Borgo Italia

Piccoli comuni, una scommessa sul futuro e non un piccolo mondo antico. È a questa Italia che parla la legge sui Piccoli comuni, che il senato ha finalmente approvato in via definitiva alla unanimità
scritto da ERMETE REALACCI

Venezia è una delle quattro porte d’Italia, insieme a Firenze, Roma e, di recente, anche Milano. Le sue meraviglie e le sue bellezza, come quelle delle altre città, sono oggetto di desiderio crescente in tutto il mondo. Di fronte ai grandi flussi, tuttavia, il punto non è tanto chiedersi come frenare o limitare l’accesso, bensì far capire al mondo che l’Italia è una terra di scrigni preziosi, disseminata di tesori culturali, paesaggistici, storico-archeologici che si intrecciano col saper fare delle comunità, sul connubio tra tradizione e innovazione. I Piccoli comuni ne sono la spina dorsale.

In essi abbiamo non solo un’eccezionale quantità di beni culturali fruibili, e il pensiero va ai tesori del centro Italia colpiti dal sisma, ma a tutto i nostri territori dove quei beni si intrecciano con il senso di identità, con la coesione, con la capacità di coniugare antichi saperi e nuove tecnologie. Un’idea di Paese che fa delle comunità e della bellezza la chiave del futuro.

Offida (Ascoli Piceno) dopo la pioggia

È questa l’Italia dei piccoli comuni, una scommessa sul futuro e non un piccolo mondo antico. È a questa Italia che parla la legge sui Piccoli comuni, che il senato ha finalmente approvato in via definitiva alla unanimità.

Il testo è nato a partire da una mia proposta di legge cui si è collegata quella della collega Patrizia Terzoni ed ha avuto come relatori i colleghi Enrico Borghi, Tino Iannuzzi e Antonio Misiani alla camera e il collega Stefano Vaccari al Senato. Per ben tre volte, nelle passate legislature, questa legge è stata varata dalla Camera. Adesso è legge dello Stato. Un risultato raggiunto grazie ad un lavoro ampio e comune del Parlamento e al sostegno dell’Anci e di molte organizzazioni, a partire da Legambiente e Coldiretti.

Cividale del Friuli (Udine)

Nei nostri 5.567 borghi vivono oltre dieci milioni di persone e almeno altrettante ne provengono o li frequentano, mantenendo con essi relazioni affettive.  Non vanno considerati un peso per il nostro Paese ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità e affrontare il futuro a partire dai nostri talenti. Le misure previste nella legge non servono solo a conservare, ma a lanciare una sfida per nuove forme di economia, puntando sulla banda larga, sul riuso del patrimonio urbanistico dismesso, su innovazione e qualità, tutti fattori che rendono più competitivo il tessuto produttivo. Un modello di sviluppo per tutto il Paese, centrato sulla coesione delle comunità.

È qui che si producono il 93 per cento delle nostre Dop e Igp, il 79 per cento dei nostri vini più pregiati, ma anche tanta parte di quel made in Italy apprezzato dappertutto. Si può competere in un mondo globalizzato se si mantengono solide radici: si risponde alla crisi producendo qualità e bellezza, rafforzando, allo stesso tempo, quel senso di identità che aiuta ad essere protagonisti.

La Festa del Borgo e la sagra del pane di civraxiu a Sanluri (Sud Sardegna)

La legge interviene sulla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, la riqualificazione dei centri storici, aiuta a contrastare la rarefazione di servizi essenziali come scuole, presidi sanitari, uffici postali. Viene data priorità alla manutenzione del territorio, all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico. Si promuovono le produzioni agroalimentari a filiera corta e le infrastrutture tecnologiche. I Piccoli comuni potranno acquisire, con procedure semplificate, case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse per attività di protezione civile, volontariato, mobilità dolce e turismo sostenibile. Per le risorse economiche ci sono cento milioni di euro da destinare, nei prossimi anni, a quelli in maggiore difficoltà.

Tellaro (La Spezia)

Nel 2002, in occasione di “Voler Bene all’Italia”, la Festa nazionale dei piccoli comuni promossa da Legambiente, il presidente Ciampi inviò  un messaggio di grande attualità:

Questi borghi, questi paesi rappresentano un presidio di civiltà. […] Sono parte integrate, costitutiva della nostra identità, della nostra Patria. Possono essere un luogo adatto alle iniziative di giovani imprenditori. L’informatica e le tecnologie possono favorire questo processo. […] Può diventare anche questa grande avventura un’opportunità da cogliere.

Per l’Italia un’occasione per affrontare a testa alta le sfide del futuro.

[Nella foto in alto, San Colombano, Bobbio (Piacenza)]

Borgo Italia ultima modifica: 2017-09-29T13:14:38+00:00 da ERMETE REALACCI

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