Austria. Il paese del sorriso

I membri delle famose Burschenschaft, confraternite di vecchi studenti radicalmente piazzate all’estrema destra, hanno un posto di rilievo in seno al Fpö. E si apprestano a entrare nel nuovo governo austriaco.
scritto da PATRICK GUINAND

Quando vediamo la fioritura di sorrisi dei membri delle squadre di Sebastian Kurz (Partito popolare austriaco, Övp) e Hans-Christian Strache (Partito della libertà austriaco, Fpö ) riuniti intorno al tavolo negoziale per formare la prossima coalizione che sta per governare l’Austria, diciamo a noi stessi: il potere, come l’operetta, è euforizzante. La stagione dei balli, a Vienna, può cominciare, e il Congresso, ancora una volta, si divertirà… Ma a guardare più da vicino, si è meno disposti a partecipare all’estasi (o trance) collettiva.

Come ha evidenziato Hans-Henning Scharsach nella sua recente opera Stille Machtergreifung (Presa del potere silenziosa) le famose Burschenschaft, queste confraternite di vecchi studenti pangermanici radicalmente piazzati all’estrema destra, che perpetuano rituali d’ispirazione nazisti, canti nostalgici, duelli e cicatrici di spada, hanno preso un posto di rilievo in seno al Fpö.

Sebastian Kurz

Alle elezioni del 15 ottobre il Fpö è arrivato terzo con il ventisei per cento dei voti, giusto dietro ai socialdemocratici del Partito socialdemocratico (Spö), con soli quarantacinquemila voti in meno. È stato scelto dunque come partner indispensabile della coalizione da Kurz e l’Övp. Ora, i Burschenschafter si ritrovano presenti in forze in seno all’apparato del partito, e dunque del futuro governo dell’Austria: su cinquantuno deputati Fpö eletti, ventuno sono Burschenschafter. Cinque dei sei membri del Presidium del Fpö a livello nazionale, attorno a Strache, sono Burschenschafter. La squadra incaricata di negoziare insieme a Strache le condizioni dell’alleanza di governo è essenzialmente composta da Burschenschafter. Considerando che si stima che i Burschenschafter siano circa quattromila in tutta l’Austria, la loro concentrazione a livello di potere lascia senza parole.

Ma chi sono nello specifico questi Burschenschafter? Vediamo ad esempio la squadra dei negoziatori. Cominciando da Axel Kassegger. Propagandista della teoria del complotto Onu-Fmi-Eu-Nato-Banca Mondiale-Nsa, membro di Germania Graz, guida la Commissione Zukunft (Avvenire) che si occupa di scienza, educazione e ambiente, ed è stato sorpreso a chiudere le sue conferenze con la parola d’ordine: Heil Deutsche Burschenschaft!

Norbert Nemeth, capogruppo Fpö al parlamento, è membro della confraternita Olympia, una delle più all’estrema destra nel paesaggio nebuloso della galassia delle Burschenschaft. Paragona la legge che proibisce il nazionalsocialismo, i suoi segni esteriori o la sua riabilitazione, alle leggi razziali di Norimberga, e la vorrebbe abolire in nome della libertà di espressione. Si è dichiarato difensore del celebre neonazista austriaco Gottfried Küssel, negazionista dell’Olocausto, condannato a sette anni di prigione nel 2014 per propaganda dell’ideologia nazista. Nemeth è uno dei quattro negoziatori principali, nel gruppo dei cinque intorno a Strache.

Heinz-Christian Strache

Harald Stefan, deputato Fpö, anche lui membro di Olympia, vicinissimo a Strache, ha fatto dichiarazioni radicali contro la nazione austriaca, sentendosi, dice, “tedesco”. Sempre gli avanzi del pangermanismo. Stefan fa parte della commissione “Media, giustizia, arte e cultura, costituzione, politica estera e europea, integrazione”. C’è poi Wolfgang Zanger, deputato Fpö, membro di Corpi Austria. Pensa che il nazionalsocialismo abbia avuto aspetti positivi che non bisogna dimenticare. Negozia nel gruppo “Costituzione”.

Anneliese Kitzmüller è invece membro di Mädelschaft Iduna Linz ed è molto legata agli ambienti nazionalisti tedeschi.

Continuando, Johann Gudenus, capo del Fpö viennese, abile propagandista dell’ideologia di estrema destra senza mai infrangere la legge, membro della molto estrema corporazione Vandalia Wien, negozia per la politica estera. Walter Rosenkranz, membro di Libertas, associazione che ha riconosciuto onorificenze a neonazisti, negozia nel gruppo “Sicurezza, ordine, protezione della patria”.

Lo stesso Strache, che in gioventù è stato vicino agli ambienti neonazisti e del gruppo Wiking Jugend, posizione che dice oggi di rinnegare come errore di gioventù, è membro della Burschenschaft Vandalia Wien. Per non parlare di Norbert Hofer, l’uomo dal sorriso costante e strategico, l’estrema destra dal volto umano si potrebbe dire, che, ricordiamolo, ha ottenuto il quarantasei percento dei voti alle presidenziali di dicembre 2016. Hofer è membro eminente della corporazione Marko-Germania Pinkerfeld, e si è pronunciato anche lui nel 2013 per l’abrogazione della legge anti nazionalsocialismo in nome della libertà di espressione. Attualmente il Fpö fa forti pressioni perché divenga ministro degli esteri. Ovviamente fa parte del gruppo dei cinque.

Ce n’è abbastanza, in effetti, come dice Hans Rauscher, l’editorialista di Standard, nell’edizione di questo fine settimana “Heil! I Burschenschafter negoziano il nostro avvenire”. Ed è molto probabile che alcuni di questi personaggi otterranno posti chiave come ministri nel futuro governo. E Sebastian Kurz, come il principe Sou-Chong nell’operetta di Lehár, con la sua celebre aria immer nur lächeln, continua a sorridere. Per nulla incoraggiante, a dire il vero.

Quando tutti questi simpatici buontemponi si riuniscono per il ballo annuale, ribattezzato da cinque anni Akademikerball per renderlo presentabile, ottengono sistematicamente uno spazio festivo alla Hofburg di Vienna, l’ex residenza degli Asburgo, scelta da Hitler per il suo celebre discorso dal balcone che guarda Heldenplatz, e attuale sede della presidenza di Van der Bellen.

Norbert Hofer

La Hofburg, in parte privatizzata, è abilitata ad affittare spazi per ricevimenti, come nel caso del ballo dei Burschenschafter, a cui è invitata la crema dell’estrema destra europea, inclusa Marine Le Pen nel 2012. Questo provoca ogni anno veementi manifestazioni di protesta con talvolta episodi di violenza, cosa alquanto rara a Vienna, e un massiccio dispiegamento di polizia (nel 2016, duemilaottocento poliziotti per ottomila manifestanti) per proteggere i festaioli in costume da cerimonia e altri danzatori mondani.

Con il Fpö trionfante al governo, con Hans-Christian Strache come vice cancelliere e probabile Ministro dell’interno, ruolo che rivendica, si è curiosi di vedere cosa ci riserverà il prossimo ballo… Come anche di conoscere la proporzione di Burschenschafter che s’imporrà alla fine in seno al futuro governo dell’Austria. Una tale infiltrazione ha comunque un nome: l’entrismo. Con che scopo? Schau ma mal, “staremo a vedere”, come dicono i viennesi con il loro attendismo leggendario. E nel frattempo, i viennesi si rassicurano: Vienna (dove il Fpö si limita al ventun percento dei voti, e non raggiunge il dieci nei quartieri centrali) è stata nuovamente indicata in una classifica internazionale come la città in Europa dove è più piacevole vivere, davanti a Firenze. Cultura, architettura e arte di vivere obligent. Anche il senso dell’umorismo, si potrebbe dire.

Qui è tradizione che dopo le elezioni i candidati vincitori facciano una campagna di affissioni per ringraziare gli elettori. Un ribelle faceto ha avuto l’idea di ricoprire i manifesti di Sebastian Kurz con un banner con la scritta: Dank, ihr Trotteln!. Altrimenti detto: “Grazie a voi, banda d’idioti!”. Poco cortese nei confronti del cinquantotto percento di austriaci che hanno dato il voto a Kurz o Strache, ma caustico. Alcuni in Austria conservano dunque il senso dell’umorismo anche se, a dire la verità, a molti è passata la voglia di sorridere.

traduzione di Claudio Madricardo 

VERSIONE ORGINALE IN FRANCESE

Austria. Il paese del sorriso ultima modifica: 2017-11-09T16:31:17+02:00 da PATRICK GUINAND

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