#ReferendumCatalogna minuto per minuto. Il liveblog di ytali

scritto da MADRICARDO SINISCALCHI ANGELI

È altissima tensione in Catalogna, dove questa mattina le forze antisommossa spagnole hanno fatto irruzione in molti seggi elettorali, caricando la folla, e usando anche proiettili di gomma, per impedire lo svolgimento del referendum di autodeterminazione.
La polizia spagnola ha usato la forza contro le migliaia di persone in attesa di poter votare davanti e all’interno dei seggi. Ci sono stati almeno 40 feriti. In una parte degli uffici elettorali l’irruzione della polizia ha reso impossibile il voto. Sono state sequestrate le urne, in alcuni casi già piene.
Secondo il governo catalano il 73 per cento dei seggi per ora è però aperto, e in molti casi il voto si svolge senza incidenti. La resistenza della popolazione catalana è stata pacifica e passiva. Molti si sono seduti davanti ai seggi per fermare l’avanzata degli agenti spagnoli. La Guardia Civil ha fatto irruzione in particolare nel seggio di San Julià de Ramis a Girona dove era atteso il presidente catalano Carles Puigdemont, che però ha votato in un altro seggio, come pure il vicepresidente Oriol Junqueras. Per aggirare l’attesa chiusura dei seggi da parte della polizia, il governo catalano ha reso noto che ogni elettore può votare in uno qualsiasi dei seggi del paese. La popolazione catalana reagisce con forme di resistenza pacifica e passiva. In molti seggi gli elettori si sono seduti pr terra per impedire l’ingresso degli agenti spagnoli. Puigdemont ha denunciato la “brutalità ingiustificata della polizia spagnola”, affermando che “è una vergogna che accompagnerà per sempre l’immagine dell ostato spagnolo”.
Il portavoce del governo catalano Jordi Turull ha detto che “dai tempi del franchismo” non si vedeva “una violenza di stato” come quella esercitata in Catalogna “contro la democrazia”. Il prefetto spagnolo in Catalogna Enric Millò – di cui il governo catalano ha chiesto “le immediate dimissioni” – ha definito “una farsa” il referendum e ha affermato che “siamo stati costretti a fare quello che non volevamo fare”. La Guardia Civil ha interrotto le comunicazioni internet in diversi seggi per impedire il voto. In alcuni centri elettorali l’intervento degli agenti spagnoli è stato particolarmente brutale, riferisce la tv pubblica Tv3, usando i manganelli anche contro persone anziane. Il sindaco di Barcellona Ada Colau ha accusato il premier spagnolo Mariano Rajoy, “un capo del governo codardo”, di avere “inondato la nostra città di polizia”. Ma Barcellona, ha detto, “non ha paura”. [agenzia Ansa, ore 12.25]

Il sindaco di Barcellona Ada Colau ha detto che ci sono “più di 460 feriti in Catalogna” per le cariche della polizia. Colau ha aggiunto su Twitter di “esigere la fine immediata delle cariche della polizia contro la popolazione indifesa”. La polizia spagnola ha sparato usato proiettili di gomma e caricato la folla in attesa davanti ai seggi causando, questo è il bilancio delle autorità spagnole, 38 feriti tra i votanti. Nove persone sono state ricoverate, una è stata sottoposta ad un intervento a un occhio perché colpita da un proiettile di gomma. Le autorità spagnole hanno indicato che anche 11 agenti, tra cui nove poliziotti e due membri della Guardia Civil, sono stati feriti leggermente in Catalogna.

Il ministero dell’interno della Spagna ha dichiarato che le forze dell’ordine in Catalogna hanno arrestato tre persone, fra cui un minorenne, per ‘disobbedienza’ e per aver attaccato gli agenti.

La polizia spagnola ha caricato una folla di civili usando anche i lacrimogeni in un comune vicino a Girona, Aguiviva, riferisce T3. In immagini diffuse dall’emittente la Guardia Civil in tenuta antisommossa attacca a manganellate decine di persone fra cui persone anziane pacificamente sedute per terra in difesa del seggio. Secondo un testimone, Albert Contrada, gli agenti spagnoli hanno sequestrato un’urna.

Agenti antisommossa spagnoli hanno caricato con i manganelli un gruppo di vigili del fuoco catalani, in divisa e con il casco, che stavano presidiando un seggio. E’ quello che si vede in un breve video diffuso da vari media, fra cui l’Independent, che dice che è stato girato a Barcellona. Nelle immagini si vedono gli agenti che allontanano i pompieri colpendoli con i manganelli sulle gambe e con calci. [agenzia Ansa, ore 17.25]

 

Secondo una proiezione dei Demòcrates de Catalunya (basata sullo scrutinio delle prime duecento schede in cinquanta seggi elettorali), riportata da El Periodico, l’87 per cento degli elettori ha votato sì, il nove per cento no. Tre per cento le schede bianche, un per cento le nulle [con quest’ultima notizia, termina il liveblog di ytali, curato in redazione da Guido Moltedo, 2 ottobre, ore 00.15].

I giornali spagnoli riportano i titoli dei più importanti media internazionali, estremamente critici nei confronti di Mariano Rajoy e del ricorso alla repressione militare.

“La vergogna dell’Europa”, titola un suo servizio la Cnn

L’editoriale di Libération online

The Guardian, domani

José  Rodríguez, Podemos:

Avrebbe potuto passare come un referendum illegale e senza garanzie. L’hanno trasformato in un “atto di disordine” e come tale l’hanno trattato (844 feriti)

Parla in tv il presidente catalano Carles Puigdemont:

Il Govern trasmetterà al Parlament i risultati perché applichi la legge del referendum.

 

Pedro Sánchez in tv, ore 20.39:

Esigiamo che Rajoy apra un processo negoziale con la Generalitat

La dichiara lo sciopero generale per il 3

“È una vergogna che accompagnerà per sempre l’immagine dello Stato spagnolo”, ha tuonato il presidente catalano Carles Puigdemont. “Dai tempi del franchismo non si vedeva una tale violenza di stato”, ha accusato il portavoce del governo Jordi Turull, minacciando di portare Madrid “davanti ai tribunali internazionali”. “Oggi la Spagna ha perso la Catalogna”, ha sentenziato l’ex presidente Artur Mas. Il governo spagnolo invece ha definito “esemplare” l’operato della polizia in difesa dello stato: “Hanno agito in forma professionale e proporzionale”, ha detto la vicepremier Soraya de Santamaria. “Abbiamo dovuto fare quello che non volevamo”, ha aggiunto il prefetto in Catalogna Enric Millò.

I giornalisti di RTVE, radio televisione di Spagna, provano vergogna per la copertura informativa sulla copertura sui fatti di Catalogna.

Puerta del Sol a Madrid adesso. Di fronte alle telecamere di TeleMadrid la gente grida “Televisión, manipulación” e “Rajoy dimisión”

Accompagnato dalla vicepresidente Soraya Sáenz de Santamaria e dai ministri Íñigo Méndez de Vigo e Alfonso Dastis Mariano Rajoy ha parlato in tv alle 20.15, presentandosi come il presidente de “todos los españoles”:

Oggi non c’è stato alcun referendum, è chiaro a tutti. Il nostro stato di diritto mantiene la sua forza e resta in vigore, reagisce di fronte a chi vuole sovvertirlo […] Ringrazio le forze di sicurezza dello Stato che hanno tenuto fede agli obblighi e rispettato il mandato della Giustizia davanti ad un attacco così grave alla nostra legalità. Il referendum in Catalogna] è stato un ricatto di pochi. […]La maggioranza del popolo catalano non ha partecipato alla sceneggiata degli indipendentisti. […]Queste persone hanno dato prova di senso civico e grande rispetto per i principi che sono alla base della nostra convivenza: oggi abbiamo constatato la forza della democrazia spagnola. [Il referendum] è stato una sceneggiata [degli indipendentisti. La maggioranza della popolazione non ha partecipato e ]ha rispettato la legge senza rumore. Hanno ignorato la consultazione e si sono messi dalla parte della democrazia e della Costituzione.

Davanti ai fatti che si sono verificati oggi nell’arcidiocesi di Barcellona e in tutta la Catalogna, il cardinale arcivescovo di Barcellona Juan José Omella y Omella, chiede dialogo e preghiera. Ore 20.20

La situazione di violenza che si vive oggi in Catalogna, ha dichiarato Omella, è deplorevole. Bisogna trovare una uscita pacifica e democratica nella situazione che si sta vivendo.

Il cardinale Juan José Omella y Omella, arcivescovo di Barcellona

 

Valencia in piazza con la Catalogna

Seggi chiusi alle 20

La maggior parte degli oltre seimila seggi, dove erano chiamati al voto 5,3 milioni di catalani, ha potuto aprire. Migliaia di persone hanno fatto la coda tutto il giorno davanti ai seggi. Ma la polizia spagnola ha potuto sequestrare molte urne.

Schermi giganti a Plaza de Cataluña per seguire l’esito

Pablo Iglesias

Pablo Iglesias, 19.45

Un governo con senso comune ascolterebbe quello che hanno detto centinaia di migliaia di persone, in Spagna e Catalogna: che volevano votare. La maggior parte dei cittadini spagnoli scommettono sul dialogo e la pace

Il presidente del governo Mariano Rajoy apparirà in diretta dalla Moncloa a partire dalle 20,15 di stasera per commentare quanto successo oggi in Catalogna.

Il dipartimento della Salute della Generalitat ha aggiornato il numero di persone curate dopo l’intervento della polizia contro il referendum in Catalogna: sono già 761 i cittadini che hanno richiesto “assistenza sanitaria” ai servizi di prontosoccorso.

Compromís [Coalició Compromís è il raggruppamento valenciano formato da tre partiti garanti delle tre principali componenti ideologiche che animano la coalizione: valencianismo, progressismo, ecologismo] condanna l’uso della forza di Rajoy contro la volontà di partecipazione e chiede le sue dimissioni. Ore 19.27

Il ministero degli interni spagnolo denuncia aggressioni e violenze da parte degli indipendentisti diffondendo video. 18.49

Jaume Asens avvocato dei diritti della cittadinanza di Barcellona: studieremo come presentare denuncia penale contro i responsabili delle violazioni dei diritti umani di oggi a Barcellona. “Non possono rimanere impuniti”. 18,40

El Palau de la Música di Barcellona ha sospeso il concerto previsto per le 17.30 di oggi Ore 18.38

La presidente della Comunità di Madrid Cristina Cifuentes (Pp) appoggia il governo le forze di sicurezza dello stato, e definisce i politici indipendentisti che hanno provocato la frattura sociale e l’odio “non eroi ma traditori”. Ore 18.15

Pablo Echenique,Podemos ore 18.02

C’è un cancro alla Moncloa che minaccia di distruggere la convivenza.

Guy Verhofstadt, ore 18

Non voglio interferire con le faccende interne della Spagna, ma condanno assolutamente quel che è accaduto oggi in Catalogna. Nell’Unione a Europea noi cerchiamo di trovare soluzioni attraverso il dialogo  il rispetto dell’ordine costituzionale.

Il leader laburista Jeremy Corbyn s’appella direttamente dal suo profilo Twitter a Theresa May affinché parli a Rajoy chiedendogli di mettere fine alla violenza della polizia in Catalogna e cerchi una soluzione politica alla crisi costituzionale. Ore 17.57

Íñigo Errejón, Podemos, ore 17.56

Oggi siamo più lontani da una soluzione politica della relazione tra Catalogna e Spagna. Quindi, a che cosa (a chi) è servito questo?

Alcuni teatri catalani sospendono le recite per la situazione vissuta oggi in Catalogna. Il Teatre Lliure ha affidato a un comunicato la decisione di “sospendere lo spettacolo oggi contro la violenza e in solidarietà alle vittime.” Chiusi anche il Teatre Romea, Condal, Villarroel, Goya, Sala Barts, Sala Beckett, Tantarantana, Teatreneu e Maldà.  Annullato anche lo spettacolo che il gruppo Manel di Barcellona doveva tenere oggi a Gandía (Valencia) contro la violenza della polizia nella giornata del referendum.

L’Associazione spagnola delle Guardias Civiles si presenterà come parte lesa “in tutte le azioni legali che si prenderanno nei confronti dei Mossos” dato che questi “si sono opposti e hanno attaccato agenti della Guardia Civil”. L’Associazione ha dichiarato di voler estendere la denuncia contro il comandante dei Mossos Josep Lluis Trapero. Ore 17.40

Mossos d’Esquadra (Ipa) [il corpo di polizia regionale della regione autonoma spagnola]

Un giudice del tribunale di Lleida ha aperto un’inchiesta per un possibile delitto di disobbedienza commesso dai Mossos d’Esquadra (Ipa) [il corpo di polizia regionale della regione autonoma spagnola] per non aver chiuso alcuni collegi elettorali questa domenica. I Mossos avrebbero disobbedito all’ordine del Tribunal Superior de Justicia de Catalunya (TSJC). Il giudice ha chiesto di sapere “nel più breve tempo possibile i motivi che impediscono” alla polizia catalana di eseguire l’ordine del Tribunale. Ore 17.30

Bilancio del ministero degli interni spagnolo: 92 collegi chiusi dalla polizia e dalla guardia civil. La polizia nazionale ha chiuso 46 collegi: 27 a Barcellona, sei a Tarragona, otto a Girona, sette a Lleida. Il ministero informa che gli agenti hanno arrestato tre persone per disobbedienza civile e attentato alle forze di polizia. Nove agenti e tre guardias civiles sono stati feriti. ore 17.20

Ore 17.07: Sergi Albarrán, presidente di ERC (Sinistra Repubblicana Catalana) risulta ferito in uno scontro con gli agenti antisommossa della Polizia Nazionale a Tarragona, dove sono state fatte delle cariche per poter sequestrare delle urne in un centro di voto. Albarrán ha ricevuto un colpo alla testa ed è stato portato in un ospedale cittadino per controlli.

Sociedad Civil Catalana denuncia irregolarità affermando di avere le prove che in molti hanno espresso più volte il voto, ore 16.59.

Pablo Iglesias, segretario generale di Podemos, ore 16.55:

Catalane e catalani , non ci attacca la Spagna. Ci attacca un governo di corrotti e antipatrioti.
Non vogliamo che Catalogna se ne vada dalla Spagna spinta dal PP, però siamo democratici e il popolo catalano deve decidere.

Ada Colau, sindaca di Barcellona, ore 16.44:

Già ci sono più di 460 feriti in Catalogna. Come sindaca di Barcellona esigo la fine immediata delle cariche della polizia contro la popolazione indifesa.

Rafa Mayoral, Podemos, ore 15:

L’utilizzazione della forza dimostra la debolezza del governo, oggi la contraddizione è tra Rajoy e la democrazia.

Siamo aperti a dialogare con tutte le forze democratiche del nostro paese per mandare a casa il PP.

Comunicati Izquierda Unida ore 15.09

Quel che sta accadendo è il totale fallimento del governo Rajoy. Le immagini e i video di quello che stiamo ricevendo riflettono la repressione con la quale il governo sta rispondendo a una legittima e pacifica domanda da parte della società catalana. La brutalità delle forze e corpi di sicurezza non solo è sproporzionata, ma è anche un grave errore politico che segnerà la memoria della società catalana e condizionerà negativamente il tempo politico che seguirà all’1-0

Aprire un negoziato che includa un referendum concordato che serva a che la società catalana possa decidere sopra il suo futuro. Consideriamo inoltre che la miglior formula per il nostro paese è la repubblica federale…. solo un modello di stato che garantisca i diritti sociali e risponda alle necessità dei suoi cittadini, e che al contempo riconosca che la Spagna è un paese plurinazionale, può essere utile alla soluzione dei problemi politici he stiamo affrontando.

Pedro Sánchez, segretario del Psoe, ore 14.56:

Oggi è un giorno triste per la nostra democrazia, non ci piace quello che stiamo vedendo è che il mondo sta vedendo. Serenità e dialogo!

Jeremy Corbyn, leader laburista britannico, 14.46:

La violenza della polizia contro i cittadini in Catalogna è scioccante. Il governo spagnolo deve agire per porvi fine adesso.

ore 14.27:
Il Govern [catalano] stima in 337 il numero delle persone ferite dopo le cariche della polizia, ha affermato Jordi Turull portavoce della Generalitat. Secondo Turull si sta votando nel novantasei per cento dei collegi.

Pablo Iglesias, segretario generale di Podemos, ore 14.02:

Se qualcosa rompe la Spagna è che il PP e coloro che lo sostengono al Congresso continuino a uccidere la democrazia.

Scuola Els Porxos (Sagrada Familia BCN), voto tranquillo alle 13,45

Ada Colau, sindaco di Barcellona, ore 13.57:

Ho votato indignata per la repressione della polizia, ma anche piena di speranza per l’esemplare risposta della cittadinanza.

Íñigo Urkullu, Presidente País Vasco ore 13,20:

Mi dolgo di quello che sta accadendo in Catalogna, in particolare degli incidenti che aumentano i rischi di una frattura sociale che fino ad ora ho denunciato. Faccio appello affinché si evitino situazioni traumatiche che rendano meno praticabile la via del dialogo a partire da domani. Il referendum legale in Quebec e Scozia ci offre un modello di soluzione dialogata all’altezza del nostro tempo e delle nostre società.

 

Miguel Iceta, primo segretario del PSC, ore 13:

Rajoy e Puidgemont sono obbligati a dialogare per evitare mali maggiori e porre le basi perché si produca il dialogo e il negoziato che sono stati incapaci di mantenere durante gli ultimi cinque anni.

Joan Riò sindaco di Valencia ore 13:

Insistiamo in un appello al dialogo per superare una situazione di tensione politica in Catalogna che non deve mai arrivare alla violenza

Ramón Espinar portavoce di Podemos al senato, ore 13:

La Spagna ha futuro, Rajoy no!

 

#ReferendumCatalogna minuto per minuto. Il liveblog di ytali ultima modifica: 2017-10-01T16:28:59+00:00 da MADRICARDO SINISCALCHI ANGELI

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