentate con facilità, nella realtà e nell’immaginazione, tanto più che il maschio dell’uomo spesso opera in branco.

Quelle povere donne che si sono fatte fotografare con l’immagine della Boldrini violentata o che hanno partecipato in qualche modo a questa canea non si rendono conto della loro degradazione. Non è soltanto la violenza di un essere umano su di un altro, nella violenza sessuale c’è molto altro.

Il caso Boldrini è particolarmente significativo: difende i rifugiati e tutti i migranti, quindi difende i neri, è sensibile alla violenza, si occupa dei casi di molestie e persecuzioni nelle scuole, è una donna particolarmente attraente, femminile, ed è presidente della Camera. Insomma, una provocazione.
Sono passati gli anni e Laura Boldrini non ha reagito, se non rendendo noto a tutti quello che le stava capitando. Soltanto ora ha deciso di difendersi legalmente e lo ha comunicato.

Ma, mi chiedo: Boldrini non è “la signora Boldrini”, è la presidente della camera dei deputati, la terza carica dello Stato. Era necessaria una sua iniziativa perché qualche cosa si muovesse? Non siamo forse di fronte ad un oltraggio ad un’alta carica dello Stato? Noi tutte (o quasi tutte) difenderemmo un’amica se fosse sottoposta ad una simile persecuzione, le istituzioni (l’ordine giudiziario) non si sentono in dovere di difendere il bene del prestigio di una delle più alte cariche dello Stato?

Secondo la comune accezione del termine, il vilipendio consiste nel tenere a vile, nel ricusare qualsiasi valore al soggetto contro cui la manifestazione è diretta sì da negarle ogni prestigio, rispetto, fiducia, in modo idoneo a indurre i destinatari della manifestazione (che in questo caso è tutto il pubblico della rete) al disprezzo della relativa istituzione, e a renderne più complicato l’esercizio. In questo caso c’è anche di più, c’è il vilipendio della femmina, dell’emblema della femmina, cui Boldrini è assurta suo malgrado, c’è il degrado di un’intera società maschile, nell’indifferenza generale, della società e delle sue istituzioni.

Il punto non è se le piattaforme informatiche siano terra di nessuno, luoghi virtuali extra ordinem, in cui nessuna regola è valida se non quella mercatoria. Se sia difficile o impossibile (per ora) aggredirle. Se coloro che firmano con nome cognome e indirizzo siano persone vere o finte.

Il punto è la mancanza di reazione del sistema. Un privato cittadino può non riuscire a difendersi. Una persona, una donna, che rappresenta una delle più alte istituzioni va difesa dalle istituzioni stesse. E non serve tirare in campo il declino del parlamento di cui tanto si ama parlare.

Chi offende e chi difende la presidente Boldrini ultima modifica: 2017-08-20T15:34:25+02:00 da ADRIANA VIGNERI

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